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ECLISSI DEL 23 MARZO : LA FINE DI UN ERA O DI UN ERRORE …LA RIELABORAZIONE DELLA NOSTRA RELAZIONE CON GLI ALTRI

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newmoon

Eclissi del 23: la Fine di un’Era o la Fine di un Errore… la rielaborazione della nostra relazione con gli altri

La Luna Piena in Bilancia mette l’accento su una rielaborazione delle relazioni degli ultimi due anni e mezzo. Le regole di base, gli schemi e le aspettative sono cambiate così come siamo cambiati noi. Stiamo tutti raggiungendo un punto di non ritorno, o dimostrando che quel punto è già arrivato da un po’, mentre la nostra attenzione era focalizzata da qualche altra parte. I precedenti accordi, alleanze e relazioni stanno morendo, stanno svanendo o si stanno trasformando in una forma che si accorda con quello che siamo diventati.
La sensazione di ‘fine di un’era’ è grande, e per alcune cose sembra più ‘fine di un errore’. Questa eclissi del 23 porta il carico di culmine d’onda emozionale di una luna piena, soltanto enormemente più grande, perché si estende indietro per molto di più che un ciclo lunare. Non è soltanto un’eclissi lunare, che amplifica esponenzialmente l’impatto, ma è anche l’eclissi finale di un ciclo che si origina ad ottobre del 2013. Tutte le eclissi di questo ciclo hanno scosso, resettato e riavviato l’asse Ariete/Bilancia, sede dell’altalena tra il sé e gli altri, sede delle relazioni.
Tematiche, problemi e addirittura persone, che si relazionano al periodo tra l’agosto 1995 e marzo 1997, possono essere riapparsi nella nostra vita. Questo periodo corrisponde all’ultima volta in cui i cieli ci hanno ‘sfidato’ a trovare nuovi orizzonti rispetto al nostro modo di relazionarci con gli altri. La nostra esperienza con questo nuovo ciclo di eclissi però è stata completamente differente. Questa volta l’eclissi coincide con lo sconvolgimento della quadratura Urano/Plutone.
Urano e Plutone, vale la pena ricordarlo, sono pianeti generazionali : cioè coinvolgono un’intere generazioni nei cambaimenti che suscitano.
Urano in particolare governa la trasformazione profonda, il cambiamento radicale, mentre a Plutone è affidata la rielaborazione di stili di vita, di emozioni, del pensiero.
Se nutrite qualche dubbio circa l’effettiva influenza che questi due pianeti, in congiunzione, possano avere su sistemi e intere generazioni, provate a pensare alla congiunzione tra il 1964 e il 1968 e ai cambiamenti epocali e straordinari che hanno avuto origine in quegli anni, una vera rivoluzione culturale e sociale che coinvolse soprattutto i giovani.
L’influenza di Urano, e parliamo di influenza in termini di energia che porta con sé a livello di coscienza, non guarda al vecchio ma assume in sé il potere di rivoluzionare con il nuovo: è proprio proponendo, anche in modo dirompente, il nuovo che terminerà l’azione complementare e purificatrice di Plutone. Urano è soprattutto segno di liberazione, e dunque l’umanità si sta liberando di vecchi schemi, di vecchie ideologie, di vecchi sistemi sociali, per dare via libera a menti nuove che celebreranno nuovi ideali e stili di vita.
Tutto questo sta avvenendo adesso con un particolare accento sulla nostra relazione con gli altri, il modo in cui ci relazioniamo e comunichiamo. Molto probabilmente avremo visto, da un po’ di tempo a questa parte, quelle che consideravamo le nostre fondamenta collassare, in relazione alle nostre amicizie, relazioni e rapporti con gli altri, una vera e propria epidemia di rapporti e amicizie che saltavano, o lo stanno ancora facendo, per darci la possibilità di ricostruire le nostre fondamenta per quello che siamo ora e non più basate su vecchi schemi che non corrispondono più a come siamo cresciuti e alla nostra nuova e attuale consapevolezza. Aiutarci a costruire il nuovo e ripulire ‘il vecchio’ che non siamo più. Come ci siamo trasformati e come co-esistiamo con gli altri. Siamo più consapevoli di chi siamo e di quali sono i nostri bisogni, desideri e quello che vogliamo ma soprattutto quello che NON vogliamo nelle nostre relazioni con gli altri. Significa non scendere più a patti con noi stessi o non tollerare più quello che abbiamo tollerato nel ciclo 95-97 pur di non rimanere soli.
Possiamo far mente locale rispetto alla fine o alla trasformazione di relazioni che abbiamo vissuto ultimamente.
Non vogliamo più navigare a vista o sperare che le situazioni migliorino senza agire.
Adesso siamo spinti all’azione, e abbiamo dalla nostra una grande energia per far seguire al nostro pensiero l’agire. Chiudere capitoli, riscrivere regole di base e contratti, riassestere l’equilibrio tra il potere e quelli che pensiamo siano i nostri doveri, e portare tutti le nostre ‘connessioni’ con gli altri ad un nuovo livello, una nuova fase.
Teniamo presente che la spinta verso questi cambiamenti sta avvenendo su una scala globale, non solo nel piccolo mondo delle nostre relazioni personali, facciamo parte di un tutto più grande. Ci stiamo spostando da un vecchio, e ormai obsoleto, paradigma di relazione con un ‘modello revisionato’ che ha tutto il potenziale per essere più onesto, aperto, consciamente negoziato. L’ideale, e si spera anche la realtà, è quello di un individuo più consapevole di se stesso che si permette di essere chi è veramente, piuttosto che combattere la propria natura per mantenere o avere una relazione, una vita sociale. Il camminare fianco a fianco al posto di una persona sola che porta tutto il peso e la responsabilità di fare in modo che la relazione funzioni.
Questa evoluzione e trasformazione continuerà per i prossimi sei mesi. Alcune cose si chiuderanno con la velocità e l’immediatezza di una ghigliottina, altre avranno l’agrodolce e gentile sensazione di qualcosa che si spegne nel silenzio. Qualunque forma prenderanno, o hanno già preso, sarà come un portale che porta la nostra attenzione sul cambiamento tra il vecchio e il nuovo. Benediciamo quello che ci lascia e abbracciamo quello che rimane, muta forma e fiorisce.

Fonte in parte tratta da Kathy Biehl
Simona – Ritorno ad Avalon ThetaHealing and more

FONTE: https://www.facebook.com/ritornoadavalon/

SITO:http://ritornoadavalon.it/


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Un commento

  1. Esatto…direi sincronico…. mi permetto di aggiungere che quando vengono meno dei limiti, siano critici o di riferimento, emerge una profonda sensazione di smarrimento …. la cd.”crisi di identità o esistenziale”, proporzionale a quanto ci siamo identificati con quella parte . Io penso che, in realtà, nulla scompaia mai completamente …. ma, forse, questo è solo un mio tentativo di consolazione…

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