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IL PERCORSO INTERIORE PER IL RILASCIO DELLA RABBIA di Georgia Briata

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Alcuni presupposti fondamentali:

L’adulto che è in te è sano, è perfetto, ha tutti gli strumenti per affrontare le prove che gli giungono.

Chi è pieno di risentimento, di dolore e di inadeguatezza è il bambino ferito che vive ancora in te.

Ogni volta che ti senti incapace, inadeguato, abbandonato, tradito e ferito significa che il bambino interiore ha preso il sopravvento, non significa che tu sei realmente così.

Quindi riprenditi la tua dignità perché come adulto sei perfettamente capace ed adeguato per qualunque situazione.

Altro presupposto:

Per fluire con l’esistenza è necessario che tu sia in pace, sereno, libero da emozioni negative perché queste stesse emozioni fanno da tappo, da blocco, nei canali che ti consentono di essere in connessione con il tuo Sé divino e con l’esistenza nel suo massimo potenziale.

Quando sei nella gioia sei connesso e tutto fluisce, le cose nella tua vita danzano, i tuoi progetti si concretizzano, il denaro ti giunge con facilità, i piccoli intoppi si sciolgono facilmente.

Appena però provi una qualunque emozione negativa, quindi di basse vibrazioni generata dal bambino ferito, la tua connessione si blocca, le creazioni si sgretolano, l’abbondanza non ti arriva.

Semplice, e lo è davvero.

Cosa vuole questo bambino ferito?

Perché senti questo dolore straziante nell’anima che non si consuma mai ma anzi si autogenera?

Cos’è in realtà questo dolore atavico?

E’ il dolore del bambino che soffre, si sente indifeso, dimenticato, rifiutato e crede di esserne la causa.

Il bambino interiore ferito crede di essere la causa dei maltrattamenti che subisce, crede quindi di meritarseli.

Da qui le sensazioni di inadeguatezza, incapacità, colpa e vergogna.

Quello è il dolore che senti tu, una sofferenza mortifera che non porta a nulla, non è il fuoco della trasmutazione che porta luce ed espansione, è solo dolore sordo. Morto.

Cosa avviene ad un certo punto nel percorso spirituale?

L’adulto si sveglia, si accorge di aver subito dei torti, inizia a provare rabbia per essere stato così tante volte trattato ingiustamente, calpestato, umiliato, usato e sminuito.

Inizia una scissione interiore, una vera e propria lotta tra personalità adulta e personalità bambina.

L’adulto prova rabbia. 

Il bambino nel sentire questa rabbia prova vergogna, perché così gli hanno insegnato e cioè che non è bene provare rabbia.

Prova paura, perché nel fare qualcosa che gli era stata vietata teme di andare contro le “leggi” della famiglia e di venire quindi abbandonato. E di conseguenza ha paura di morire.

Tutto questo perché i processi interiori non sono compresi, non sono conosciuti.

Quindi ogni volta che provi rabbia, cerchi di soffocarla, di reprimerla, e poi inizi a sentire ansia, paura, sgomento. La ributti giù, tu quella rabbia li non vuoi provarla, e ritorni a provare quel dolore lacerante che non comprendi.

Come vedi però, la rabbia se compresa, onorata e vissuta ha un grande potere trasformativo, è fuoco che brucia e purifica, è fuoco che eleva, è il fuoco dell’adulto sano che riconosce il suo valore, che comprende di essere stato trattato ingiustamente e che ora pretende il rispetto che gli è dovuto.

Quando l’adulto riconosce il bambino che è in lui, e comprende il male che gli hanno fatto, quel dolore sordo si trasforma in rabbia, nella rabbia vera, sana.

La rabbia viene a riportarti a te stesso, a ricordarti la tua dignità, la tua regalità, il tuo valore.

Ma di nuovo, se questa trasformazione non viene colta, non viene compresa, la rabbia si mescola a quella del bambino e diventa rancore, risentimento.

Il bambino che si accorge di aver subito dei torti gratuiti, cerca ora un colpevole.
Vuole vendetta verso quel genitore che non l’ha saputo amare, che invece di accudirlo e lodarlo lo ha demolito.
Vuole ricevere le scuse che gli sono dovute.
Vuole punirlo.
Ma allo stesso tempo spera che prima o poi lo veda e lo ami. Finalmente.

Il dramma è che in questo percorso interiore intricato e inconscio, per il bambino ferito l’adulto da punire e su cui vendicarsi… SEI TU.

Da qui si generano i tuoi auto-sabotaggi, le malattie, l’incapacità di raggiungere il successo, l’amore, la felicità.

Questo corto circuito interiore va avanti ad oltranza, finché non viene visto, compreso, interrotto.

Cosa c’è che si interpone tra te

e la realizzazione del tuo benessere?

La rabbia ignorante del tuo bambino interiore

che vuole distruggerti.

Allora quali sono i passi, il percorso interiore per arrivare alla rabbia SANA per poi finalmente rilasciarla?

Ricorda che come adulto sei perfetto.

Il tuo bambino interiore ferito soffre e si sente colpevole.

Inizi a provare rabbia, ma allo stesso tempo provi ansia e vergogna e respingi questa rabbia.

  1. Riconosci, come adulto, di aver subito dei gravi torti mentre crescevi.
  2. Perdona te stesso per la rabbia che provi, perché una parte di te si sente in colpa e teme che verrà punito.
  3. Riconosci a te stesso adulto il DIRITTO di essere arrabbiato per ciò che ti hanno fatto.
  4. Permettiti di sentire la rabbia.
  5. Osserva come il bambino ferito usa quella stessa rabbia contro di te.
  6. Osserva come, a partire da quella rabbia, attrae nella tua realtà situazioni in cui quella rabbia (la rabbia del bambino) viene fuori.
  7. Renditi conto che tu NON SEI quel bambino ferito, tu sei l’ADULTO, la parte ferita è solo una piccola parte che vive in te.
  8. Ogni volta che provi del rancore ricorda a te stesso che non sei tu, è il bambino che si esprime, in questo modo puoi disidentificarti dall’emozione.

Quando hai compreso questo, quando non sei più agito dalla rabbia insana del bambino, quando riesci a vedere dall’esterno cosa ti porta a fare e a dire, ecco, quello è il momento in cui puoi finalmente agire sulla rabbia. Con le tecniche che vuoi o anche solo con l’osservazione.

Ma finché non riesci  a vivere dentro di te questi passaggi, a realizzarli interiormente prendendone realmente consapevolezza, tutto quello che fai è girare in tondo, ricreando costantemente le stesse dinamiche, gli stessi nodi, le stesse ferite.

La prima trasformazione che avviene è quella dalla rabbia del bambino alla rabbia dell’adulto.

La rabbia, o meglio, in rancore del bambino, è quello che si muove di nascosto, nell’inconscio, agendo sulla realtà, attirando situazioni che ti danneggiano e sulle quali ti sembra di non avere alcun controllo, ti si bloccano i progetti, le relazioni si frantumano, ogni occasione di felicità così com’è arrivata scompare senza un motivo.
Il bambino tradito ti tradisce. Il bambino che ha subito ingiustizie ti crea una realtà ingiusta.

E tu non sai da dove derivano tutte queste sciagure, ti sembra che non dipenda da te, e provi rabbia si, ma non puoi farci niente, non hai nessuno contro cui arrabbiarti se non Dio, o d’IO.

La rabbia dell’adulto è ancora rabbia, ma non si muove più negli anfratti bui del tuo inconscio, crea ancora situazioni in cui vieni ferito o trattato ingiustamente, ma l’adulto ha ora il potere di reagire.

Attraverso questa rabbia impari il rispetto per te stesso, ti riprendi la tua dignità.

Inizi ad attirare situazioni in cui dar sfogo alla rabbia sana, perché hai bisogno di sentire che sei in grado di difenderti, di farti le tue ragioni per ogni volta in cui in passato sei stato azzittito, hai bisogno di dimostrare a te stesso che sei in grado di proteggere il tuo spazio, le tue idee, per ogni volta in cui sei stato calpestato e denigrato.

Quanto dura questo?

Finché questo movimento così accentuato non viene interiorizzato.
Finché la consapevolezza di chi sei, di quanto vali e di quale bellezza porti nel mondo non diventa un punto saldo dentro di te, non diventa il tuo centro.

 

A quel punto la rabbia avrà svolto il suo compito, non avrai più bisogno di dire né di fare niente per farti rispettare, perché finalmente avrai imparato il rispetto per te stesso.

Georgia Briata

 

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Fonte : http://www.iosonoilmiobuddha.it/2016/09/il-percorso-interiore-per-il-rilascio.html

 

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