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PESCI E CAPRICORNO : IL CIELO DEL PERDONO – 27 FEBBRAIO /1 MARZO 2019 di Francesca Spades

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Il cielo in questa fase sembra scisso a metà. Nettuno e Saturno si dividono la piazza degli astri con un significato molto preciso.

Tutto quello che di rigido e coriaceo abbiamo portato nella coscienza per anni, secoli o millenni deve trovare via di fluidificazione, deve fondersi e liberare il campo della nostra coscienza. Deve in altre parole essere perdonato.

Il perdono è uno dei concetti più difficili con cui confrontarci per noi umani. Spesso ci sfugge anche il mero significato lessicale della parola perdonare. Ma gli archetipi e il Cielo ci vengono in aiuto con le loro parabole.

Nettuno abita le profondità marine per scelta del fratello Zeus, che nel mito vince la guerra contro il padre Crono e distribuisce il creato fra sè e i suoi fratelli, precedentemente divorati dal padre egoista. Si tratta di una divinità yin ricettiva e tollerante, che non impone la sua scelta, ma accetta la volontà del fratello yang fattivo, anche l’elemento acqua di cui Nettuno è Maestro incarna il femminile. Il mare abbraccia la terra, la circonda, la accoglie così com’è, con le sue asperità, le sue scogliere impervie, le sue rocce dure. Così L’archetipo dei Pesci è il luogo astrologico della fusione con l’altro, del grande Amore Cosmico, dell’accoglienza incondizionata. Nei Pesci siamo ben oltre l’amore a peso, l’amore a clausole, quello in cui possiamo amare solo nella misura in cui ci torna qualche beneficio o vantaggio. Nei Pesci l’amore è quella mistica distruzione dell’Io che è confluito di nuovo nell’Uno proprio come un pesciolino potrebbe perdersi nell’oceano. E in questo archetipo meraviglioso attualmente si trovano Sole, Mercurio e Nettuno.

L’altra metà del cielo è dominata dal Capricorno in cui transitano Venere, Plutone e Saturno.

Il Capricorno, il cui maestro non è altri che Saturno, maestro del karma e delle prove è l’archetipo della resistenza, del lavoro, dell’edificarsi una struttura con la fatica della fronte. Lo stambecco è il suo animale araldico, una bestiola in grado di inerpicarsi sulle vette più irraggiungibili dove solo pochi arbusti e qualche rapace riescono ad arrivare. Saturno come sacrificio. Saturno come prove che bastonano la carne ma educano lo spirito. Saturno come la passione di Cristo (che nasce come riportano le Scritture sotto l’archetipo del Capricorno infatti)

E qui arriviamo alla chiusura del cerchio. Cristo è la figura che riesce in modo allegorico a fondere questi due archetipi che dominano il Cielo di questo preciso momento storico.

La coscienza Cristica si è incarnata fisicamente per consentirci un grande balzo evolutivo e di coscienza. Il suo era un karma già conosciuto nei millenni. Della parabola umana del Cristo avevano scritto le penne dei profeti molto prima della sua nascita.

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Un Maestro Asceso del Cosmo accettò di scendere fino al nostro piccolo piano fisico per prendersi sulle spalle il nostro karma collettivo e riscattarlo. Per questo ha accolto il martirio, la crocefissione, perchè era l’unica modalità di smaltimento di un karma così gigante e così nero. Quello di allora era un mondo ancora totalmente attestato sulla guerra e la conquista come modalità di affermazione, si trattava dell’Era dell’Ariete, di Marte dio della Guerra, dell’Impero Romano, delle stragi e delle sopraffazioni. Un mondo in cui Ama il prossimo tuo come te stesso deflagrò peggio di una bomba atomica a conti fatti. E quell’antico mondo terminò proprio con la morte dell’Agnello di Dio sulla croce. Servivano i chiodi nella sua carne. Serviva la resistenza strenua del Capricorno alla sua massima ottava possibile. Serviva la resistenza e lo spirito di adattamento di Saturno per sospirare sulla croce “Padre perdonali perchè non sanno quello che fanno” come riporta Luca nel suo Vangelo.

Serviva la costanza, la tenacia e la volontà di ferro per non chiedere al Padre di essere sollevato in fretta e senza dolore da quella penosa situazione, ma anzi  per supplicargli il perdono di quel piccoli fratelli così indietro sul sentiero evolutivo.

E cosi l’icona Cristica si sposta di mirino naturalmente sull’altro grande archetipo di cui il Cielo si fregia in questi giorni.

Cristo diventa anche simbolo dell’ottava massima possibile dei Pesci.

E infatti astrologicamente il suo martirio diviene l’anno zero dell’Era dei Pesci, quella che ci siamo da poco lasciati alle spalle. Cristo allora è anche Nettuno alla somma potenza. Perchè nel momento del dolore più crudele riesce ad accogliere come il mare accoglie la terra, come l’acqua passa nelle fessure arse del terreno donando vita e nutrimento. Cristo è l’archetipo Pesci e Capricorno uniti che insegna al mondo il perdono.

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Questo oggetto sconosciuto nelle nostre piccole vite di ogni giorno.

Che significa perdonare?

In Latino il verbo era remittere. Rimettere. Mandare via. Ovvero in altre parole mettere distanza.  Distaccarsi. Ma da cosa?

Dal torto, dalla ferita subita. Staccarla da noi e staccarla idealmente da chi l’ha compiuta. Evitare di riportargliela e ripredicargliela all’infinito.

Questo significa perdonare.

Significa adattarsi in modo così profondo alle situazioni, al momento, al presente, da poter considerare la ferita che ci è stata data come diversa da chi ce l’ha inferta e ad esso non appartenente. Questo solo questo consente all’amore di sgorgare e travolgerci. Perdonare significa rimuovere massi che ci condannano alla solitudine e all’infelicità perchè non ci consentono di amare.

Allora il Cielo in questi giorni ci sta regalando la forza e la volontà del Capricorno, il suo stare con il dolore, con la difficoltà, con il sacrificio come lo stambecco che si arrampica in montagna e la capacità avvolgente e altamente tollerante del Pesci, il suo potere fluidificante e curativo, non dimentichiamo che questo è il luogo dello zodiaco a cui appartengono medici e missionari di altissimo livello, guaritori, sciamani e maghi bianchi.

Questo è il momento purificativo in cui davvero è possibile guardarci dentro e con convinzione perdonare quello che ci ha segnati, impauriti, rimpiccioliti e demoliti. Commesso da noi o da altri. Autoinferto o subito che sia.

Staccare tutto questo da chi può esserne stato il responsabile significa consentire al cuore di espandersi.

Che possa farlo e accogliere il nuovo che sta per giungere.

Pace&Amore.

 

Francesca Spades

www.facebook.com/AstrologiaKarmicaPerAnimeConfuse

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