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L’EQUILIBRIO FONDAMENTALE TRA CONSAPEVOLEZZA E MATERIALITÀ: LA PIRAMIDE DI MASLOW ***DA LEGGERE***

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Premetto che questo articolo si snoderà attraverso varie tematiche e considerazioni, quindi cercherò di essere lineare e il più chiaro possibile.

Cominciamo a parlare del punto focale attraverso cui si snoda il tema di questo articolo, ovvero la Piramide dei bisogni di Maslow.
Maslow è stato un importante filosofo statunitense del ‘900 che studiò i bisogni dell’essere umano in funzione al raggiungimento del benessere olistico personale e collettivo.
Andiamo ad analizzare la struttura (in questo caso semplificata) della piramide. Possiamo notare subito che:

la piramide è divisa in più fasce in cui vi sono dei sottogruppi. Nella fascia della base vi sono i bisogni primari, nella centrale i bisogni sociali e al vertice i bisogni del sè
nella base della piramide, vi sono tutti quei bisogni che sono insispensabili a conservare la vita a livello fisiologico e a preservare la specie vivente. Parliamo quindi di bisogni come la nutrizione, il sonno, il sesso, l’equilibrio omeostatico dell’organismo ecc.
al secondo scalino, sempre nella fascia dei bisogni primari, troviamo quelli legati alla sicurezza. Sono bisogni primordiali, che riguardano l’avere dei punti di riferimento stabili: avere un riparo e un rifugio (abitazione), sicurezza sulla propria condizione economica e sul futuro, sulla tutela dei propri cari, della propria salute ecc
con la terza fascia entriamo nei bisogni sociali, e troviamo il bisogno del senso di appartenenza. L’appartenenza a un gruppo di vario genere (amicizie, passatempi, religione ecc), a una categoria, anche alla famiglia
la quarta fascia rappresenta il bisogno di stima sia “autonoma”, sia ricevuta dal mondo esterno, bisogno di essere rispettati e di sapersi controllare nelle relazioni con il mondo esterno
l’ultima fascia, che in questo schema è autonoma, riguarda i bisogni del sè, in cui troviamo il bisogno dell’auto-realizzazione e della libertà. Riguarda il libero fluire della propria creativià, la libertà di essere in assenza di giudizio, libertà di condividere, in poche parole di ESSERE.
Questa è sostanzialmente la struttura della piramide di Maslow, che però non si fermò qui, ma elaborò una teoria molto molto interessante ed indispensabile per sviluppare l’argomento di questo articolo. Ora la espongo in modo molto semplice:
osservò che un individuo mediamente sano a livello olistico (cioè nelle varie sfere dell’essere: fisica, psicologica, esistenziale ecc), ha generalmente soddisfatto i bisogni di ogni fascia della piramide, o quantomeno ha trovato un equilibrio ottimale e propedeutico al benessere. Come se non bastasse, questo non vale solo a livello individuale ma anche collettivo: una società è sana quando i suoi individui hanno raggiunto un equilibrio nel soddisfacimento dei bisogni collettivi. E questo aspetto ha importanti implicazioni.
Maslow notò che più il soddisfacimento dei BISOGNI PRIMARI è messo a rischio, più gli idividui tendono a chiudersi, a isolarsi e, cosa molto più grave, a disinteressarsi al benessere collettivo e a tutto ciò che riguarda gli aspetti sociali e comunitari. Quando i bisogni primari sono a rischio, la propensione è ovviamente quella di non occuparsi di questioni che non possono risolvere il problema, e purtroppo queste condizioni portano ad una costante perdita di consapevolezza, di interesse, di fratellanza ed unione.

Ed eccoci, ora le premesse per sviluppare l’argomento centrale dell’articolo sono concluse.

Se ci pensate, la crisi iniziata ormai parecchi anni fa coincide con un momento in cui stava avvenendo un notevole risveglio delle coscienze. E questa crisi non solo perdura ma senza nemmeno che ce ne accorgiamo ci sta lentamente privando della sicurezza di uno stipendio, di uno stipendio adeguato ai costi della vita, di un sistema sanitario accessibile facilmente, di una burocrazia funzionale e fluida e molto altro ancora.
E i risultati si stanno notando. Man mano che questo processo avanza, le persone sono sempre più sconnesse e disinteressate e non sviluppano il loro potenziale umano e spirituale. Hanno inoltre un numero di ostacoli sempre maggiori per potersi dedicare allo sviluppo della personalità e della consapevolezza.

Proprio così, la spiritualità non esula da questo meccanismo nè dalla piramide di Maslow. La spiritualità ne è al vertice, essendo un bisogno del Sè.

Provate a farci caso: la struttura della piramide può essere paragonata alla gerarchia dei chakra: la base della piramide relativa ai bisogni fisiologici di sopravvivenza corrisponde al primo chakra, la seconda fascia della sicurezza corrisponde al secondo chakra, la terza fascia relativa all’appartenenza corrisponde al terzo chakra, la quarta fascia relativa alla stima corrisponde al quarto chakra e la quinta fascia relativa all’autorealizzazione racchiude in sè il quinto, sesto e settimo chakra.

Ora vi sarà chiaro che la spiritualità passa anche dalla materialità.
La teoria che il percorso spirituale debba allontanarsi dalla materia è una menzogna, smentita ormai da molto molto tempo. Molti maestri spirituali sono giunti a questa consapevolezza, basti pensare a Siddharta, il Buddha, che sperimentò uno stato di profonda privazione (ascetismo) comprendendo che non portava ad una reale vita spirituale; e in termini più recenti ad Osho (consiglio di leggere il suo libro “Liberi di Essere”).
La spiritualità non presuppone affatto l’allontarasi o il fuggire dalla materia, ma il padroneggiarla, il comprenderla, l’integrarla.
E questo è risaputo anche dai poteri forti che di fatto agiscono sfruttando questo aspetto. Ricopio un pezzetto di uno scritto di Osho:

Voglio che sparisca qualsiasi schizofrenia, la dissociazione tra materia e spirito, tra sacro e profano, tra questo mondo e quell’altro. Non voglio alcuna divisione, perché ogni divisione è una dissociazione dentro di te; e qualsiasi persona, un’umanità divisa e in antagonismo con sé stessa è folle, malata; noi viviamo in un mondo folle e malato che può guarire solo colmando questa frattura.
Il genere umano ha vissuto credendo nella realtà dell’anima e nell’illusorietà della materia oppure nella realtà della materia e nel l’illusorietà dell’anima. Puoi dividere l’umanità del passato in persone spirituali oppure materialiste, ma nessuno si è mai preoccupato di guardare la realtà dell’essere umano. Noi siamo entrambe le cose contemporaneamente; non siamo né solo spiritualità – cioè solo consapevolezza – né solo materia: siamo una straordinaria armonia tra materia e consapevolezza. Oppure, è possibile che materia e consapevolezza non siano due cose, ma solo due aspetti della stessa realtà: la materia è l’esteriorità della consapevolezza e la consapevolezza è l’interiorità della materia.
Non puoi vivere come se fossi solo corpo. Ecco cosa intendeva Gesù quando diceva “Non di solo pane vive l’uomo”. Ma questa è solo una metà della verità. Certo, hai bisogno della consapevolezza, non puoi vivere di solo pane; ma non puoi vivere nemmeno senza pane.
Nel tuo essere esistono entrambe le dimensioni, e tutte e due vanno appagate, DEVONO RICEVERE UGUALI OPPORTUNITÀ DI CRESCITA.
Invece il passato è stato sempre a favore dell’una contro l’altra. L’uomo nella sua totalità non è stato accettato.
Se ascolti solo il corpo, ti condanni a un’esistenza senza senso; e se non ascolti il corpo, soffri…hai fame, sei povero, sei pieno di bisogni non appagati. Se ascolti solo la consapevolezza, la tua crescita sarà sbilanciata; la consapevolezza crescerà, ma il corpo si contrarrà e l’equilibrio andrà perduto. E nell’equilibrio si trova la salute, l’integrità, la gioia, il canto, la danza. […]
Se la consapevolezza non cresce di pari passo con la ricchezza del mondo materiale, il corpo diventa troppo pesante e l’anima troppo fragile.

Dobbiamo essere consapevoli che fuggire dalla realtà materiale intraprendendo percorsi spirituali non solo non ha nessuna utilità ma non sviluppa la spiritualità.
Se vogliamo essere anime consapevoli dobbiamo partire dalla consapevolezza della materia e dei suoi aspetti, dobbiamo muoverci per risolvere gli aspetti materiali che ci limitano.

Guardiamo ad esempio il risultato dell’ultimo referendum abrogativo sulle trivellazioni: l’affluenza al voto è stata solo del 30%. Questo è un aspetto materiale ma indica un grave disagio a livello di consapevolezza collettiva e quindi individuale. Significa che gli individui non si interessano alla collettività e al cambiamento della realtà. Un individuo che percorre la via della spiritualità e della consapevolezza non può rimanere indifferente dinanzi a tali evidenze.

Un palazzo di più piani non è sicuro se non ha solide basi…per potersi sviluppare in altezza deve essere solido nelle fondamenta. Si va sempre dal basso verso l’alto. Come un albero che nella sua crescita verso il cielo deve sviluppare le radici e salire gradualmente.
Purtroppo questo importante aspetto non è facile da digerire per molte persone, che continuano a cimentarsi in pratiche energetiche e spirituali per cui non sono pronte e sufficentemente radicate e schermate. Troppo spesso si leggono scritti in cui si consigliano pratiche energetiche di visione, uscita dal corpo, comunicazione con entità, che vengono presentate in modo molto affascinante e promettende ma che nascondono aspetti molto subdoli e pericolosi. Sono infatti procedure che richiedono grande centratura, consapevolezza e potenza interiore. Si pensa troppo a segnali angelici, anime gemelle, spiriti guida, e non si è nemmeno in grado di notare i segnali materali, di questa realtà.

La materia e i suoi aspetti sono solo apparentemente un mondo fine a sè stesso, ma non è così. La materia nasce come emanazione del tutto. Senza avere consapevolezza delle questioni materiali saremo sempre ostacolati nel percorso spirituale.

Il paradosso è che molto spesso è proprio il nostro Io Spirituale che ci indica di lavorare sugli aspetti materiali, poichè essi stessi rappresentano un traguardo spirituale. Ignoriamo che lavorare sulla nostra materialità in realtà fa già parte del nostro percorso spirituale. Non è un lavoro estraneo ed esso.

A livello energetico questi presupposti trovano conferma su moltissime persone sottoposte ad indagine radiestesica sui chakra. Mi spiego meglio. Sfruttando la radiestesia su persone con una consapevolezza molto sviluppata ma con molte problematiche a livello materiale, si è riscontrato che i chakra superiori, tendenzialmente dal quarto al settimo chakra, risultano ben sviluppati, ma i chakra primari (tendenzialmente dal primo al terzo) risultano deboli e poco energici.
Questo spiega perchè la sola consapevolezza non basta per “fiorire” a livello spirituale. È come avere un grande potenziale in mano senza poterlo sfruttare.
Un sistema vivente è in equilibrio quando ogni sua singola parte è in equilibrio. Così il nostro sistema energetico non sarà equilibrato se ogni sua parte non è equilibrata. Con tutte le conseguenze logiche del caso. Nonostante le nostre consapevolezze, a livello energetico rimaniamo statici…limitati, e l’apertura dei chakra superiori non è adeguatamente supportata da una sufficiente apertura delle radici, dei chakra primari.

Io sono il primo ad ammettere che purtroppo ho dovuto sbatterci il naso contro questa consapevolezza. Da sempre ho cercato di evadere dalle problematiche materiali con percorsi spirituali e vivendo in modo molto estraniato…ma non sono mai andato molto lontano, alla fine la realtà delle cose è sempre tornata a bussare alla porta e ora ho accettato di affrontarla, di viverla questa materialità, di sperimentarla e di cercare di risolvere tutti i problemi che mi ostacolano.

Una mia cara amica medium, Cristina, e il suo fantastico gruppo Betulla d’Argento, in un incontro mi hanno detto “non avere paura di vivere la materialità, non pensare che stai perdendo tempo a discapito del tuo cammino spirituale, anzi…il tempo che dovrai dedicare a risolvere le tematiche materiali ti permetteranno poi di raccogliere tutti i frutti che ti attendono”.

Tornando a Maslow, più i nostri bisogni legati alla materia sono in equilibrio, più ci avviciniamo liberamente al vertice della piramide.
Se ognuno di noi lavora in questo senso, se ognuno di noi sviluppa la capacità di comprendere e percepire i segnali del mondo materiale (che sono comunque legati alla realtà superiore), di godere della materia senza la paura di essere superficiali o materialisti, e se saremo capaci di essere uniti…la realtà cambierà, la società cambierà, e l’umanità entrerà in una spirale di cambiamento ed evoluzione.

Si parte sempre dal basso, ma con l’aiuto dell’alto…perchè siamo sempre aiutati, specialmente in questi tempi in cui l’energia universale ci spinge, ci incoraggia. Ma ricordiamoci che siamo sempre noi a dover dare la nostra adesione e a lavorare sugli aspetti che ci trattengono verso il basso.
Che ognuno di noi abbia la forza ed il coraggio di fare la sua parte, così che avvenga il cambiamento.

Impariamo a essere radicati e centrati. (Per specifiche sull’argomento cliccare QUI)

Buona Vita, siate Luce!
Daniele Percorsi Di Luce

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FONTE: https://naturalpietyblog.wordpress.com/2016/04/30/la-piramide-di-maslow-spiritualita-e-materialita-come-facce-della-stessa-medaglia/

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