l'alba del sesto sole

IL SENSO RITROVATO…QUELLO CHE POTREBBE SALVARCI DAL DOLORE

| 0 commenti

1458578_683389661735914_336173165980695171_n

Entrare nel sito di Monica Sessa Vitali è come entrare in un sogno meraviglioso…ma amici  lascio a voi  la scoperta e il sentire…Grazie Monica  di tutto

Qui troverete la pagina FB di Monica  : facebook.com/manidistelle.it

Qui il suo blog: www.manidistelle.it

 

IL SENSO RITROVATO

Ciò che potrebbe salvarci dal dolore è un senso. Trovare un senso che spieghi l’indecifrabilità apparente del nostro soffrire: di tanto cercare, di tanto sbagliare e di tutto questo non trovare. Ed ecco che ora il tempo e lo spazio iniziano quasi magicamente a scorrere e fluire, a girare in modo diverso, con maggiore leggerezza anche in questa densità: ad accelerare il loro viaggio lungo un cerchio che man mano si fa cono e si affusola salendo verso il cielo, nell’incontro perpendicolare dei due bracci della croce che rappresenta ogni esistenza e che a un certo punto ci permette di svincolare dal piano orizzontale lungo quello verticale. Mentre noi ci spostiamo dal piano ordinario della nostra adozione terrestre sul piano multidimensionale che ci appartiene per vera nascita.

La mia impressione è che questo senso ora, finalmente, si dipinga da sé. Che tante fermate sbagliate, tante deviazioni servissero a questo: a mostrare che il senso si scrive da solo, mentre noi lo interpretiamo e ci arrendiamo al suo divenire. Ma tutto ciò può avvenire solo nella misura in cui noi accettiamo di essere interpreti di una storia che non ricordiamo, pur essendo stata scritta apposta per noi… da noi stessi, probabilmente, dal Divino che è in noi, dalla nostra Scintilla di Luce, ancora prima di incarnarci.

In una tale ottica, tutti i tentativi di dirigere la nostra vita, di controllarla, di attutirne i colpi, prevenendoli o prevedendoli… sono destinati a fallire, perché ci pongono in un ruolo diverso da quello che abbiamo scelto per fare esperienza. Non è la sedia da regista che ci ha chiamati a scendere – quella semmai la scaldavamo meglio da lassù – bensì la voglia di trovarci immersi in una materia densa, piena di limiti, senza memoria di chi siamo e di dove stiamo andando.

Perché? Perché proprio così, senza memoria e senza certezza, ma solo usando il cuore come bussola, noi possiamo orientarci e piano piano intuire chi siamo veramente e verso cosa tendiamo. Esseri Divini in un corpo umano, esseri d’Amore calati in una dimensione in cui tutto questo amore si scontra con infiniti limiti, limiti pari all’illimitatezza del volo da cui arriviamo e al quale all’infinito non possiamo che ritendere.

Come esseri umani, per gran parte della nostra vita tentiamo di apprendere tutto ciò che ci è possibile immagazzinare. Formiamo le nostre emozioni e i nostri ricordi e man mano che siamo costretti a staccarci da situazioni e persone che ci hanno accompagnato alimentando il nostro sentire, formandolo addirittura e diventando parte integrante della nostra storia, ci sentiamo spezzati, perduti, caduti.

Come Esseri Divini impariamo a un certo punto il cammino inverso: di liberazione e svuotamento, di non-attaccamento a tutto ciò che abbiamo appreso e sperimentato e a coloro che ci hanno accompagnato… ma che a un certo punto ci è di vincolo, impedendoci di esprimere appieno la nostra essenza. Partiamo dall’essenza per seppellirla di ruoli e di schemi, finché non ce ne accorgiamo e iniziamo a spogliarci di tutto per ritrovarla e portarla fuori, allo scoperto. E quello è il nostro Battesimo di volo, la nostra seconda nascita.

Ma ora nei racconti di tante persone che si confidano con me come loro terapeuta, e nella mia stessa personale esperienza, quello che avverto è un salto, uno stacco che è inconsapevolmente anche un bellissimo ritorno: dal ruolo all’essere, dall’altro al noi. Un grande ritorno al passato lasciato… attraverso un futuro sognato. Come e dove possono incontrarsi questi due estremi: passato e futuro, rinuncia e sogno? Forse in un unico e vibrante tempo presente, che tutti ci pervade e collega.

Così è come se a tutti noi improvvisamente fosse data l’opportunità di riappropriarci dei molti frammenti d’anima lasciati per strada, di rindossare le tante pelli che come serpenti abbiamo dovuto lasciar cadere lungo il sentiero, durante anni e anni di mute. Queste pelli, queste parti della nostra anima, tornano ora a noi, se lo vogliamo, e possono essere reintegrate senza dolore. Ritornano da noi per farci comprendere qual era la lezione che dovevamo apprendere, che cosa abbiamo potuto imparare da quelle ferite che ora sono state da noi trasformate in una più vasta capacità di comprensione dell’altro e di noi stessi.

Il senso che cerchiamo è immenso come il non-luogo da cui giungiamo, quello che incontriamo è piccolo come il luogo di confine che ci ha stretti finora… ma anche leggero, quasi impalpabile. Ha il sapore di un raggio di sole, di un raggio di luce che ridisegna i contorni del nostro corpo e della sua ombra senza più separarli dall’anima, includendola.

Il senso ora semplicemente può accadere e accade. Ti prende per mano, ti fa sorridere, ti solleva da qualunque dover fare e ti permettere di sentire e di essere. Lo senti anche tu? Che sei vivo con desiderio e con amore, nonostante tutto? Con la volontà folle e sensatissima di riunire tutto e tutti in uno stesso cuore, che è fatto di cielo e insieme di terra. Come me e come te, come tutti noi. Per questo ora, qualunque cosa accada, possiamo dire di sì. Certi che un altro Sì è stato da noi pronunciato prima di arrivare qui, in un punto del cerchio destinato a essere da noi calcato e doppiato. Fino a quando, all’infinito? Finché il buco nero non tornerà stella.

Monica Sessa Vitali

Sito: www.manidistelle.it

Pagina collegata: facebook.com/manidistelle.it

 

 

Grazie...

Condividi

Lascia un commento

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.