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10 ABITUDINI TOSSICHE CHE CONSUMANO LE TUE ENERGIE

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“È tempo di rompere le abitudini che ti hanno bloccato finora. Rispetta te stesso abbastanza da lasciar andare la mentalità e le routine che stanno consumando le tue energie.”

1. Fingere che tutto sia OK anche quando non lo è. 
Ti senti sopraffatto? Senti di voler lasciar perdere tutto? Non c’è nulla di cui vergognarti in tutto questo. Tu non sei un robot perfetto e impeccabile in ogni circostanza. Non c’è vergogna ad ammettere a te stesso che ti senti esausto, dubbioso o giù di tono. Questo è un aspetto naturale dell’essere umano. Il semplice fatto di essere consapevole di tutto ciò è l’aspetto decisivo nel riuscire a iniziare a cambiare le cose.
Va bene sentirsi a pezzi per un po’. Non devi sempre far finta di essere forte e non c’è bisogno di dimostrare costantemente che tutto sta andando bene. Non dovresti essere interessato a ciò che gli altri pensano di te, se per te è il momento di versare delle lacrime. Prima lo farai e prima sarai in grado di tornare nuovamente a sorridere.
2. Lasciare che il dolore del passato devasti tuo il presente. 
Se oggi mi sento più forte è anche grazie ai momenti duri che ho attraversato, agli errori che commesso e alle sfide ardue che ho affrontato. Se oggi sono piú felice è anche perché ho conosciuto la tristezza. Lo stesso può valere per te. Ogni conversazione difficile che hai sostenuto contiene un insegnamento prezioso. Ogni situazione sfidante che hai affrontato contiene un’opportunità per una più profonda auto-riflessione sulle tue azioni.
Ogni irritazione, dolore, frustrazione, delusione o momento di paura rappresentano una lezione di vita. Ricorda, nulla è così male come sembra. C’è una benedizione nascosta nelle pieghe di ogni esperienza e di ogni risultato. Quindi non rinunciare oggi a qualcosa solo perché ieri ti appariva in un certo modo. Ogni giorno è un nuovo giorno per riprovare.
3. Credere che i giorni migliori siano di fronte a te o dietro di te. 
Molti di noi trascorrono tutta la propria esistenza come se fossero intrappolati in un labirinto, pensando a come fuggire un giorno, e a quanto incredibile sarà la libertà, sognando un futuro felice che però non finiscono mai per realizzare. Troppo spesso usiamo il futuro per sfuggire al presente. Questo è precisamente ciò che rende molti di noi stressati e infelici. È sfortunatamente vero anche il rovescio della medaglia, ovvero l’ossessione verso il passato.
Quello che dovresti iniziare ad accettare è che ci sono solo due giorni in cui nulla può essere fatto. Uno è ieri e l’altro è domani. Così oggi, proprio ora, è il momento giusto per amare, ridere, lavorare e vivere con coraggio. Sì, questo momento ha bisogno della tua attenzione esclusiva, perché questo è l’unico momento in cui puoi essere veramente vivo.
4. Pensare che le tempeste della vita non ti abbiano reso una persona migliore. 
I tempi duri sono come delle tempeste furiose che soffiano contro di te. Ma queste tempeste non si limitano a impedirti di muoverti verso la direzione che vorresti seguire. Queste tempeste ti consentono anche di far emergere le parti più forti e coraggiose del tuo io, ti consentono di rivelarti per la persona che sei veramente. E questa è una grande cosa.
Oggi può forse sembrarti qualcosa di impensabile, ma un giorno ti guarderai indietro e una parte di te sarà grata e riconoscente per tutte le intemperie che hai dovuto affrontare. Per molti di noi, sono le tempeste della nostra vita che hanno fatto emergere la nostra compassione, la nostra gentilezza e la nostra dolcezza che altrimenti forse non avremmo mai conosciuto. E che ora possiamo donare agli altri, perché queste qualità sono ormai dentro di noi.
5. Resistere il cambiamento. 
Dovresti regolarmente confrontarti con te stesso e domandarti: “sto facendo ciò che è in mio potere per stare bene? Oppure sto cercando di scappare dai cambiamenti che l’esistenza mi propone?”. Prendi consapevolezza del fatto che nei processi di crescita non ci si sente sempre bene e a proprio agio, tutt’altro. Il vero indicatore del fatto che stai crescendo come persona è il sentirti, almeno inizialmente, a disagio, in difficoltà o fuori luogo.
Non evitare il disagio, non evitare il cambiamento – abbracciali. Canalizza la tua energia verso il processo di crescita. Ogni crescita ha inizio alla fine della tua zona di comfort. Quando ti senti a disagio, sii consapevole che il cambiamento in atto nella tua vita è un inizio, non una fine.
6. Preoccuparti, preoccuparti e preoccuparti, senza mai agire. 
 
La preoccupazione è il più grande nemico del momento presente. La preoccupazione non fa altro che rubare la tua gioia e tenerti molto occupato a non fare assolutamente nulla. E’ come usare la tua immaginazione per creare cose che non vuoi. Rompi questa abitudine negativa!
E’ molto meglio essere stanco dallo sforzo piuttosto che essere stanco perché hai sprecato energie preoccupandoti ma senza fare nulla. Non sprecare le tue energie evitando lo sforzo. Oggi, chiediti che cosa è veramente importante per te e quindi prendi il coraggio di costruire la tua giornata in base alla tua risposta.
7. Sacrificare tutto te stesso per gli altri. 
Non sacrificare troppo te stesso, perché se lo fai, rimarrà ben poco da poter donare agli altri, inclusi coloro a cui vuoi davvero bene. Ogni volta che ti senti soffocare, tieni a mente le avvertenze che ci vengono ricordate ogni volta che saliamo su un aereo – non dimenticare di proteggere la tua maschera di ossigeno prima di prenderti cura degli altri. Prenderti cura di te non ti rende egoista; al contrario, fa di te una persona altruista. In realtà, è la forma più vera di altruismo che si possa sperimentare. Infatti, soltanto attraverso un’attenta cura di sé è possibile prendersi cura degli altri.
Per poter costruire e mantenere delle relazioni davvero intense e significative con le persone che ti circondano, è necessario innanzitutto che tu impari ad essere il migliore amico di te stesso. E’ tutta una questione di innamorarti prima di te stesso e poi condividere il tuo amore con le persone a cui tieni, piuttosto che andare alla ricerca di amore per compensare un deficit di amor proprio.
8. Prendere tutto sul personale. 
C’è una quantità enorme di libertà che si riesce a guadagnare quando si inizia a non prendere le cose sul personale. Inizia a prendere consapevolezza del fatto che raramente le persone fanno qualcosa per farti un torto o un dispetto. Le persone quando fanno qualcosa la fanno pensando a se stessi. Così, anche quando sembra che ti stiano colpendo intenzionalmente sul piano personale, probabilmente non è così. Ricordalo.
E quando ti capita di sentirti arrabbiato, con il cuore spezzato o vittima di un’ingiustizia da parte di qualcun altro, prova a cercare dentro di te un seme di morbidezza, un posto nel tuo io più profondo da dove comprendere quanto dolore sta provando quella persona che ora ti offende, quali sofferenze sta attraversando la sua anima e come deve essersi indurito il suo cuore per comportarsi in tal modo.
9. Lasciare che i pensieri negativi prendano il meglio di te. 
Non credere a tutto quello che senti – e questo vale anche per il chiacchiericcio nella tua mente. Scegli di autocommiserarti e troverai una montagna di motivi per essere infelice. Scegli di essere felice e troverai una montagna di motivi per gioire.
Parlare dei nostri problemi, enfatizzandoli e rimarcandoli, è la nostra più grande dipendenza. Rompi questa abitudine negativa. Parla invece delle tue gioie, dei tuoi amori, dei tuoi sogni. Impara ad essere scandalosamente e irragionevolmente positivo. Impara ad essere divertente, creativo, ridicolo e gioioso allo stesso tempo. Tutto questo ti farà sentire meglio.
10. Rifiutare di lasciarti andare un po’ e aprirti alla vita. 
Per raggiungere la vera felicità ci vuole coraggio. Sto parlando del coraggio di mostrarti vulnerabile, di farti conoscere per ciò che sei, con i tuoi difetti e i tuoi limiti. Sto parlando del coraggio di esprimere le tue idee e i tuoi sentimenti, senza timore di fare brutte figure o essere giudicato dagli altri. Non è facile spingerti oltre la tua zona di comfort, scavare sempre più in profondità nel nucleo del tuo io più autentico e non solo accettare le parti imperfette di te stesso, ma anche riuscire ad esporle agli altri.
Devi essere disposto a liberarti dal pensiero comune di dover necessariamente apparire “figo” per poter piacere agli altri. Un consiglio: smetti di preoccuparti così tanto di ciò che gli altri pensano di te. Prendi posizione, fai una scelta coraggiosa: sii semplicemente te stesso. Accantona il pensiero di dover piacere agli altri e dì forte il tuo “sì” al momento presente, scegli di amare, di aprirti fino a essere ferito e di esprimere te stesso senza maschere o trucchi.

 

Perdere le Cattive Abitudini

7 commenti

  1. Mi sembra che il tutto sia naturalmente contenuto in qualunque progetto di crescita: se una persona non è alla “ricerca” a poco serve dirgli tutto questo. Se una persona è già alla ricerca, invece, queste cose le sa già.

  2. Condivido anche se spesso per me è difficile amarmi!

    • cara Monica, ti comprendo molto bene. Nessuno ci ha insegnato ad amare noi stessi. E’ una delle conquiste più difficili da fare nella nostra vita. Chiediamo agli altri di amare noi stessi quando siamo noi i prima a non farlo.

  3. E dire che chi è autenticamente avvolto da un’aura di sicurezza è proprio quella persona che va avanti da sé, senza guardare chi lo/la giudica e compiendo scelte consapevolmente.
    In casa la chiamiamo “Miticità”.

    In effetti a ben pensarci è così.

    Grazie, avevo bisogno di leggere queste parole.

    Saluti e buona vita

    • “chi è autenticamente avvolto da un’aura di sicurezza è quella persona che va avanti da sé, senza guardare chi lo/la giudica e compiendo scelte consapevolmente. In casa la chiamano miticità. A ben pensarci è così. Avevo bisogno di leggere queste parole.”

      Le scelte che si compiono, per definizione, si presume siano consapevoli, altrimenti si parla di disturbati mentali e non sarebbe la sede.
      Non intendo sminuire queste parole da cui taluni potranno trarre sollievo e giovamento, ma aggiungere il mio punto di vista tra gli altri. A me leggerle non determina proprio nulla di diverso, ma quando si viene spiati in continuazione persino nella sfera più privata, e si sabotano in questo modo eventuali pensieri, idee, tentativi di trovare un lavoro decente, si distorcono gli elementi acquisiti, e si provocano giudizi falsi e distruttivi nelle altre persone, altro che andare avanti ” compiendo scelte consapevoli”
      ma finiamola di prendere in giro, dico in un caso come questo, almeno.

      • No, non si è sempre consapevoli, anzi purtroppo le masse per secoli sono state guidate da pastori che come guida utilizzavano la paura per indirizzare.

        Scelta consapevole significa decidere consapevolmente cosa vuoi o non vuoi fare, fregandotene dei giudizi di chiunque, dai governi alle cerchie più strette di coloro che ti circondano, accettando il fatto che puoi doverti allontanare da coloro che hai conosciuto da sempre, compreso chi ti ha messo al mondo.
        Guardi in faccia dritto negli occhi chi ti critica, sostieni la sua forza, la sua energia aggressiva, il suo volerti piegare e lasci che ti attraversi, senza giudicarlo, semplicemente guardandolo e vedendolo per chi e cosa è: un essere umano.
        Dopo un pò comincerai a provare anche compassione per chi ti sta di fronte (e in alcuni casi un profondo desiderio di affrancartene).

        Parafrasando Dante Alighieri nel Secondo Canto:

        “O anima cortese mantoana,
        di cui la fama ancor nel mondo dura,
        e durerà quanto ’l mondo lontana, 60

        l’amico mio, e non de la ventura,
        ne la diserta piaggia è impedito
        sì nel cammin, che volt’è per paura; 63

        e temo che non sia già sì smarrito,
        ch’io mi sia tardi al soccorso levata,
        per quel ch’i’ ho di lui nel cielo udito. 66

        Or movi, e con la tua parola ornata
        e con ciò c’ha mestieri al suo campare
        l’aiuta, sì ch’i’ ne sia consolata. 69

        I’ son Beatrice che ti faccio andare;
        vegno del loco ove tornar disio;
        amor mi mosse, che mi fa parlare. 72

        Quando sarò dinanzi al segnor mio,
        di te mi loderò sovente a lui”.
        Tacette allora, e poi comincia’ io: 75

        “O donna di virtù, sola per cui
        l’umana spezie eccede ogne contento
        di quel ciel c’ha minor li cerchi sui, 78

        tanto m’aggrada il tuo comandamento,
        che l’ubidir, se già fosse, m’è tardi;
        più non t’è uo’ ch’aprirmi il tuo talento. 81

        Ma dimmi la cagion che non ti guardi
        de lo scender qua giuso in questo centro
        de l’ampio loco ove tornar tu ardi”. 84

        “Da che tu vuo’ saver cotanto a dentro,
        dirotti brievemente”, mi rispuose,
        “perch’io non temo di venir qua entro. 87

        Temer si dee di sole quelle cose
        c’hanno potenza di fare altrui male;
        de l’altre no, ché non son paurose. 90

        I’ son fatta da Dio, sua mercé, tale,
        che la vostra miseria non mi tange,
        né fiamma d’esto incendio non m’assale.

        — Gli ultimi due versi sono i più importanti

        Versione in Prosa:

        “O nobile anima mantovana, di cui la fama ancora perdura nel mondo e durerà tanto quanto il mondo, colui che mi amò in modo disinteressato (Dante) sul pendio deserto di un colle è impedito a tal punto che si è voltato indietro per paura;

        e temo che sia già smarrito a tal punto che io mi sono mossa troppo tardi per soccorrerlo, per quello che ho sentito su di lui in cielo.

        Ora muoviti, e con la tua parola elegante, e con ciò che è necessario per la sua salvezza, aiutalo in modo che io ne sia consolata.

        Io che ti faccio andare sono Beatrice; vengo da dove desidero tornare; l’amore mi ha fatto venire qui a parlarti.

        Quando sarò davanti a Dio, spesso loderò il tuo nome”. Allora tacque e io risposi:

        “O donna virtuosa, l’unica per cui la specie umana si eleva al di sopra di tutto ciò che si trova sotto il cielo della Luna, la tua richiesta mi trova così d’accordo che se anche avessi giù ubbidito sarebbe tardi; non devi fare altro che dirmi quello che vuoi.

        Ma dimmi il motivo per cui non hai timore nello scendere quaggiù, all’Inferno, dal luogo più ampio dove desideri tornare”.

        Lei mi rispose: “Poiché vuoi maggiori dettagli, ti spiegherò in breve il motivo per cui non temo di venire qua dentro.

        Si devono temere soltanto quelle cose che hanno il potere di fare male agli altri; le altre no, poiché non sono spaventose.

        Io sono resa da Dio, bontà sua, tale che la vostra miseria non mi tocca e nessuna fiamma dell’Inferno può danneggiarmi.

        — Gli ultimi due versi sono i più importanti

        Dante Alighieri la sapeva lunga.
        Nella sua opera Commedìa è tutto scritto per disteso, è un’ottima guida al viaggio interiore nella propria oscurità.
        Sono al 27 canto dell’Inferno e vedere il Cherubino Nero che prende Guido da Montefeltro e lo porta via nella bolgia dei consiglieri fraudolenti spiegando che nessuno può portarti in paradiso all’infuori di te stesso (il dannato incolpò Papa Bonifacio VIII per averlo ricondotto nell’oscurità ma lui stesso ha scelto di precipitarvi nuovamente dopo essersi fatto frate francescano e nel cuore non v’era più alcuna luce divina, solo oscurità, rabbia e rancore), è stato illuminante.

        Spero di essere stata chiara, spesso mi dilungo e giro intorno al nocciolo della questione.
        Saluti e buon anno nuovo, a te e tutti i tuoi cari nel cuore

  4. I versi di Dante Alighieri sono a libera interpretazione, ognuno ci vede quello che vuole, e io non sento il bisogno di andare a interpretarli, anche perché non ho oscurità interiori verso cui dover andare a fare viaggi. Perciò non mi vien voglia di soffermarmi neanche sulle prose personali altrui.
    Inoltre spesso si citano casi e situazioni di altri, personaggi della letteratura, o moderni, che riferiscono solo delle loro specifiche condizioni e non possono esser presi a esempio ad una seconda o terza persona di passaggio.
    Per esempio io non ho parlato di critiche, non ho da dover guardare negli occhi qualcuno che di fronte, con forza, mi sta rivolgendo critiche, perché non c’è. Ma certo che una critica è un giudizio, e una persona a sua volta non giudica/risponde se trova il giudizio esatto, altrimenti, dà il suo giudizio/risposta a sua volta. Perché non darlo, e meditare solo sull’essere umano, che entrambi si è, significa ammettere tutto per vero.

    È pacifico che scelta consapevole significa sapere cosa vuoi o non vuoi fare, per definizione appunto, e che nella vita ci si trova, in continuazione, a doversi allontanare da persone che si sono anche frequentate per lungo tempo, ed è più che normale per i figli allontanarsi dai genitori,
    Che si possa scegliere non correttamente perché si sono avute informazioni errate è un’altro discorso, 
    come le paure nelle masse, nella massa sono tutte le persone pastori compresi.
    Ma uno può “fregarsene” benissimo del pensiero degli altri, come è la norma, e decidere consapevolmente quello che vuole o non vuole fare, ma se viene osservato/controllato in continuazione, ovvero perseguitato, e impedito in ogni minima iniziativa, soffocato in ogni aspetto della vita, da quello materiale a quello morale, può decidere quello che vuole, ma nulla valgono le sue decisioni, nulla le sue possibilità, capacità, particolarità. Nulla dipende da lui, altro che scelte e decisioni.
    E in questo caso, nemmeno chi così opera può ottenere le stesse cose.

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