l'alba del sesto sole

PLUTONE,IL PANICO E IL MELOGRANO DELL’IMMORTALITA’ (possibili effetti collaterali di Urano in Toro) di Francesca Spades

| 0 commenti

Gli attacchi di panico sono un’esperienza che spesso rappresenta nella vita delle persone uno spartiacque.

C’è il prima e c’è il dopo.

E’ un accadimento che cambia i connotati dell’esistenza. A volte ci costruisce attorno gabbie invisibili fatte di paure, fobie e di quel senso di angoscia e perdita di terra sotto i piedi che potrebbe attivarsi da un momento all’altro e portarci sull’orlo del baratro ancora una volta. Il grande baratro. Un amico psichiatra un dì mi disse che in gergo tecnico gli attacchi di panico sono chiamati “sindrome da morte imminente”. Mi è rimasta dentro questa definizione perchè la trovai immediatamente illuminante sullo stato che si produce nell’interiorità di coloro che ne sono colpiti. Tutto concorre a credere di essere sul punto del grande trapasso in effetti. Di quella soglia nera e ignota che delimita i contorni della nostra esistenza come l’unica cosa veramente certa. Da bambina questo mi ripeteva la nonna e poi anche mia madre. L’unica cosa davvero certa nella vita è la morte.

Magari era un concetto troppo duro per una bambina.

O forse no. Forse era giusto per me, era giusto per le conquiste interiori che avrei dovuto portare a risultato in questa vita. I genitori non ci capitano come saremmo portati a credere sulla base del caso a cui abbiamo delegato quasi tutto nelle nostre esistenze. Scegliamo le famiglie in cui incarnare e scegliamo le tematiche con cui  fare i conti giorno per giorno, questo mi ha insegnato l’Astrologia karmica quando è venuta salvificamente alle mie mani nel corso del tempo.

Ma il panico cos’è ? Non intendo addentrarmi nella competenza del terapeuta, che è l’unica figura deputata alla cura e allo scioglimento di situazioni dolorose e irrisolte.

Vorrei piuttosto approcciare l’argomento con gli strumenti che ho e che mi sono familiari, con quel meraviglioso intento descrittivo/analogico che possiede il sapere astrologico.

Il panico è una grande paura.

Un terremoto interiore che sovverte il nostro mondo. Gli inferi del nostro inconscio sembrano liberare come geyser nella parte vigile di noi stessi dei terrori fino al giorno prima inesistenti. Paura dei luoghi chiusi, dei luoghi aperti, dell’automobile, dell’ascensore, dell’aereo, di stare soli, di stare in mezzo a troppe persone, di morire per una qualunque causa dalla crisi cardiaca a quella respiratoria, passando per shock anafilattici e per qualunque altro accadimento letale. Il corpo arriva a riprodurre i sintomi di queste efferate vicende corporee come se volesse imitare la morte, le vie di concretizzazione della morte. Nell’imitazione della nera signora  allora si riversa tutta la sintomatologia della letteratura medica a riguardo: tachicardia, senso di soffocamento, di mancamento, giramenti di capo, pressione alle stelle, financo sensazione di uscita dal corpo (ahimè sperimentata in prima persona in quei difficili momenti più di una volta).

Astrologicamente è fin troppo facile individuare il principio Plutone/Scorpione sotto tutto questo.

Il regno di Plutone è quello dell’Ade, di quel sottosuolo ignoto che nel mondo del mito vive parallelamente a quello illuminato dal sole e dalla benevolenza degli Dei. Ade infatti, Re dei morti, vive confinato in un regno sotterraneo a cui gli umani non hanno accesso. E’ il Dio dell’invisibilità, lo deve al suo elmo magico che gli consente di non esser visto. E’ quel Dio che riesce indisturbato a rapire Persefone alla madre Demetra, strappandola alla luce, al mondo dei vivi e dunque anche al mondo mortale.

E Persefone è l’immagine archetipica di tutti noi quando veniamo avvolti dalle spire di un evento Plutonico come l’irrompere del panico nelle nostre vite.

Plutone e l'Evoluzione dell'Anima
Astrologia Evolutiva

Voto medio su 1 recensioni: Da non perdere

€ 19,50

Come Persefone veniamo di colpo sottratti al tepore della vita che stavamo conducendo in superficie e veniamo catapultati in una realtà d’improvviso diversa. Fatta di allarme, di insicurezza, di corse dal medico, spesso di farmaci che ci vengono prescritti per dare all’anima un pò di pace. Il farmaco. Ancora Plutone. Manifesta è la radice greca di questo vocabolo: veleno. Pozione che ci consente di produrre un effetto trasformativo. Di guarire. Di passare da una situazione di patologia a una di salute e/o normalità.

E Plutone infatti è il Signore delle trasformazioni.

Nell’archetipo dello Scorpione la nostra coscienza è chiamata ad esperire la grande trasformazione alchemica della morte. La necessaria nigredo per potersi scoprire non solo ancora viva, ma espansa e redenta. Per poter spiccare nell’archetipo successivo del Sagittario quel salto verso il Cielo, che è religio, ovvero riconnessione al Divino.

La natura in Novembre infatti esperisce la sua  grande e ciclica notte.

Le luce cede il passo all’oscurità. Gli alberi si liberano delle foglie, le piogge sferzano il suolo. Tutto sembra morire. L’acqua ristagna fredda nella terra e questa inizia la sua danza di marcescenza che deve renderla più fertile,  per consentirle, quando sarà il momento, di germogliare ancora.

Si tratta di un momento nero ma apparente.

Allora la forza di Plutone che si apre una breccia così violenta nelle nostre vite da quasi eradicarle che tipo di significato esprime? Cosa vuole?

Plutone pretende il cambiamento.

Plutone pretende che si scenda nel nostro inconscio e lo si guardi, che si prenda coscienza di bisogni che non abbiamo appagato, di spazi di libertà che non ci siamo concessi. Pretende che si metta mano alla propria esistenza e si inizi a vivere in modo diverso, considerando degli aspetti di noi stessi che forse avevamo tagliato via o sotterrato. Per paura, per essere accettati, per essere amati, considerati, notati,  per non intraprendere guerre o per estinguerle.

Interpretare il Mito
Come percorso di autoconoscenza
€ 14,00

 

Non è raro infatti che gli attacchi di panico ci aprano davanti un grande cammino di autoconoscenza, che ci spingano ad entrare in percorsi terapeutici ( la psicologia e l’analisi psicologica sono ancora sotto l’archetipo Scorpione in quanto sondanti la profondità del nostro inconscio). Ed è l’unica via che Plutone desidera si imbocchi.

Le sue non sono mai pretese facili. Sono pretese che arrivano in modo subdolo e potente nelle nostre vite. Ci puntano un’arma contro. Ci mettono di fronte all’aut aut. O cambi qualcosa o sarò io a farti cambiare a modo mio. Questo è il monito ricattatorio di Plutone. Ade non chiede permesso a Persefone. Si è innamorato di lei osservandola nel buio del suo regno, dalla sua eterna invisibilità, e semplicemente ha deciso di farla sua conformemente alla sua natura: imponendo.

Ma cosa offre in cambio una divinità tanto potente e tanto ricattatoria?

Nell’economia polare della nostra esistenza non c’è nulla che non abbia una valenza negativa e anche una positiva. Lo stesso Dio degli inferi dal mito mostra il suo lato munifico.

Plutone è anche il Dio della ricchezza. Plutos in greco significa ricchezza.

Parte del mito che lo riguarda infatti narra di come le più grandi ricchezze delle Terra siano nascoste nel Regno dell’oltretomba, sotto il controllo vigile e costante di Ade.

L’ottava casa della nostra carta natale è il luogo astrologico dello Scorpione e nell’Astrologia tradizionale infatti è anche il luogo dei lasciti ereditari, di quelle ricchezze che possono pioverci addosso nella vita come conseguenza del trapasso dei nostri congiunti, e quindi simbolicamente come risultanza di un cambiamento profondo.

Ade porta con se Persefone e le offre da mangiare il frutto incantato del melograno che conferisce il dono dell’immortalità, sicchè essa non possa più lasciare gli Inferi. Siamo magari ancora di fronte ad un atteggiamento subdolo e impositivo, eppure in quel frutto c’è la panacea di ogni male, c’è la vita eterna che ogni essere brama, c’è la suprema espansione della coscienza.

Ade ha chiesto tutto a Persefone, in cambio le ha donato più di quel tutto.

L’ha resa divina, trasmutando completamente la sua natura umana in qualcosa di molto più alto ed evoluto.

Allora gli attacchi di panico, come longa manus di Plutone sulle nostre esistenze potrebbero celare in sè stessi il melograno che di cui siamo alla ricerca, il viatico per una crescita interiore esponenziale che, se accettata, chissà dove può condurci, a quale profonda connessione con quel nostro Sè superiore che è la parte più autentica e divina di noi stessi.

E il cielo di questo momento con il passaggio di Urano in Toro rende assai attuale questa spinosa tematica. Un’energia dirompente come quella del Signore del cielo nella terra fertile e soffice del Toro potrebbe risvegliare il Plutone che si colloca all’estremo opposto di questo meraviglioso e venusiano archetipo.

Non mi stupirebbe constatare una fioritura statistica di attacchi di panico in questo momento storico, nè un riattivarsi di questa esperienza in chi ha già avuto modo di confrontarsi con essa. Il Toro si pone al polo opposto dello Scorpione, ciascun archetipo si specchia nell’altro e ciascun archetipo può rappresentare l’ombra dell’altro. Il Toro spesso è refrattario ai cambiamenti che chiede e desidera il suo opposto, ma Urano in transito è una forza che porta liberazione, rilascio, rottura e distacco.

Spesso la libertà si può conquistare solo appagando una trasformazione interiore che può apparire spaventosa.

De Andrè cantava che dai diamanti non nasce niente, mentre dal letame ( ancora principo Plutone)  nascono i fiori.

Mi auguro e mi piacerebbe che dal letame di ogni singola esistenza possano sbocciare dei fiori profumatissimi nei nostri percorsi di vita.

Grandi e colorati almeno quanto i cambiamenti che sono stati necessari per vederli fiorire.

Love

Francesca Spades

www.facebook.com/AstrologiaKarmicaPerAnimeConfuse

Se il mio sito per te è fonte di
crescita ed evoluzione
sostienilo con una donazione



Grazie

Loading…

 

Grazie...

Condividi

Lascia un commento

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.