l'alba del sesto sole

LA PAURA DELLA PAURA di Michela Ruffino

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LA PAURA DELLA PAURA. La paura non ha nulla di malvagio: é il comportamento che assumiamo per non sentirla che ci può condurre a stare male. Non sto parlando delle sane vie precauzionali per evitare il virus o qualsiasi altro pericolo al quale siamo quotidianamente esposti: non ci viene chiesto di “andare a fari spenti nella notte”. Facciamo ciò che é giusto e sano e facciamolo da svegli. Questo ci richiede il momento, ossia scegliere di essere svegli, soprattutto se siamo tentati di scivolare nell’oblìo, compiere questa scelta in questo momento e ripeterla ancora sprigiona un potenziale alchemico trasformativo non indifferente: scegliamo l’Amore e fra qualche giorno non saremo più gli stessi di prima.


Siamo tentati, ma persino la tentazione può essere osservata, soprattutto dentro di noi. Non si tratta di non avere paura, si tratta di accogliere l’emozione più ancestrale ed accoglierla nell’Amore, la nostra vera identità.
STIAMO CON LA PAURA
Il Coronavirus, quanto la reazione alle scelte cautelative sanitarie, e il non sapere, stanno risvegliando in noi paure ataviche che prima o poi siamo portati ad esaminare. La paura dell’oscurità dell’altro, la paura dell’isolamento e la paura di morire.
Il panico oppure la rabbia, sono meccanismi che mettiamo in atto per non sentire la paura. ‘Va bene’ avere paura, siamo tutti esposti ad un rischio di cui non abbiamo il controllo, la nostra amigdala grida “fuggi o attacca” per salvaguardare il nostro corpo. Quindi se non ci viene naturale sentirsi tranquilli, va bene se ci sentiamo spaventati, c’è infinito Spazio in noi per accogliere queste emozioni.
Possiamo localizzare la paura nel nostro corpo innanzi tutto. Fa male, spesso alla bocca dello stomaco, come pressione sul petto, come nodo alla gola, mani fredde, gambe molli. Stiamo con questa sensazione, con la nostra umanità, con il nostro senso di impotenza. Possiamo sentire tutto questo nel nostro corpo, come calore, come fiamme, o come freddo contorcimento di intestini. Restare consapevoli, in Presenza, insieme a queste sensazioni non ci indebolisce. Ciò che ci indebolisce é il timore stesso della paura che cerchiamo di reprimere compiendo azioni avventate, logorandoci nell’immaginazione e quindi scaricando nel corpo ormoni e sostanze per una lotta che in questo momento molti di noi non stanno effettivamente vivendo. La nostra mente non distingue le scene immaginate dai reali accadimenti, quindi comanda al fisico di contrarsi per reagire o immobilizzarsi. Immaginare a iosa e agire compulsivamente per difenderci non ci é veramente utile.

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Tuttavia, anziché reprimere la necessità di fare scenari apocalittici per prepararsi al peggio, meccanismo di difesa di una società molto mentale, prendiamone uno in esame e restiamo insieme ad esso. Scegliamo lo scenario che più ci perseguita nella nostra mente, accettiamo che ci sia e restiamoci un attimo insieme. Evochiamo questa immagine un’istante e sentiamo la reazione nel corpo. Sentiamo che é densa, infuocata o con altre caratteristiche, e mentre noi restiamo essa si sposta. Ora l’immagine non ci interessa più, restiamo con l’emozione. Non interpretiamo i suoi spostamenti, lasciamo che arrivi al suo picco, che diventi dolore per poi sfumare. Non preghiamo che sfumi, possiamo restare qui senza alcun obiettivo. Questa é una ‘pratica’ di Presenza che non ha lo scopo di liberarsi dalla paura, ma ci ricorda l’Essere vasto che Siamo. Percepiamo persino la persona che é in noi e che sta cercando di meditare e sentire l’emozione, anch’essa, la nostra maschera, il nostro attore, é vista e percepita nello Spazio che siamo. L’emozione, raggiunto il suo vertice, si ammorbidisce nell’osservazione senza giudizio, senza pretesa. Una quiete di fondo sostiene questo momento interiore. Da questo stato allora emergono azioni ispirate sane e consapevoli.


Se arriviamo al nostro limite e abbiamo bisogno di distrarci va bene, possiamo tornarci in un altro momento e già congratularci con noi stessi per averci provato, per essere andati così tanto nel profondo.
BENEFICI DELLE BUONE PRATICHE. Sì é un paradosso, ma quanti di noi in questo momento anziché stare imbambolati appresso alla solita routine abbiamo fatto una telefonata ai genitori, coccolato qualcuno a noi caro, goduto del buon cibo in totale presenza, iniziato a purificare l’intestino – centralina delle difese immunitarie, bevuto una spremuta piena di vitamica C, o smorzato subito una lite inutile che in altri tempi avremmo alimentato, ripreso in mano un libro di auto-aiuto, fatto meditazione, o pregato per gli altri. So che molti di noi stanno reagendo facendo tutto il contrario, disperandosi e facendo scorte ai supermercati, ma sono certa che chi legge questa pagina può accorgersi di aver assunto anche dei comportamenti positivi, di aver liberato amore e creatività. Piccole cose, non sono cose inutili, sono le cose che non ci diamo il permesso di fare finché non pensiamo che sono i nostri ultimi istanti, allora ci diamo la libertà di vivere col Cuore. Segniamo in un elenco cosa di buono abbiamo istintivamente fatto, a cosa di positivo la paura ci ha condotto, poiché non é casuale. E quando sarà passato questo momento, di cui ancora non conosciamo il picco ma passerà, allora riprendiamo questo elenco e non scordiamoci più di agire in questo modo nella ‘normalità’. Sfruttiamo questa occasione per abbracciare lo stile di vita, di pensiero, di atteggiamento, che la Vita ci sta costringendo ad assumere per sopravvivere al cambiamento. Sfruttiamo al massimo questa occasione per tornare all’essenza, alla semplicità, alla gratitudine di essere ancora qui. Tutti insieme.


Anche io sono stata attraversata da ondate di paura, immersa nel Corpo di Dolore collettivo, per dirla alla Eckhart Tolle. Non é un problema provare paura, non siamo meno zen di altri se sentiamo che ci attraversa, smettiamola di identificarci con il ricercatore spirituale che cerca la ‘purezza’ incontaminata (…) e torniamo all’essenza dell’umanità che regge da eoni lotte interiori ed esteriori, quotidiane ed epocali.
Camminare, pregare, meditare, respirare, perdonare, riposare, depurare, restare. Ciascuno trovi la sua ricetta. Quello che scrivo non ci proteggerà da nulla, poiché ciò che siamo destinati a vivere, adesso o un altro giorno, nessuno lo sa per certo, né se ne comprende ad oggi la sua utilità. Però mi auguro che ci aiuti a vivere questi giorni da svegli. Qualcosa di antico come il mondo é venuto a trovarci: che ci trovi svegli.
AIUTIAMOCI
Quanti di noi hanno lavorato sul tema della paura, scossi dal passaggio 2011-2012, non per ultimo per molti è stato forte il 2018-2019 ad esempio, si rombocchino le maniche per sostenere chi invece si trova ad affrontare senza consapevolezza questo tema per la prima volta. Non ci sono un Noi e un Loro separati, come vedete sono molto importanti i nostri messaggi per chi, seppur brancola nel buio, ha desiderio di fare questo ‘salto’. Che ciascuno attinga da se stesso, o da altri, e condivida. Giudicare chi ‘non gliela fa’ in questo momento non é di aiuto, nemmeno a chi si dice centrato. E sentire e leggere sempre più persone che condividono pensieri di una certa elevatura umana ci rinforza l’un l’altro.
ALLA FINE DELLA FIERA
Se in questo momento riusciamo a
1. Essere presenti con l’emozione atavica più difficile che esista
2. Contattare l’Amore e la compassione che siamo
3. Scovare buone pratiche che ci mantengono centrati
4. Essere solidali e contribuire a fare e dare luce
Direi che abbiamo trasformato questa minaccia in un’opportunità di Risveglio.
Un ringraziamento sentito a tutti i relatori, autori, editori, persone molto visibili sui social, che stanno tenendo alte le vibrazioni con il loro cor-aggio.

Animo🌍🔥
Michela

www.michelaruffino.com

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