Cammina Nel Sole

l'alba del sesto sole

STORIA DI UN UOMO CHE NON AVEVA TEMPO DI RICORDARE COSA FOSSE LA SERENITA’ **da leggere-una storia vera**

| 0 commenti

11025827_887490554621807_2005707843670294687_n

E’ un momento particolare questo che stiamo vivendo

Un momento in cui abbiamo tutti quanti il potere di scrivere una nuova storia per la nostra Amata Terra e per la nostra Amata Umanità  ma siamo tutti disorientati, in balia dei cambiamenti sia esteriori e ancora di più interiori.

Vogliamo crederci, vogliamo lasciarci andare ma ancora e ancora le paure e i vecchi schemi registrati nelle nostre memorie sembrano riportarci un passo indietro dopo averne fatto due in avanti.

Ma non è così.

Non è così se noi continuiamo a perseverare nell Amore e nella Fede e nella Fiducia che tutto ha un senso

Personalmente traggo forza da tutto quello che mi circonda perchè ho scoperto la differenza tra il guardare e il vedere;  tra l’ assistere inconsapevolmente e l’Essere presente con consapevolezza.

Vorrei … vorrei tanto poter avere la capacità o qualche dote particolare che mi consenta di trasmettere questa forza, questa fiducia, questa perseveranza.

Certo è che se anche dovessi averne non credo di averle ancora scoperte e allora mi limito a raccontare le mie esperienze o quelle a cui assisto;  quelle che mi permettono di comprendere quel qualcosina in più.

Quelle che viste nel modo giusto possono essere le chiavi per aprire un altra porta; quelle che se lasciate parlare possono dare le giuste risposte.

E lo faccio nella speranza di ottenere almeno in parte ciò che desidero, cioè permettere anche ad altri di trovarvi le risposte migliori per loro in quel dato momento

Questa è la storia di un uomo che non aveva tempo di ricordare Chi fosse

Una bella persona generosa e altruista , sempre disponibile con tutti, sempre disposto ad andare incontro alle esigenze di chi gli capitava davanti.

Non si faceva scrupoli a mettere istintivamente a repentaglio la sua vita se lungo il suo percorso o durante le sue giornate accadevano avvenimenti di qualunque genere .

In prima linea a difendere il più debole se gli capitavano due sconosciuti che se le suonavano; in prima linea se si trovava davanti ad un pericoloso incendio; in prima linea a soccorrere negli incidenti,  insomma nella sua città è conosciuto da quasi tutte le forze dell’ordine perchè sempre in mezzo a loro a prestare il suo aiuto con o senza permesso alcuno.

Si ma allora dove stava il problema?

Il problema stava nel fatto che viveva in un perenne stato di stress mascherato da “questa è la vita” e per questo motivo a maggior ragione non si accorgeva della inutile tensione a cui si sottoponeva

Il suo agire era sempre istintivo e a volte anche superfluo laddove forse era meglio che si facesse in disparte.

Qualcuno non faceva qualcosa? Nessun problema lo faceva lui; qualcuno non si assumeva la responsabilità delle sue azioni? Nessun problema se le assumeva lui; qualcuno subiva un torto? Nessun problema se ne  incaricava lui.

Si può dire che era arrivato a vivere la vita e a caricarsi dei problemi di almeno 4 o 5 persone per evitare che queste stesse potessero in qualche modo soffrire

Mentre diabete, ipertensione, colesterolo e altro la facevano da padrone  ormai da anni

Aveva una sua visione della vita, sicuramente con tendenze positive, ma se nella realtà che lo circondava gli altri non rispondevano alle sue aspettative agiva lui per loro, senza pensarci due volte e quindi deresponsabilizzandoli.

Nulla riusciva a fermarlo, nemmeno sentirsi dire che se non si dava una calmata avrebbero provveduto dal Cielo a farlo.

Forte e invincibile, una furia umana (nel senso buono), estremamente frenetico con però un piccolo punto debole : detestava l’ immobilità.

Il solo pensiero di rimanere fermo oltre il tempo limite del riposo lo mandava in crisi tanto che diceva sempre che se un giorno fosse stato costretto al letto avrebbe voluto essere sedato.

Il 13 luglio l’Universo  decise che era arrivato il tempo di dargli una calmata.

Quella mattina quando si svegliò era turbato.

Disse : “ho già vissuto questo momento … ho un deja vu. E questa notte ho sognato di cadere da un tetto”

Ma andò lo stesso al lavoro.

Impresario edile in società con il fratello si trovò a dover fare un sopralluogo per una valutazione sul tetto di un capannone alto molti metri.

Manteneva sempre le regole di sicurezza: cestello, imbragatura, casco, ma quella mattina qualcosa lo spinse  a fare pochissimi passi per portarsi in un angolo che avrebbe dovuto essere totalmente sicuro.

La lastra gli si ruppe sotto i piedi e precipitò.

Il Cielo o Chi per Lui decise che gli sarebbe bastato cadere solo per 5 metri evitandogli miracolosamente gli altri, ma tanto bastò.

Riportò parecchie lesioni interne e fratture a molte costole ed alla colonna vertebrale ma quella più grave era la  C7 … rischiava l’immobilità.

Fù soccorso immediatamente e tenuto in terapia intensiva.

Tutti quelli che andavano a trovarlo piangevano nel vedere una quercia completamente inerme e la cui sopravvivenza era legata alle macchine

Tutti credettero ad un miracolo quando tre giorni dopo fu scongiurato il pericolo

Nei giorni successivi però, i più stretti famigliari che sapevano della sua fobia, temevano reazioni incontrollabili ed erano pronti all eventualità di doverlo vedere sedato.

Ma stranamente accadde qualcosa in quest’uomo.

Una strana calma, un silenzio inaspettato fin da subito

Dapprima si pensò che fosse in stato di schok

I medici dicevano di non riuscire a comprendere il limite di sopportazione che quest’uomo aveva per il dolore.

I parenti pensavano dipendesse dai calmanti ma i medici insistevano che con quelle “lesioni importanti” non era possibile mantanere quello stato di serenità.

Ma così era.

Una settimana dopo inaspettatamente fu portato in reparto dove gli misero un robusto tutore.

Grazie alla forza che dimostrava di avere usò la sedia a rotelle solo per pochi giorni perchè provarono subito a metterlo in piedi.

Era la disperazione di medici e infermieri perchè imbragato e irrigidito com’era da busto e collare, una volta che lo mettevano in piedi scompariva per ore e ore perchè andava nelle camere degli altri pazienti o in pronto soccorso a dare coraggio a chiunque stava soffrendo in quel momento

Tutti gli specialisti che lo videro in seguito erano stupiti dalla quasi mancanza di dolore nonostante le varie Tac continuassero ad evidenziare le fratture ma sopratutto dalla velocità con cui si riprendeva .

Dicevano che quelle lesioni normalmente richiedevano lunghi e lunghi mesi per guarire

Ma la sua storia fece riflettere parecchio a moltissime persone.

Raccontò infatti di aver sentito fin da subito una calma che non apparteneva a lui o meglio: al lui di prima.

Sentiva Qualcosa o Qualcuno che gli trasmetteva che tutto sarebbe andato bene

Diceva di essere riuscito a trasformare i rumori dei macchinari che lo monitoravano giorno e notte in musica indiana e che al posto del soffitto che era costretto a guardare perchè immobilizzato, rivedeva le onde del mare che aveva visto qualche mese prima.

Praticamente lui o qualcosa d’altro, lo faceva estraniare da quello che in quel momento il corpo terreno stava vivendo.

Dal momento in cui riuscì nuovamente a rimettere i piedi a terra, andava dicendo a tutti che non dovevano avere fretta di vivere ma che dovevano  godersi il presente; che  non dovevano lasciarsi travolgere dagli avvenimenti perchè la pace stà dentro; che  non dovevano preoccuparsi di cosa andava  o di cosa non andava negli altri perchè era meglio godersi quello che sanno dare o fare in quel momento; che  non dovevano rimanere nel rancore e nella paura perchè è tempo sprecato e molto molto altro…

Non è possibile scriverlo in un solo post

La nostra vita da allora è ancora più serena perchè abbiamo imparato a vivere nel presente; abbiamo imparato quanto la mente può fare; abbiamo imparato quanto è meglio trarre il più possibile dalla nostra Fonte di positività e quanto sia importante trovare il modo di aumentarla questa Fonte anzichè inquinarla con rabbie e rancori e paure; abbiamo imparato tutti tantissimo e ora sta a noi fare buon uso di quello che abbiamo imparato.

In questo momento in cui sto scrivendo, mio marito (si perchè quell’uomo è mio marito ) sta ancora lasciando andare parecchi vecchi schemi, ma è sereno.

Sa che il tempo che passa restando fermo può usarlo per conoscere meglio se stesso…  ora sa che è solo conoscendo meglio se stesso che potrà utilizzare al meglio questa esistenza cosa che prima, preso com’era a lasciarsi vivere da una vita frenetica ed ansiosa, non aveva tempo di fare.

Sia Pace Luce e Amore  ♥                         Rita Caserta

FONTE: https://ritacaserta.wordpress.com/2016/10/14/storia-di-un-uomo-che-non-aveva-tempo-di-ricordare-cosa-fosse-la-serenita/

 

La Storia della Tua Anima
Ritrova la perla, ossia la conoscenza, della tua vera identità.
€ 9

Rispondi

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: