l'alba del sesto sole

E SE NON FOSSE INFLUENZA ???!!!

| 1 commento

influenza-2015-picco-epifania

 

Che  cosa è la Grande Purificazione ???…In parole semplici…a livello di materia fisica ed emozionale  …è il rilascio   di “tossine” e dunque di frequenze che ci ancorano al vecchio paradigma tridimensionale  …In questo tempo del non tempo o tempo di transizione…così veniva chiamato dalle culture Maya…Azteche e Messicano-Tolteche questo lungo  periodo che ci separa dall’ effettivo ingresso nella  NUOVA ERA…benediciamo tutte le febbri o come normalmente vengono da tutti chiamate” influenze “…esse non sono altro che la  testimonianza di una purificazione in atto…Lo sono sempre state anche prima della Grande Purificazione…solo che rispondevano a delle semplici  leggi di purificazione stagionali…Questo vecchio articolo illuminante pubblicato da Scienza e Conoscenza   farà luce su molte vecchie convinzioni…

Cammina nel Sole

La BENEDIZIONE della FEBBRE

Non esiste influenza ed ancor meno esiste il virus che la causa. Non esiste influenza ma solo ignoranza. La febbre è, al contrario della malattia, una benedizione

Valdo Vaccaro – 09/12/2009

La BENEDIZIONE della FEBBRE

Insisto nel dire che non esiste l’influenza.

Non esiste come mostro, come malattia, come problema reale, come concetto medico al pari di tante altre opinioni caratterizzanti la traballante e posticcia incastellatura sanitaria.

Non esiste l’influenza, e ancor meno esiste il virus che la causa, e non esiste il ceppo e i ceppi che la fanno variare di anno in anno.

Gli unici veri ceppi che ammetto sono quelli degli alberi tagliati nei boschi che ci circondano.

Se non la chiami influenza, che cavolo è mai allora?

Ma qualcosa ci deve pur essere.

Facciamo finta di credere alle tue trovate. Cos’è che esiste allora, al posto dell’influenza?

Esiste un fatto preciso, e cioè che la gente, almeno parte di essa, è viva e sana nonostante tutto, per cui il suo sistema immunitario reagisce agli insulti che l’organismo riceve oltre il livello di tolleranza massima.

Esiste cioè la goccia che fa traboccare il vaso per tanta gente nello stesso periodo.

Di quale tolleranza parli? Noi conosciamo solo le case di tolleranza, chiuse per quella rimbambita della Merlin.

Quale sarebbe questa goccia malandrina?

Il concetto di tossiemia, ossia del livello di tolleranza tossine nel sangue è un principio elaborato dal dr John Tilden, medico-igienista, e colonna ideologica della ANHS (American Natural Hygiene Society).

Esiste nel nostro sangue una certa sopportazione ai veleni ed alle tossine acidificanti, che varia da persona a persona, da una stagione all’altra.

Quando questo limite viene superato, scatta il meccanismo della malattia e della febbre, in quanto il sistema immunitario viene chiamato in causa e interviene per una espulsione di tali tossine dal sistema, mediante una malattia chiamata in genere influenza.

La corresponsabilità dell’indebolimento stagionale

L’indebolimento stagionale è dovuto al cambio climatico, alla mancanza di vitamina D nelle ossa (per carenza di sole), all’incremento di cibi iperproteici ed acidificanti, cotti, grassi e salati, ai farmaci ed agli integratori che la gente prende, all’estrema penuria di vitamina C naturale.

L’indebolimento stagionale è imputabile ai cachi che restano sugli alberi come bandiera e simbolo della imbecillità umana, e che fanno cantare però di giubilo i tordi e i merli, increduli di poter usufruire di tanto ben di Dio che li ripara da ogni influenza stagionale nonostante siano senza maglie e senza riscaldamento, e che li ripara pure dalla suina, dall’AIDS e dal Papilloma, nonostante siano senza mascherine e senza profilattici.

E i malati veri allora quali sono?

I malati veri sono quelli che non reagiscono più all’indebolimento, quelli che sono malmessi a un livello tale da non avere lo spunto necessario ad avviare il motore di recupero, quelli a cui manca l’energia per condurre un processo di espulsione tossine.

E i falsi-sani quali sarebbero?

Quelli che non presentano alcun segno di febbre perché la loro circolazione è vischiosa e rallentata e non riesce nemmeno a trasferire in superficie la febbre ed il surriscaldamento che caratterizzano costantemente il loro tratto intestinale.

Un intestino flaccido e disattivato che è di peso più che di sostegno al sistema cellulare

In pratica uno mangia male, mangia troppe cose sbagliate, mangia troppe poche cose giuste, non mangia affatto, integra in continuazione con porcherie di ogni genere e, quel che è peggio, non elimina regolarmente il risultato delle sue assurde indiscrezioni alimentari, si ritrova con l’intestino sostanzialmente flaccido e disattivato, con il metabolismo interrotto, con i suoi camion interni di nettezza urbano-cellulare in sciopero e con le cellule affamate-assetate-moribonde, pronte a defungere ed a trasformarsi in aggiuntivo carico virale-autologo da smaltire, e quindi in motivo ulteriore di richiamo batterico.

Tale sporcizia interna è descritta al meglio da Ehret, Bircher e Lezaeta

Ecco spiegato il motivo per cui il dr Arnold Ehret (1866-1922) disse, poco prima dell’influenza spagnola del 1918, che il grado di sporcizia interna dell’individuo medio è qualcosa di inimmaginabile.

Ecco spiegato il motivo per cui il dr Manuel Lezaeta Acharan rimase sbalordito nello scoprire tramite l’esame iridologico che la stragrande maggioranza della gente è febbricitante anche quando il termometro sotto le ascelle segna 36 e sette, per colpa del surriscaldamento intestinale che gli raffredda gli arti e la pelle esterna, mentre vulcanizza le sue viscere.

Ecco perché il dr Max Bircher-Benner (1867-1939) disse che l’uomo, nato per essere sano dal primo all’ultimo giorno, spende il suo tempo e l’intera sua vita, non a consumare frutta e vegetali crudi e a rispettare la sua natura e il suo creatore, ma ad avvelenarsi ed a sabotare la sua preziosa dotazione originaria.

Cento anni dopo, la stessa sporcizia di allora non solo è rimasta, ma si è moltiplicata per quattro, grazie alle meraviglie dei cuochi, dei nutrizionisti incompetenti e della medicalizzazione di regime.

Esiste un tempio dentro di noi. Non è il cervello e nemmeno l’anima. E’ il colon.

Il tempio del corpo umano, il posto corporale da tenere con il massimo religioso rispetto non è il cervello, il cuore, il sesso o persino l’anima, dato che con quel posto in disordine l’uomo degenera ed incattivisce, perdendo l’ispirazione, l’amore, l’arte e la poesia.

Non è nemmeno il sorriso, gli occhi blu o neri, le labbra, i muscoli, la linea, le gambe.

Questa è proprio buona. Quale è allora sto magico posto?

E’ il colon.

Ma allora, che diavolo è l’influenza stagionale?

Restiamo però all’argomento di oggi che è la flu, il ricorrente ed innocente fenomeno fisiologico chiamato influenza stagionale.

Trattasi forse di malattia? No.

Batteri? No. I batteri sono i nostri minuscoli collaboratori a tempo pieno, cointeressati ai residui che produciamo. Quelli si moltiplicano ogni volta che c’è da banchettare e si contraggono miracolosamente da soli, senza antibiotici, quando diminuisce o scompare la pappa.

Virus? Ancor meno.

Quella è al 99% la polvere delle nostre stesse cellule che se ne va fuori in continua abbondanza tramite il metabolismo cellulare, e all’1% qualche pulviscolo esterno o eterologo che viene fagocitato regolarmente dai legionari del nostro sistema immunitario.

L’eccesso di batteri e di virus che si riscontra in tutte le fasi di disequilibrio, sono conseguenza dello stato patologico e mai causa specifica del medesimo.

Allora, cosa diavolo è l’influenza stagionale? Sospira il medico, asciugandosi la fronte con una ennesima salvietta.

L’influenza è l’esatto contrario di una malattia: è una benettia, è una benedezione

E’ esattamente il contrario di una malattia.

E’ una benettia, cioè un procedimento automatico e benefico di recupero che ti permette nel modo più rapido e razionale possibile di ritornare in forma.

E i farmaci?

Che roba è il farmaco? Trattasi forse di cibo costruttivo e di nutrimento? No. E allora non se ne parla nemmeno.

Il nostro corpo riconosce le sostanze in arrivo con un criterio semplice e ferreo, quello della catalogazione amico-nemico, self-nonself.

La sostanza nutriente è amica, quella drogante o stimolante è nemica, e la deve per questo espellere nel modo più rapido e completo possibile, ricorrendo all’aiuto di tutto l’apparato immunitario.

E i vaccini protettivi?

Protettivi di cosa? Dai batteri? Guai. Essi sono nostri amici.

Protettivi dai virus? Triplo guai.

Ti taglieresti forse i coglioni per fare un ritocco alla tua stessa natura?

Eliminare i virus significa eliminare noi stessi

Voler eliminare il virus equivale rifiutarsi di essere vivi e di avere delle cellule che subiscono un continuo ricambio e che morendo si disintegrano in frammenti o detriti cellulari, in polvere umana.

Voler eliminare il virus significa voler eliminare noi stessi.

La polvere virale è poi priva di qualsiasi effetto patologico, se non quello di diventare anormalmente intasante e battero-richiamante nei momenti di intensa debolezza organica causata dalla costipazione e dallo stress, derivanti dagli stravizi, dalle pessime condizioni dell’ambiente cittadino che ci circonda, dalle conseguenti patologie in corso.

Una dichiarazione importantissima. Qualcosa di simile a una benedizione solenne urbi et orbi.

 

A conferma di questo, il dr Anthony Morris, virologo ed esperto responsabile del controllo ai vaccini della FDA, ha fatto una dichiarazione incredibilmente vera e trasparente: “Non esiste alcuna prova che il vaccino contro l’influenza sia utile”.

I fabbricanti dei vaccini sanno benissimo che il loro prodotto non serve a niente, ma continuano però a venderlo.

E’ come se il pontefice si affacciasse un giorno in Piazza San Pietro e dicesse: Fedeli, andare in chiesa e toccare l’acqua santa non serve a niente e non vi fa alcun bene.

Un secondo studio importante fatto sui casi di influenza in Canada tra il 1990 e il 2005,  riportato dal quotidiano National Post di Ottawa il 2/5/2006, attesta che Il vaccino antinfluenzale non ha ridotto il numero di casi, mentre questa campagna è costata ai contribuenti più di 200 milioni di dollari.

In Giappone, dove nel 1976 fu resa obbligatoria la vaccinazione in massa per i bambini delle scuole, prima della vaccinazione si ammalava 1 persona ogni 100 mila abitanti, dopo la vaccinazione se ne ammalavano ben 60 ogni 100 mila.

Effetti collaterali che vanno dai problemi cardiaci, alle paraplegie, all’Alzheimer

Tra gli effetti secondari e collaterali del vaccino, riviste famose come la British Medical Journal, citano lo sviluppo di pericarditi acute, problemi cardiaci, encefaliti, mielopatie, occlusione della vena centrale della retina, paraplegie, e altre affezioni ancora.

Le ricerche del dr Hungh Fudenberg, immunologo statunitense, provano inoltre che esiste un legame tra le vaccinazioni regolari contro l’influenza e un aumento sensibile del morbo di Alzheimer.

Valdo Vaccaro – Direzione Tecnica AVA-Roma (Associazione Vegetariana Animalista)

– Direzione Tecnica ABIN-Bergamo (Associazione Bergamasca Igiene Naturale)

Per approfondire gli studi del dott. Valdo Vaccaro: http://valdovaccaro.blogspot.it

FONTE :  http://www.scienzaeconoscenza.it/articolo/la-benedizione-della-febbre.php

 

Alimentazione Naturale - Vol. 1

Voto medio su 103 recensioni: Da non perdere

APPREZZA CHI TI REGALA IL SUO TEMPO PERCHE’ NON LO RECUPERERA’ MAI PIU’
di camminanelsole | 0 commenti

Immagina che una banca accrediti ogni giorno sul tuo conto la somma di 86.400 euro. Tuttavia, questo saldo non resta invariato. Ogni sera la banca elimina qualsiasi importo che non hai utilizzato durante giornata.

Che cosa faresti?

Ovviamente, ritiri fino all’ultimo centesimo.

Ognuno di noi ha questa banca. Si chiama TEMPO.

Ogni mattina questa banca ti accredita 86.400 secondi, e ogni notte dà per perso qualsiasi importo che non hai investito in un buon proposito.

Questa banca non mantiene un saldo, tantomeno permette reintegri.

Ogni giorno ti apre un conto nuovo. Ogni notte elimina il saldo del giorno.

Se non utilizzi i soldi depositati la perdita è tua. Non puoi tornare indietro.

Non puoi spostare dei soldi sul conto di domani, devi vivere nel presente con i depositi di oggi.

Il tempo passa, ma spesso non siamo pienamente consapevoli dell’importanza dello stesso, sia del nostro che quello delle persone intorno a noi. Ci sono centinaia di azioni quotidiane che non valorizziamo abbastanza, da quei minuti che ci dedica un collega di lavoro o un vicino interessandosi di noi a quei piacevoli momenti di conversazione offerti dagli amici o dal partner. Infatti, se li valorizzassimo in prospettiva, ci accorgeremmo che tutti questi piccoli segnali di affetto ci trasformano in “milionari dell’affetto”.

Il tempo non si pretende, si accetta come dono

Purtroppo, non sempre apprezziamo abbastanza gli sforzi fatti da altri per rendere la nostra vita più sopportabile, per cercare di allietarci la giornata o semplicemente stare dalla nostra parte.

A volte facciamo l’errore di pensare che sia un loro dovere, quando in realtà si tratta di una decisione personale. Se qualcuno si prende qualche minuto per confortarci, incoraggiarci o parlare con noi è perché ha scelto di farlo. È il suo modo di dirci che si preoccupa abbastanza per noi da darci un po’ del suo tempo.

Ovviamente, non dobbiamo neppure commettere l’errore di costringere gli altri a trascorrere del tempo con noi. Quando incontriamo qualcuno che non vedevamo da molto tempo, rimproveri come “non mi chiami mai!” o “dove eri sparito?” non hanno senso perché lo fanno sentire in colpa e compromettono tutta la bellezza dell’incontro. Invece, dovremmo gioire e, se desideriamo veramente una spiegazione, non dovremmo cadere nelle false ipotesi o incolpare l’altro, ma dovremmo limitarci a chiedergli cosa è successo durante tutto questo tempo.

Dobbiamo ricordare che dedicare tempo è dedicare vita, quindi dovrebbe essere un atto spontaneo e naturale. Il tempo non si elemosina, tantomeno si compra o si esige. È una libera scelta. Sicuramente non vorrai imprigionare accanto a te qualcuno che vuole essere altrove o con un’altra persona.

Chi ci fa un favore, ci ascolta o ci accompagna nei momenti buoni e cattivi, ci sta regalando una parte della sua vita, il nostro compito è quello di essere pienamente presenti per non sprecare questo dono.

Non condividere la tua vita con chi non apprezza il tuo tempo

Nello stesso modo in cui dovremmo valorizzare il tempo che gli altri trascorrono con noi, dobbiamo imparare a essere più gelosi del nostro tempo. Ogni secondo che passa è un secondo che non possiamo recuperare, quindi non ha senso regalarlo a persone che non lo sanno valorizzare.

Pertanto, non condividere il tuo tempo con chi:

Non ha voglia di stare li con te ed è presente solo per mera formalità. Liberalo da questa “responsabilità”, sarà felici lui e sarai più felice anche tu.
Pensa in termini di “ammazzare il tempo” invece di “approfittare del tempo”, così non fa nulla di particolarmente prezioso con il suo tempo e vuole che anche tu sprechi il tuo.

È sempre concentrato sul telefono cellulare e dimentica che gli stai accanto, per cui è impossibile tenere una conversazione o connettersi emotivamente con questa persona.

È sempre in ritardo e pensa che dovresti sempre essere disponibile perché il tuo tempo non è prezioso quanto il suo.

Non ha mai tempo quando hai bisogno, ma richiede la tua presenza quando è lui/lei ad avere bisogno.

Ricorda che il tempo è il tuo bene più prezioso, assicurati di trascorrerlo con chi ti apprezza e ti riserva un posto speciale nella sua vita.

Fonte : https://www.angolopsicologia.com/2017/04/apprezza-chi-ti-regala-il-suo-tempo.html

Pagina FB : https://www.facebook.com/Angolo-della-Psicologia-266282243392994/

Le Ali del Tempo
Richard Bach
Le Ali del Tempo
BUR
€ 8
Lo trovi su Macrolibrarsi.it
LE CATEGORIE DELLE SEGUENTI PUBBLICITA’ SONO STATE FILTRATE

Loading…

Grazie...

Condividi

Un commento

  1. Articolo bello grazie. Verissimo è che il corpo ha un modo naturale di espellere le tossine e questo è un concetto vero e reale che è valso da sempre, ma che lo si vada a mettere in relazione alla “purificazione planetaria” mentre prima ciò per tua visione era connesso solo ad una purificazione stagionale è, perdonami l’espressione, molto fantasioso. Dovresti anche riflettere sull’evidenza che se non si svolge un lavoro su di se, quindi sulla propria mente e sulla propria personalità, aprendo il proprio cuore, non ci si può evolvere verso il passaggio dimensionale …. questa la vera purificazione “personale interiore” che non centra nulla con quella planetaria che poi avverrà in ben altro modo ….. Secondo la tua visione quindi tutti quelli che si beccano magari l’influenza stanno svolgendo un lavoro interiore …. magari le persone meno preparate si confondono tra lavoro interiore e “mi è venuta l’influenza perchè ci sta la purificazione planetaria quindi mi sto purificando e così entro in rampa di ascensione …. Abbracci

Lascia un commento