Cammina Nel Sole

l'alba del sesto sole

23/09/2017
di camminanelsole
0 commenti

LASCIAR ANDARE. UN ATTO CHE CI RENDE LIBERI

di Barbara Porro

Lasciare andare è un atto consapevole ed una scelta, la scelta di lasciare che le cose vadano e fluiscano come dovrebbero andare. Significa essere attori presenti e partecipi di quello che ci sta accadendo senza lasciare che le situazioni e le emozioni ci invadano.

Significa imparare ad allenare la nostra mente a vivere nel momento presente. E’ capire che nulla finisce ma che tutto ha un flusso, quello che possiamo fare è osservare ed imparare cosa accade in noi .

 

Così è accaduto nei momenti cruciali della mia vita. Ho accettato di lasciarmi trasportare dalla corrente, senza sapere dove mi avrebbe portato. Tentavo di resistere, di oppormi alla forza che mi trascinava, ma ogni volta ero vinto non sapendo dove mi avrebbe condotto. Ho sperimentato quanto sia faticoso opporsi a questa corrente e quanto invece sia benefico affidarvisi senza regole, ho imparato, con gli anni, a lasciarmi portare.”

Queste sono parole dette da Carl Gustav Jung in un sogno avuto e trascritto da Elliott Sandler.

 

 

Lasciare andare inteso anche come non attaccamento

Quante volte ci capita di sentirci legati ad un oggetto, una situazione, un lavoro o ad una persona senza riuscire a liberarci di ciò che per noi rappresenta. Ci sentiamo come ingabbiati nell’idea che senza non potremmo andare avanti, prima o poi ci potrà tornare utile. Da una parte, siamo stati educati che il valore si trova in chi “non molla mai”, in chi resiste fino alla fine ed in chi non lascia andare niente.

Siamo cresciuti nell’ idea che lasciare andare è da perdenti e quindi…NON SI FA!

E’ importante però notare che c’è differenza tra lasciare andare (consapevolmente) e lasciarsi andare.

 

 

La dinamica dell’attaccamento

Cosa accade quando ci capita di rimanere “attaccati” a qualcosa?

La nostra mente ce la ripropone in continuazione impedendoci di prendere quel distacco dalla situazione che ci aiuterebbe ad osservare ciò che accade rischiando così di venir coinvolti appieno dalle nostre emozioni. Alcuni esempi classici sono il timore del cambiamento,di poter perdere qualcosa , la nostalgia del ricordo del passato.

Così immersi nei nostri pensieri perdiamo l’opportunità di guardarci intorno, di osservarci con le nostre risorse ed il mondo che ci circonda, dove possiamo decidere di essere attori protagonisti e non le vittime dei pensieri che la nostra mente ci propone.

Ecco perchè tante volte ci siamo detti “adesso basta!” senza riuscirci, rimanendo fermi , quasi senza forze e incapaci di leggere la situazione presente.

In queste situzioni proviamo a domandarci:

Che emozione sto provando? Quanta fatica c’è nel tenere?

Cosa c’è di importante per noi nel trattene?

Cosa potrebbe accadere se lasciassimo andare?

 

 

Lasciare andare è una nostra scelta

Siamo noi a decidere se rimanere legati a qualcosa oppure no, siamo noi a dover riprendere il controllo ed il potere della nostra vita.

Spesso non ci accordiamo che è ora di lasciar andare una situazione. Smettiamola di concentrarci sul come e sul quando si risolverà o sul perché si è verificata. Come per esempio, chiudere relazioni malsane o poco soddisfacenti per permettere l’arrivo di qualcosa di meglio. Un aspetto fondamentale per far accadere ciò che si desidera è chiedere quello che vuoi, in modo chiaro, senza essere troppo ossessionati dal modo in cui si voglia realizzare.

Un mio Tutor, mi disse tempo fa una frase, che mi è rimasta impressa : tu non sei la situazione che ti sta accadendo, tu sei questo e molto altro!

Proviamo a ricorrere a questa frase e al comportamento che ne consegue, quando viviamo situazioni difficili, che sembrano quasi ingestibili.

Lasciare andare non è dimenticare bensì è prendere consapevolezza del momento attuale, del qui ed orasmettendo di vivere in un passato che non c’è più o in un futuro che ancora non esiste, riappropriandoci di preziose energie che potremmo utilizzare per nuove scoperte ed opportunità.

Tutto ciò che possiamo realmente affrontare in qualsiasi fase della nostra vita, al contrario di ciò che la mente con le sue proiezioni immaginarie possa farci pensare, si trova soltanto in questo momento presente.

Chiedetevi sempre:

Che problema esiste qui e ora, in questo preciso istante?

Proprio adesso.

C’è qualcosa che non funziona in questo preciso momento?

 

 

L’importanza del qui e ora

E’ quindi naturale che dobbiamo pensare o occuparci di nient’altro all’infuori del momento presente (qui e ora). Con questa consapevolezza, le risposte, la forza, le azioni, le risorse, etc. saranno lì al momento giusto in cui ne abbiamo bisogno, né prima né dopo, ma nel momento preciso nel quale entrano a far parte del nostro presente.
Il messaggio è quindi “Smettere di aggrapparsi a ciò che già possiediamo, nel timore di perdere ogni cosa: essere invece disposto a perdere, per ottenere qualcosa di molto, molto più grande”.

 

 

“Uscire dalle nostre difficoltà implica modificare profondamente la relazione con noi stessi e con tutto il nostro passato. Date queste premesse, chi sarà veramente disposto a cambiare? La gente desidera smettere di soffrire, ma non è disposta a pagarne il prezzo, a cambiare, a cessare di definirsi in funzione delle sue adorate sofferenze”.
– Alejandro Jodorowski –

Fonte : https://direzionebenessere.com/lasciare-andare-un-atto-che-ci-rende-liberi/

Pagina FB :  https://www.facebook.com/viadelbenessere2/

 

Lascia che Sia
Karma Positivo per migliorare la Vita, il Lavoro, e avere Fortuna

Voto medio su 4 recensioni: Da non perdere

€ 14.9

23/09/2017
di camminanelsole
0 commenti

FINE SETTEMBRE 2017 : LA TRASFORMAZIONE DEL FUOCO di Luca Carli

In questi giorni che ci accompagnano prima e dopo l’equinozio d’autunno del 22 settembre stiamo vivendo una trasformazione profonda. L’alto e il basso si guardano come mai prima: il Cielo guarda la Terra e la Terra guarda il Cielo.

Gli aspetti più fisici, emotivi ed istintuali vogliono incontrare quelli più spirituali e alti di noi. L’incontro è quindi anche tra maschile e femminile, tra gli opposti che apparentemente lontani esistono e coabitano in noi. In questo spazio che si crea prende vita una fiamma, che parte dal nostro Centro della Radice, il primo Chakra e sale lentamente ma inesorabilmente verso l’alto: è la fiamma dell’Amore. L’Amore è quel principio che unisce e collega e non ha nulla a che fare con quello che associamo generalmente a questa parola.

L’Amore che intendo quì è lo scambio di sguardi, il riconoscere vari aspetti di se e dopo averli accettati e accolti, riunirli in un abbraccio. Questo abbraccio scalda e vivifica trasformando tutte le scorie della separazione e della divisione attraverso il fuoco.

Simbolicamente il fuoco rappresenta un collegamento tra ciò che è in basso e ciò che è in alto. Il fuoco nasce sulla Terra, viene alimentato dalle nostre emozioni più basse, da istinti dubbi e paure e si protende verso l’alto per raggiungere i principi spirituali, l’aria e i pensieri più puri, donando allo Spirito le parti di noi così trasformate. Doniamo allo Spirito i nostri stessi aspetti più immaturi, con un gesto di profondo amore e unione con il Tutto.

Questo processo di trasformazione intenso e profondo si può vivere consapevolmente e quindi favorire ed alimentare nella Gioia e nell’Abbondanza oppure si può percepire come una forte sofferenza emotiva e psicologica.

In questi giorni particolari che ci accompagnano nella stagione autunnale, in cui ci si prepara a raccogliere tutto ciò che si vuole tenere e lasciare andare ciò che non serve più, sentiamo ancora di più questa trasformazione.

È una trasformazione nel fuoco, rapida luminosa e intensa.

È qualcosa che notiamo in noi stessi e di cui si accorgono anche le persone che ci circondano. Perchè abbiamo questa confusione o questi picchi di sofferenza improvvisi che non sembrano legati a qualche evento particolare?

Il fuoco che vivifica, come in un processo alchemico, porta a bruciare e trasformare quelle parti di noi grezze in pura essenza lucente, leggera e liberata da tutte le scorie che ci siamo portati dietro. Queste scorie riguardano soprattutto il nostro rapporto con il passato, con la nostra famiglia d’origine, con i condizionamenti subiti e con il nostro stesso Giudice Interiore.

Il Giudizio rappresenta simbolicamente lo spazio tra Terra e Cielo. Perchè percepiamo questa divisione? Non c’è davvero nulla di sbagliato, niente che possiamo commettere di male e nessuno che può darci punizioni o elargire lodi e complimenti. Nemmeno noi stessi possiamo farlo, quando ci accorgiamo che in questo Spazio c’è un vuoto pieno d’Amore.

Allora rivolgerci alla Terra è come rivolgerci al Cielo.

Il Dio maschile e autoritario che abbiamo imparato a temere diventa una coppia sacra: un Dio e una Dea amorevoli che siedono sul trono del nostro Cuore, al centro del nostro Essere e in ogni luogo possibile. Grazie alla trasformazione del Fuoco avviene un’unione consapevole e vediamo all’esterno puri riflessi della nostra Anima Immortale. Siamo tutto, siamo tutti e in questo abbiamo anche una nostra individualità e ruolo ben preciso ed unico. Questo paradosso smette di essere tale quando non c’è più giudizio. Seguiamo la nuova via nell’Amore e la strada ce la indica la nostra intima saggezza, che è quella dell’Universo Tutto.

Le dimensioni si sfaldano e davanti a noi si aprono strade tutte percorribili e in linea con i nostri scopi. Non c’è qualcosa di preferibile all’altro. Ci lasciamo guidare, ci affidiamo al nostro Cuore.

Maschile e Femminile in noi sono integrati e dirigono verso una stessa direzione: non c’è più dubbio. La terra su cui camminiamo è anche il Cielo su cui volano liberi i nostri pensieri.

Siamo al Centro del Cosmo. La fiamma si libera e tutto si rinnova.

Ci accorgiamo che tutto quello che accade, anche in questo momento, ogni più grande picco di Gioia come le sofferenze più amare hanno un senso, servono alla trasformazione.

Cosa fare però nel concreto? A volte queste fasi sono davvero pesanti da sopportare e più siamo nel cammino spirituale più sembrano esserci momenti bui in cui ci si sente smarriti e sconfortati.

La novità è che queste fasi, che si susseguono cicliche come le stagioni, ora si stanno facendo più rapide e intense ma non fanno più “male” come prima. L’Anima immortale che osserva tutto ciò si meraviglia di quanti passi abbiamo fatto fino ad oggi e anche il fuoco e la sua trasformazione diventano una Grazia. Nel momento non è facile rendersente conto, ma una parte di noi sa che tutto sta avvenendo per il nostro massimo bene, in perfetta connessione con il volere dello Spirito.

Sapete cos’è la cosa più bella e gioiosa che possiamo fare mentre bruciamo? Comunicare e donare amore a chi ci sta accanto, mostrare cosa ci succede e non tenere più nulla di nascosto. Mostrare il nostro coraggio e la nostra fiducia.

La Luce del fuoco può illuminare i volti e i cuori di chi è accanto a noi. Facciamo vedere come sappiamo attraversare anche i momenti di sofferenza emotiva e al contempo come la nostra Anima sappia sorridere e rendere Grazie. Facciamo vedere ai nostri compagni, amici, parenti, alle Anime che incontriamo che tutto ciò è possibile.

L’unione è possibile, è già avvenuta dentro di noi. La fiamma dell’Amore già arde lucente.

Possiamo ringraziare il Fuoco mentre brucia. Diventiamo pire accese, fiamme compassionevoli per chi ancora è nel buio e vede solo buio. Abbiamo un compito onorevole a cui possiamo essere grati. Non servono più la sofferenza esacerbata, i grandi discorsi sul palcoscenico o atti di fede eclatanti. Basta uno sguardo d’amore dato a chi ci sta accanto e sentiremo come quella fiamma accesa nel nostro cuore diventa calore e la nostra Anima si illumina d’infinito.

Un balzo quantico nell’Amore, utilizzando un pò della sofferenza che normalmente viviamo e inondandola di Gioia e passione.

Non più servi del dolore, ma Re e Regine dell’Amore.

La vita si manifesta attraverso ognuno di noi, lo Spirito immortale luccica nei nostri occhi e chi ci guarda può esultare con noi e destarsi dal sonno dell’illusione e trovare l’Amore vero, quello per il Tutto.

Rinasce così l’araba Fenice, ancora una volta.

Luca Carli

Il Tema Numerologico: uno strumento per accompagnare il cambiamento e riconoscere la propria pura essenza.

Fonte : http://www.lagiostradelsole.com/2017/09/22/3653/

Pagina FB : https://www.facebook.com/lagiostradelsole/

Fuoco Sacro
L’incredibile storia di una rinascita interiore
€ 18

Il Fuoco dal Profondo
I tre stadi della sapienza dello sciamano

Voto medio su 5 recensioni: Da non perdere

€ 10

22/09/2017
di camminanelsole
0 commenti

BENEDICI IL TUO NOME di Manuela Forte

Benedici il tuo nome – di Manuela Forte

 

Danzano le preghiere della Gratitudine e portano gioia anche nei cuori più duri. Nessuno può resistere al cucciolo che apre i suoi occhioni, al bambino che ti guarda con l’innocenza e la purezza della sua essenza. Nessuno, dunque, può resistere al mio contatto, alla carezza lieve che alleggerisce i pensieri dal pesante fardello delle preoccupazioni.

Benedici il nome che porti, tu che sei Essenza splendente in divenire. Porta il tuo nome nella rotondità della tua bocca, assapora ogni lettera, ogni sillaba, le inflessioni delle sue onde sonore. Benedici il nome che indossi per farti ri-conoscere dai tuoi fratelli e sorelle incarnati, per dare loro la possibilità di cantare le reciproche sillabe nel Territorio Comune.

Benedici il Mio Nome, io che sono il Divino che danza in Te, per Te, con Te. Quando doni parole di Bene, il Creato tutto si allea per portarti le sue generose attenzioni. Quando doni parole di Verità, il Cielo tutto manda i suoi angeli più potenti per servire il tuo compito.

Quanto tempo hai sprecato maledicendo (dicendo male), lamentandoti, indignandoti, veicolando pensieri di separazione, lotta, frammentazione…dimenticando che ciò che pensi, sei. Dimenticando che ciò che vedi, crei. Dimenticando che ciò contro cui resisti, persiste.

Quanto tempo hai donato al dis-Amore generato nel luogo buio dove il sacro suono della tua Essenza non poteva essere sentito?

Benedici il mio Nome, che è il nome che ti è stato donato al momento della tua incarnazione in questa vita. Prendilo nella sua interezza, nelle sue inflessioni, nelle armoniose aperture e chiusure delle sue vocali. Gioca con esso, cantalo nel petto, nella pancia, nelle tue cellule.

Benedici quel nome che vibra nell’aria quando gli altri ti chiamano, che vibra in te come impronta emozionale di tutte le tue memorie cellulari. Libera la potenza del suo Archetipo cantandolo in ogni modo, cercandolo, cercandoTi.

Piccola Stella di Yeshua, non senti il potere del tuo Canto? Non senti come il Vento e l’Acqua si inchinano di fronte alla tua sacra voce? Come puoi non vedere la Bellezza che risiede in ogni suono?

Nella Voce del Cuore risiede la mappa della tua Essenza Divina che puoi scegliere di disvelare porgendo la tua sinfonia al Mondo. Benedici, dunque, il nome che dona la tua sinfonia al Mondo sciogliendo i nodi emozionali aggrovigliati nelle corde vocali.

Il tuo canto è il mio Canto.

Il tuo canto è il Canto sacro che apre i cancelli della Gerusalemme Celeste.

Il tuo canto è il lasciapassare che ti consente di spostarti nei reami di purezza.

Più puro è il tuo canto, più in alto puoi salire insieme a Me.

Più puro è la tua voce, più forte è la gioia che puoi diramare nel Mondo come dono a tutta l’umanità.

I fiori, gli alberi, gli animali, Madre Natura tutta  parla direttamente alla voce del Cuore che puoi sentire solo se sei attenta, se sei nella benedizione della gratitudine e della gioia.

Non lasciare che il rumore della mente pensante ti distragga dal tuo sacro suono. Non permettere al sovraccarico di informazioni e suoni artificiali di cancellare le dolci vibrazioni sonore della tua Essenza.

Benedici il tuo Nome. Chiama te stessa a voce alta, canta te stessa a voce alta.

Benedici il Nome dei tuoi fratelli e sorelle. Chiamali a voce alta, canta i loro nome a voce alta.

Dona-ti l’esperienza di sentire la tua stessa voce che pronuncia il tuo nome forte e chiaro.

Tuffati nella sensazione del tuo suono, prendilo, accarezzalo, fallo ruotare sulla lingua.

Tuffati nelle sfumature del tuo nome quando l’altro-da-Te ti chiama e resta nell’ascolto profondo delle onde di pancia e di petto.

È  tempo di cantare un nuovo mantra.

È  tempo di recitare una preghiera di amore per l’Essenza di Te.

È tempo di benedire il tuo nome, che è il Nome con il quale mi chiami per riempirti di Amore.

Benedici il tuo Nome e lascia fiorire il tuo fiore di Loto.

Ogni petalo è un dono consacrato alla Gioia e alla Bellezza.

Ogni petalo è il dono dell’Amore che ho per te, Sacra Sacerdotessa di Iside.

Io sono ogni nota di Te.

Io sono la tua voce, la tua pelle, la tue cellule.

Io sono lo Spirito e sono Te in Me.

Tu sei Me in Te.

Noi siamo Uno.

 

Così è.

 

Grazie.

Fonte : https://www.facebook.com/manuela.forte.77

 


%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: