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E POI ACCADDE SENZA PREAVVISO….LA RIVOLUZIONE INTERIORE di Caroline Mary Moore

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Dedico quest’articolo a chi si sta risvegliando proprio ora. Magari siete confusi, inondati da un mare d’informazione che sembra arrivare da qualche luogo surreale lontano dalla vostra realtà. Niente sembra più sicuro, a parte una sola cosa – tutto sta cambiando.

Anni fa, scioccamente, avevo creduto che niente potesse mai cambiare, perché secondo il mio parere, non ero destinata a vivere una vita migliore di quella che avevo. Com’ero ingenua!

E poi accadde senza preavviso…la rivoluzione interiore.

Il risveglio spirituale per me è stato come un giro sulle ‘montagne russe’, eccitante ma…allo stesso tempo – destabilizzante. Ma, non tutti i risvegli spirituali sono così, per qualcuno potrebbe incominciare leggendo una frase di un libro, oppure tramite un sogno, o semplicemente un’improvvisa presa di coscienza di non voler più vivere in un certo modo. Le possibilità sono infinite e ogni esperienze sarà compresa solo da chi la vive; in ogni modo, una rinascita dello spirito può essere vissuto come un episodio meraviglioso oppure come uno shock: la regola è – non ci sono regole, e sarà diverso per ognuno di noi.

Tuttavia, il primo sintomo è in genere una sensazione sottile di un’inspiegabile apprensione che non può essere colmato con le solite distrazioni. Questo senso d’inquietudine è parecchio scomodo. Vi è poi un indefinito anelito che spinge molti a cercare di riaccendere rapporti e rivivere i tempi passati prima del risveglio, nella vana speranza di placcare lo smarrimento, altri invece sono proiettati verso il futuro, nell’attesa di raggiungere il nuovo mondo che sta nascendo, ma che appare sempre più lontana. Un altro sintomo comune è prendersi la coscienza di ritrovarsi ripetutamente in un circolo ‘vizioso’ – fallimento di coppia, problemi lavorativi, difficoltà finanziarie, facendo scelte che sembrano diverse, ma che in fondo sono sempre uguali. Questi sintomi rivelano la ‘spinta’ dell’anima nella sua ricerca per emergere, e quando accade, possiamo assecondarlo, oppure negarlo rendendo tutto più doloroso e complicato.

In ogni caso, siamo tutti guidati da una forza amorevole che cercherà sempre di sostenerci in qualsiasi non-scelta, e ogni nostra resistenza. Quella forza amorevole riproverà ancora e ancora, finché un giorno un incidente particolare attirerà la nostra attenzione e improvvisamente la chiave girerà nella serratura e con un po’ di pressione la porta si spalancherà invitandoci ad entrare.

Se la scelta va verso prediligere l’anima, dare spazio alla spiritualità non significa raggiungere la ‘perfezione’ bensì l’autenticità, ovvero, la totalità dell’essere, sia in luce, sia in ombra; molti s’ingannano riguardo all’aspetto delle persone ‘spirituali’, come se l’interiorità autentica potesse essere manifestata con l’abbigliamento, un sorriso smagliante e con un apparenza solare perenne, accompagnati dai discorsi ‘saggi’. Le persone autentiche spesso sono valutate “sbagliate” perché sono giudicate da un prospettivo moralistico, ma il punto non è diventare una persona migliore, bensì essere il migliore che si può essere in ogni momento. Anche se qualche volta, quel ‘massimo’ è veramente poco, e pur sempre la somma totale di quello che abbiamo da offrire.

E’ importante ricordare che nessuno è perfetto. Per essere integri anche l’ombra, il lato scomodo e meno ‘brillante’, va incluso e riconosciuto, perché nonostante le apparenze, nessuno ne è sprovvisto. Anche i veterani spirituali dopo anni di ricerca su di sé, fanno errori, convivono con i loro dubbi, frustrazioni e incertezze – la spiritualità non significa vivere senza problemi, è il ‘come’ si vive l’avversità, ciò che conta, perché quando determiniamo di evitare che le emozioni limitanti ci trascinino nella disperazione, imparando a riconoscere la mente indisciplinata, possiamo condurre una vita più armoniosa per davvero.

Per me oramai sono passati vent’anni, ma a volte mi capita ancora di rimanere impigliata nella rete della mia stessa mente che mi fa precipitare e vacillare nella fiducia del processo. Quando questo accade, mi sembra di non aver fatto niente, risolto niente, trasformato niente nei venti anni che percorro questa Rivoluzione Interiore. Poi… l’altro giorno ho preso in mano il libro che ho scritto nel 2000. Aprendo le pagine, cominciai a leggere alcune righe che descrivevano un periodo molto particolare della mia vita; Improvvisamente, fui piroettata nel passato, e in quell’istante mi sono resa conto di quanta strada effettivamente ho percorso negli anni.

Leggevo di un’epoca in cui non ero capace di rendermi conto del mio stato d’animo, che oggi potrei definire depresso. Un abisso nero mi aveva intrappolato, causato da un groviglio di esasperazione, frustrazione e impotenza. Lottavo disperatamente per non farmi sopraffare, eppure questa forza era diventata troppo forte per me ed io non riuscivo più a resisterle: ero nel mio inferno personale senza luce, senza scampo, con nessuna possibilità di fuga, e lo sforzo di uscire era troppo grande – ero completamente persa. C’era qualcosa di terribilmente ‘sbagliato’ in me e peggio ancora – la causa della mia sofferenza mi era completamente sconosciuta.

*E poi, una notte mi svegliai a causa di una voce insistente che sembrava ripetere al mio orecchio:  “na tatè, na tatè, na tatè”. Aprì gli occhi lentamente per mettere a fuoco e lì, proprio davanti a me, vidi la cosa più sorprendente che potevo mai immaginare: una Tigre Siberiana!

I colori del suo manto erano luminosi e i suoi occhi brillavano come grandi bottoni gialli e neri. L’immagine sembrava vibrare quando i muscoli sotto la pelliccia si muovevano ad ogni respiro. Il suo manto setoso emanava delle piccole onde. La Tigre era viva!

Rimasi immobile per un tempo che sembrava infinito, incapace di muovermi per paura di cancellare quell’immagine sorprendente. Più ammiravo quella visione, più il mio cuore si nutriva di quell’amore che irradiava da quei occhi cosi incredibilmente belli.

Lei, la Tigre, non emetteva suoni, eppure avevo la sensazione che mi stesse rassicurando, la sua presenza mi colmava di un senso di meraviglia e di pace. Stranamente, lì da sola nel mio letto non avevo paura. Ero immersa nella luminosità di quei colori che brillavano davanti ai miei occhi, l’immagine della Tigre sembrava reale, così reale che fui tentata di allungare la mano per toccare quell’energia misteriosa che, per qualche assurdo motivo, aveva scelto me per manifestarsi.

Dopo un po’ la visione sparì e io rimasi lì per il resto della notte, sperando nel suo ritorno. Non sapevo cosa fosse o cosa volesse da me, ma sapevo che in qualche modo era lì per aiutarmi ad attraversare quel periodo di smarrimento.*

Una Tigre? Certo, è fuori del comune, ma non è rilevante come si riesce a portare il cavallo all’acqua, l’importante è che beve e questo è esattamente quello che ho fatto; ho bevuto e bevuto con una sete che non sapevo di avere. Non potevo sapere quanto quella notte avrebbe contato per la mia vita, ma con il passare degli anni, quell’esperienza, così intima e preziosa, era andata persa nei miei ricordi. Tuttavia, il confronto con il passato mi è servito, il libro ha innescato un ricordo, riportandomi nuovamente sul mio cammino, facilitando il riconoscimento della mia forza interiore cresciuta attraverso gli anni. In quel momento scoprì con gioia quanto fosse più leggero il mio cuore vent’anni più tardi, e sorpresa mi sono chiesta: ma come facevo a vivere con cosi tanto dolore?”

Come molti di voi, eseguendo la cosiddetta “pesatura del cuore” con le piume, il risultato fu un risveglio dell’anima molto attesa, accompagnato dall’inspirazione ardente di percorrere quella laboriosa salita dagli abissi del mio essere su per il monte interiore. Ora, fuori dal mio stesso inferno, con cuor più leggero, solo oggi sono in grado di riconoscere la bellezza del viaggio. Anche se è vero che la strada è solitaria, ho scoperto che l’amore è più bello, più ricco se condiviso. Chi come me ha scelto la via della spiritualità, mira alla cima dal proprio monte analogo, tuttavia se spalancate le porte dei vostri cuori, vedrete che è una montagna abbastanza grande per tutta l’umanità, dove ce’ un posto riservato per tutti noi.

Per chi sta incominciando il viaggio solo ora, benvenuti nel mondo della spiritualità. Siamo meravigliosamente umani, dopo di tutto, non bisogna dimenticare o svalorizzare l’esperienza di una vita vissuta tra molteplici contrazioni ed espansioni, quel movimento perpetuo di “sentimenti” che determinano l’avversità insieme alle gioie da assaporare, perché in entrambi casi, ci hanno permesso di essere chi siamo oggi.

Il cammino sarà glorioso e impegnativo allo stesso modo, ma vale ogni passo, ogni lacrime, ogni sbalzo del cuore perché la vita è un dono, un viaggio che va sperimentato e vissuto pienamente; la mente razionale vorrebbe sapere dove siamo diretti, ma per la crescita personale il traguardo non è mai importante, ciò che conta è sempre il viaggio. Chi invece cammina questa strada da tanti anni, fate un tuffo ogni tanto nel passato per valorizzare dove siete ora…per non dimenticare mai quanta strada avete già percorso.

Caroline Mary Moore

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