di Michela Ruffino
Non ho mai sentito parlare di “intossicazione spirituale” finché non sono stata io ad imbattermi in questa
esperienza che è molto più comune di quanto pensassi, ed ho pensato di parlare di questo fenomeno dei
nostri tempi, chiamandolo in questo modo. Un tempo la spiritualità, gli insegnamenti esoterici ed olistici,
erano difficili da trovare. Potevi imbatterti in un libro e poi dover attendere mesi per trovarne un altro che
finalmente venisse tradotto nella tua lingua. Incontravi un maestro e attendevi una volta l’anno per poterlo
rivedere, o addirittura andavi a fargli visita una sola volta nella vita, perché si trovava in un altro continente.
Avevi tutto il tempo, forzatamente, di far allineare tutto te stesso a quelle poche informazioni che ricevevi.
E questo a mio parere era un bene.
Col senno di poi, vista la mia esperienza e conosciuta quella di molte
persone, il rischio di fare una “intossicazione spirituale” era molto più basso, a meno che non finivi in una
setta. Ad oggi, coi mezzi di comunicazione di massa, con lo sfornare incessante di libri, con la
somministrazione gratuita on line di tantissimo materiale, col dilagare di workshop seri e semiseri, andiamo
troppo di fretta e bruciamo le tappe. Nella spiritualità fast food e fai da te, ingurgitiamo contenuti senza
rispetto verso la nostra psiche ed il nostro corpo. Con la forza della volontà facciamo violenza a noi stessi,
senza rendercene conto, nel disperato tentativo di aiutarci. Per questo un tempo i veri maestri si
nascondevano e si negavano, fintantoché l’allievo era pronto.
Potevamo riflettere giorni e mesi su una sola
frase sentita o letta, lasciare che ci trasformasse, tentare di applicarla nella realtà, senza fretta. Ad oggi
basta che qualcosa non ci dia soddisfazione nell’immediato che passiamo a qualcos’altro, avendone la
possibilità. Inoltre, essendosi accorciate le distanze tramite il web, di quel sapere o di quell’autore possiamo
fare indigestione: non c’è limite, niente e nessuno ci pone un limite, e questo crea gravi danni.
Volevo stare bene e ho seguito certi insegnamenti fino a stare male.
Tutto era a mio disposizione, in qualsiasi momento del giorno e della notte.
Questa è la mia testimonianza come quella di altre persone che sto aiutando ad uscire dal circolo vizioso
della crescita personale e del risveglio spirituale e riprendere in mano la propria vita.
Cosa ci spinge verso i percorsi di crescita personale e spirituale?
insoddisfazione e
desiderio di felicità
convinzione di dover cambiare caratterialmente
liberarsi da legami con persone moleste
sanare ferite dell’infanzia
un grave lutto.
Questo è un breve elenco, non esaustivo, delle motivazioni comprensibili che talvolta possono portarci ad
un circolo vizioso di corsi e percorsi senza fine finché non raggiungiamo un livello di saturazione, con un
disequilibrio peggiore rispetto a quando avevamo intrapreso il percorso.
Ecco alcuni dei sintomi di quella che io chiamo “intossicazione spirituale”
pensieri ossessivi e stordimento mentale, dovuto al lungo rimuginare e all’eccesso nell’auto-
osservazione
ansia, panico, paure uscite fuori dal nulla (disequilibrio del primo chakra che porta talvolta a
disconnessioni dal corpo, senso di svenimento, paura di stare da soli e o di immergersi nel proprio
sentire)
troppe insicurezze circa la prossima direzione da intraprendere nella propria vita, difficoltà a
concretizzare, indecisione e dicotomia fra la realtà e un mondo ideale
sensi di colpa, vergogna, perenne sensazione di doversi migliorare
insoddisfazione verso se stessi, verso la realtà che ci circonda, conflitto verso ciò che siamo,
abbiamo e realizziamo
distacco dai piaceri della vita
allontanamento dai propri familiari e amici, quando non porta ad una rinascita ma all’isolamento.
Antichi saperi sono stati distorti e vedo persone…
entrare in depressione alla ricerca del Sé,
buttare via i propri talenti perché tanto questo “è tutto un gioco”,
rinunciare ai loro progetti perché tanto “esiste solo l’adesso”,
restare in relazioni tossiche perché “tutto è uno specchio” e illudersi di trovare ancora qualche
insegnamento,
impassibili davanti al dolore altrui perché “tanto tutto è Dio” oppure “se l’è creato lui”,
sottoporsi a iniziazioni, prove di coraggio, farsi torturare verbalmente dai loro insegnanti, facendo
della lotta il leit motiv del loro percorso di risveglio,
auto-ghettizzarsi, dividere il mondo fra persone okay e non okay, fra risvegliati e inconsapevoli,
aumentando l’acredine che invece la vera consapevolezza dovrebbe smussare.
Dove è l’Amore in tutto questo? Dov’è la Vita?
Il maestro Roberto Assagioli diceva:
“Nell’essere umano non esistono solo le cantine,
ma anche i primi piani e le soffitte dalle quali poter guardare le stelle”.
Questa citazione per dirvi che le risorse sono più importanti delle ferite e delle ombre entro cui immergersi.
Concentrarsi sui propri talenti, sulle passioni e il bello che c’è nella nostra vita non è una via di fuga, bensì di
guarigione, talvolta anche inconsapevole, di molti nostri stati d’animo. A tal proposito il dott. Raffaele
Morelli dice: “Non ho mai visto in tanti anni di lavoro nessuno che abbia risolto i suoi problemi ragionandoci
su o cercando soluzioni seconda la logica comune. Ho visto invece star bene tante persone quando le
immagini trovavano spazio nella loro vita, quando irrompevano e veniva fatto loro posto. Se i disagi si
trasformano in Immagini, ogni prodigio terapeutico può accadere. Non è mai qualcosa di esterno a farci star
male, ma la dimenticanza, la rimozione di ciò che siamo nel profondo, della nostra autenticità, della nostra
unicità.”
Se in qualche modo avete fatto over dose di studi, pratiche, terapeuti e maestri, ricordatevi che le
oscillazioni sono utili al nostro percorso di crescita. Non sono i sapere e gli strumenti in sé e per sé a creare
disequilibrio, ma l’uso che ne facciamo. Solo disintossicandosi vi renderete veramente conto di quale velo si
era frapposto fra voi e la percezione della realtà. Distinguerete ciò che va lasciato andare da ciò che è
estremamente valido per voi. Non perderete le cose buone che avete appreso, quelle restano perché
oramai sono assimilate, ma ritroverete voi stessi e le vostre risorse. Tornare nella vita di tutti giorni,
accantonando momentaneamente certe credenze, non farà di voi dei peccatori o dei dormienti. Potreste
scoprire di essere stati sempre okay, sempre svegli…
Michela Ruffino
Michela Ruffino opera come Counselor a Roma, raggiungibile anche da tutta Italia e dall’estero grazie alla
video chiamata. Se ti risuona ciò che scrive valuta una consulenza, visita il sito web
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Disclaimer.
Michela Ruffino opera come Counsellor, professionista della relazione d’aiuto, ai sensi della
L.4/2013. Il Counsellor non è psicologo, né psicoterapeuta, né medico generico, né medico psichiatra,
pertanto i servizi offerti e i contenuti pubblicati non hanno finalità terapeutiche, di cura o di diagnosi
riservate a tali figure professionali.
Michela ha scritto il libro formativo “TIAGO E IL GOBLIN. RICORDA CHI SEI”. Un racconto per giovani ed
adulti aspiranti alchimisti alle prese con i propri ‘demoni interiori’. Il racconto è completo di tre semplici
esercizi per ricordare la Presenza.
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