l'alba del sesto sole

LA NATURA DIVINA E L’APPRENDIMENTO IN QUESTA DIMENSIONE di Francesca Spades

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Secondo una tradizione ebraica la fossetta sopra il labbro superiore che tutti abbiamo è stata impressa da un Angelo al momento della nostra incarnazione, quando poggiando un indice proprio in quel punto ha sigillato la nostra bocca perchè non potessimo parlare di quello che distanzia un’incarnazione dall’altra. Questo riporta Hillman in un testo portentoso come “Il Codice dell’Anima” e credo sia un modo splendido di farci intendere che l’amnesia di cui siamo tutti oggetto riguardo la nostra natura Divina, ha il compito di rendere possibile il nostro apprendimento in questa dimensione. Ci impongono idealmente il silenzio, ma non c’è migliore modo di impedirci di parlare che quello di non renderci possibile il ricordo.


Siamo immersi per 10 lune in un liquido chiamato amniotico, prima di arrivare qua, che ha il compito di accogliere il nostro sviluppo nella materia, ma che rappresenta idealmente anche quel mare che distanzia un mondo dall’altro. L’acqua dell’oblio di cui la mitologia ci parla da sempre. L’acqua del Lete, fiume della dimenticanza. E L’elemento acqua infatti è sempre al confine del mondo. La troviamo sempre dove finisce una dimensione e ne inizia un’altra misteriosa. Le colonne d’Ercole furono l’ultimo baluardo conosciuto della Terra per secoli, poi c’era il mare. Quel mare che è simbolo già da se di un’altra dimensione.

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E chi ha valori importanti in Pesci nella carta natale sa bene come funziona. Questo contatto continuo con altri luoghi che spesso non appartengono a questo piano, la capacità di captare quello che sfugge a chiunque, ma anche la facilità disarmante con cui tutto è dimenticato e obliato, perso in un attimo. Come potrebbe perdersi un oggetto che indossiamo quando un’onda marina ce lo sfila, dolce ma inesorabile. Sarà capitato a tutti. Di esperire quell’impotenza, quella sensazione di sconfinata possibilità che rende impossibile da rivenire un piccolo oggettino nella profondità mobile del mare.
Mai uguale a se stesso anche se così trasparente.
Un luogo in cui tutto si vede e tutto cambia in continuazione.
Come nei sogni.
Come nelle allucinazioni.

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D’altra parte il ricordo nitido di chi siamo è qualcosa che è concessa a pochi. La capacità di riportare alla piccola mente la nostra vera identità è la sfida che chiamiamo vocazione. Per questo è così dura da perseguire. Per questo abbiamo bisogno di prendere calci, cadere, rialzarci, esperire il mondo perchè questo accelera in qualche modo quel ricordo e lo può suggerire a quel piccolo riflesso di un Angelo molto più grande e potente che è la mente umana. Alice Bailey lo chiama Angelo Solare, immaginate la bellezza per un attimo di quelle che chiamiamo Anime. Le nostre Anime. Frammenti di sole. Frammenti dell’Uno. E quando troviamo quello che veramente siamo chiamati a fare, quella attività,situazione, esperienza che siamo venuti ad incarnare è come se ci sentissimo a casa, perchè intercettiamo il volere dell’Angelo Solare. Ed è come avere contezza di un tempo più ampio e denso, rallentato e aromatizzato di eternità. Ci fa respirare più a fondo.
Fate attenzione a quello che vi fa sentire a casa.
E’ la cosa più preziosa che avete.
Love
Shanti

Francesca Spades

Fonte : https://www.facebook.com/AstrologiaKarmicaPerAnimeConfuse/

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