l'alba del sesto sole

SAI COME SI VIVE QUANDO SI HA PAURA DI ESSERE RIFIUTATI ? di Vera Nika

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Sai come si vive quando si ha paura di essere rifiutati?

Non si vive.
Si rimane sempre fermi in se stessi, sulla propria superficie, anzi.
Non si scende neanche dentro di sè.
Perché si ha paura.
Perché il rifiuto, che si teme di ricevere dagli altri, in realtà è il rifiuto che noi stessi opponiamo a noi stessi, a tutte quelle parti di noi che non conosciamo e che sono nascoste lì dentro, lì sotto, e aspettano che noi ci accorgiamo di loro e scendiamo lì a prenderle.
Proprio lì, nei punti più dolorosi.
In quelli che fanno male, che fanno così tanto male che si sono congelati, nascosti, mascherati, in modo che non li vediamo e non ci sfiori l’idea di andare a rovistare proprio lì.


Sono luoghi dentro di noi dove abbiamo costruito pareti difensive, perché un evento doloroso ci aveva fatto così male che quel dolore non riuscivamo a sopportarlo.
Ma quelle pareti servivano allora.
Allora, ci hanno protetto e ci sono state amiche.
Adesso, invece, ci ostacolano, perché ci impediscono di vederci, di scoprirci, di conoscerci.
Così, lasciamo tutte quelle parti di noi lì sotto, sepolte sotto grovigli di emozioni congelate, che abbiamo appositamente addensato sopra, e non ci vediamo.
Non ci siamo più guardati da quelle volte, non ci siamo parlati, non ci siamo accolti e continuiamo a rifiutarci.
Continuiamo a rifiutare noi stessi e temiamo, conseguentemente, il rifiuto degli altri.
E, quando si teme di essere rifiutati, si vive male.
Si vive con il freno a mano tirato.
Si vive in disparte.
Si vive dietro le quinte.
Oppure, ed è peggio, si vive credendo di vivere davvero e, invece, si è chiusi in se stessi, tirati, in punta di piedi, senza accorgersene.


Si annusa soltanto la torta, senza morderla.
Non si osa dire che si vuole una fetta, neanche a se stessi, perché il dolore che ci causerebbe il rifiuto è più forte della determinazione a chiederla!
Si dice a se stessi che si vuole quella fetta, ma non si fa nulla per prenderla.
Si guarda, si desidera, si inizia ad allungare la mano ma, poi, la si ritira.
Perché c’è quella paura del rifiuto, che, silente, blocca e rovina tutti i nostri desideri.
Ci sono tutte quelle parti, lì dentro, che non abbiamo abbracciato e ci impediscono di vivere la vita che vorremmo.
Sono lì che aspettano che noi scendiamo a scongelarle, ma noi non scendiamo.
E rimangono lì sotto, sole, tenendosi i nostri doni, i nostri talenti, i nostri aspetti più belli.
E allora, tutto quello che dobbiamo fare è andarle a cercare ed abbracciarle.
È aprire gli occhi, guardarci allo specchio, senza mentire, e chiederci che cosa non vogliamo vedere.
Qual è quel dolore così grande che ci ha bloccati.


E se non riusciamo a trovare la risposta, perché fa male, se non riusciamo neanche a farci le domande, perché fa male, dobbiamo essere pazienti con noi stessi e ritornare, il giorno dopo, a farci le stesse domande.
Perché quelle parti, congelate dal dolore e nel dolore, finché non le vedremo, ci impediranno di essere pienamente noi stessi, autentici, con tutte le vere dimensioni di cui siamo fatti, con tutti gli aspetti che ci compongono.
E il risultato è che, se non siamo autentici, se non siamo noi, pienamente noi, non stiamo vivendo la nostra vita.
Ed è un gran peccato!
Vera Nika

Fonte : https://www.facebook.com/Traanimaedego/

Immagine: https://www.pinterest.it/pin/33847434677504198/

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