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15 ERRORI DI COMUNICAZIONE CHE NON DOVRESTI MAI FARE

| 1 commento

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Il modo in cui comunichiamo ha un impatto cruciale sulla qualità delle nostre relazioni.

Un approccio corretto alla comunicazione può davvero far risplendere i nostri rapporti, ma allo stesso modo un pessimo modo di rapportarci al nostro interlocutore può realmente mandare in frantumi ogni forma di relazione con gli altri.

La buona notizia è che non è mai troppo tardi per iniziare a comunicare in modo corretto ed efficace.

Ecco allora, per iniziare, 15 errori che non dovresti mai compiere quando comunichi con gli altri:

1. Privilegiare l’uso dell’ “io” piuttosto che del “noi”.

Non essere focalizzato solo su te stesso. Ogni conversazione deve svolgersi su un piano di reciproco ascolto e attenzione.
 
2. Non guardare negli occhi il tuo interlocutore.

Smetti di guardare la TV o il tuo smartphone quando qualcuno ti sta parlando. Come ti sei sentito quando qualcun altro ti ha ignorato allo stesso modo?

3. Interrompere chi sta parlando.

Interrompere il tuo interlocutore equivale a dirgli “ciò che ho da dire io è più importante di ciò che stai dicendo tu“. Non proprio carino, non trovi?

4. Adottare un linguaggio del corpo apatico o negativo.

Il novanta per cento del contenuto di un messaggio è costituito da ciò che trasmettiamo con il nostro corpo, il cosiddetto “body language”. Presta allora sempre attenzione alle tue espressioni, alla tua postura e alla tua gestualità.

5. Non far capire all’altro che stai prestando attenzione.

Quando qualcuno ti parla, non limitarti a un semplice “Mmmm hmmm” o a un “ah capisco“. Fai in modo che le tue parole e i tuoi commenti facciano comprendere all’altro che lo stai davvero ascoltando.

6. Giungere a conclusioni prima di aver ascoltato tutto ciò che l’altro vuole dirti.

Lascia parlare. Lascia che l’altro finisca di esprimere compiutamente il suo pensiero prima di formulare il tuo giudizio. Non è frustrante quando la stessa cosa accade a te?

7. Lasciare che le tue emozioni prendano il controllo di ciò che dici.

Anche se sei arrabbiato, triste o deluso, pensaci bene prima di dire qualcosa di cui potresti successivamente pentirti.

8. Non porre domande.

Rivolgere domande come “dunque come ti sei sentito quando è successa questa cosa?”, oppure “cosa hai intenzione di fare ora?” fa capire all’altro che ti stai genuinamente interessando a lui.

9. Riferirti a te stesso e alla tua vita piuttosto che interessarti a chi hai di fronte.

Non ti annoia parlare sempre di te stesso? Pensi che gli altri siano davvero interessati a sapere tutto ciò che accade nella TUA vita? Non monopolizzare la conversazione, impara a lasciare spazio e ad ascoltare.

10. Voler vincere a tutti i costi una discussione. 

Nei rapporti e nelle relazioni non dovrebbe mai esserci competizione. Ammettere di aver sbagliato non è un segno di debolezza, ma di maturità.

11. Attaccare il carattere altrui piuttosto che chiarire delle incomprensioni.

Sei odioso“, “Sei insopportabile“, “Non capisci mai“, e così via. Pensi che davvero serva a qualcuno parlare in questo modo? Dialoga, chiarisci, non attaccare.
 
12. Aspettarti che gli altri sappiano già cosa passa nella tua mente.
Se vuoi che l’altro capisca perfettamente ciò che ti passa per la testa, devi dirglielo apertamente e in modo chiaro.
 
13. Adottare un atteggiamento aggressivo.
Una conversazione può essere un ottimo strumento per chiarire delle incomprensioni. In questi casi, facilita il dialogo anziché erigere muri o attaccare l’altro senza mezzi termini.
 
14. Distrarti facilmente
Il tuo smartphone. La TV. I tuoi pensieri. Sono infinite le cose che possono distrarre la tua attenzione. Quando qualcuno ti parla, impara ad essere presente al 100%.
 
15. Non adottare un atteggiamento empatico
A volte non esiste una realtà “oggettiva”, ma solo diversità di opinioni. Invece di criticare, impara a valorizzare la prospettiva di chi la pensa in modo diverso da te.


Un commento

  1. Comunque, a proposito di comunicazione, secondo me, sarebbe stato meglio indicare i quindici punti con: “quello che si dovrebbe fare”. Nel modo esposto qui sopra, scorrendo i punti si perde il soggetto del “Non si dovrebbe fare”.

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