Cammina Nel Sole

l'alba del sesto sole

“IL CORPO EMOZIONALE”…IL SECONDO CORPO SOTTILE : IL RESPIRO TRA IL PIACERE E L’AVVERSIONE di Caroline Mary Moore

| 0 commenti

corpi-aurici

Il Secondo Corpo Sottile: il respiro tra il piacere e l’avversione  

 

Il secondo corpo sottile ha una struttura molto fluida ed è associato alla dimensione del relazionarsi, dei sentimenti, del nutrimento emozionale e del piacere, perciò per eccellenza, è il fulcro del sentire. Il suo ritmo di respiro è: piacere/simpatia = espansione, e aversione/antipatia = contrazione, perciò le esperienza del seconda corpo rientrano in due categorie: provare piacere/simpatia oppure aversione/antipatia. Come per gli altri corpi sottili, il movimento fra le polarità è paragonabile al respiro polmonare.

Il sentire piacere, il fondersi nelle relazioni, nutrono il secondo corpo. Nelle fase dell’ispirazione, questo corpo ha la capacità di assorbire sensazioni piacevoli allo stesso modo in cui la spugna assorbe l’acqua. Tuttavia, arriva sempre il momento in cui la spugna è satura, incapace di assorbire altro; raggiunto il punto di ispirazione abbiamo bisogno di espirare (riposo, ritiro, tempo per sé) e il staccarci delle influenze assorbite. Purtroppo nel mondo dei sentimenti, è proprio lì che le cose si complicano.

 

Dire No a te per dire Sì a Me

 

Come sappiamo, nel corpo fisico essere legati a una solo polarità respiratoria è impossibile, ma i corpi sottili, essendo non tangibili, non ci portano a vivere questa necessità, oppure sì?

Credo che siamo tutti testimoni dei problemi che l’inconsapevolezza crea nelle nostre relazioni affettive, ma si possono risolvere con la conoscenza del secondo corpo sottile e del suo respiro metafisico. Senza la consapevolezza, i nostri ideali e le nostre credenze sull’amore ci richiedono di mantenere il respiro a senso unico: nutrire l’altro, fondersi (altruismo) per poi sentirsi feriti, offesi, sbagliati, cattivi o pessimi genitori, se scegliamo il respiro inverso nell’espirazione (egoismo).

 

Con il respiro polmonare, non è ammissibile rimanere con i polmoni pieni, possiamo provare, ma poi si innesca il meccanismo di sopravvivenza: si respira involontariamente per salvarsi la vita. Anche nel respiro del secondo corpo sottile accade una cosa simile: per assecondare la sua necessità di respirare, il sistema energetico ci obbligherà a farlo comunque, ma in modo totalmente inconsapevole, magari scatenando una lite (anche per le cose banale), o addirittura un’esplosione totalmente sproporzionata e furiosa, nel tentativo di permettere al secondo corpo sottile di espirare, e a noi di allontanarci dalla situazione. Nonostante il dolore e lo scompiglio creato, seguirà un grande sospiro di sollievo.

Non è difficile capire perché ci ritroviamo impegolati in situazioni e drammi emozionali sconvolgenti: è un mezzo inconsapevole per portare il sistema energetico del secondo corpo in un stato di espirazione, perché ci porta a vivere non più nella “ fusione”, ma nel raccoglimento di noi stessi.

 

Il respiro corretto del secondo corpo sottile

 

  1. Respiro pieno: nutrire il sistema emozionale attraverso il fondersi nelle relazioni. Ci si nutre in modo equilibrato e vicendevolmente con gli amici, la famiglia, la coppia. Io nutro te, tu nutri me.
  2. Respiro vuoto: quando il sistema ha assorbito il nutrimento, per evitare un eccesso è necessario dire “no” al fondersi nelle relazioni per dire “sì” a sé stessi.
  3. Gentilmente diciamo “no” agli altri per dire “si” a noi stessi, cosi prendiamo tempo per le nostre necessità e bisogni, trovando un mezzo per procurarci nutrimento e prenderci cura di noi stessi.

 

Alcuni problemi che ostacolano un respiro corretto sono:

 

  1. Il seconda corpo sottile è strettamente legato al nutrimento materno e quindi non è in grado di soddisfare da solo le proprie necessità e i propri bisogni.
  2. Dire “no” agli altri crea un forte senso di colpa.
  3. Nelle relazioni, fondersi e nutrirsi in modo equilibrato e vicendevolmente è raro: si tende a cadere o nel ruolo di chi “salva”, dirige o fa “ la mamma” oppure in quello del bambino bisognoso dell’attenzione materna, che prende nutrimento senza restituirlo.
  4. Il buonismo e l’idea della “ brava persona” impediscono di mettere i propri bisogni davanti a quelli di un altro, se poi ci sono in mezzo i bambini…

 

Emozione: sconvolgimento

 

La parola “ emozione” viene dal latino emovere è significa “mettere in moto”, “potare fuori”. Interessante. Se ci pensiamo bene, è vero: usare un banale litigio o arrabbiarsi con un bimbo per una cosa da poco, solo per potere esprimere metafisicamente nel secondo corpo sottile, è proprio un “portare fuori” a dir poco sconvolgente! Quando accade, uscire dall’illusione è davvero un’impresa titanica e chi ci osserva potrebbe chiederci giustamente: “ Ma quanti anni hai?”.

Cosi come cresce il corpo fisico, anche il secondo corpo sottile ha bisogno di maturare (intelligenza emozionale contro intelligenza infantile), ma a causa dei dolori subiti nell’infanzia, raramente esso supera i dieci anni, anche quando fisicamente sì è adulti. La ragione di ciò sta nel fatto che ci è stato impedito di sviluppare l’intelligenza emotivo nel secondo corpo sottile con il ritmo naturale del suo respiro.

 

Non tutte le persone vivono le emozioni come farebbe una primadonna, in modo fortissimo, anzi a volta succede il contrario: non si riesce a provare emozioni perché sono bloccate, si perde contatto con la capacità di sentire a causa di schemi energetici congelati nel secondo corpo. Questi modelli energetici, sotto forma di pensieri, credenze e vissuti, racchiudono sentimenti congelati fin dall’infanzia, e, potremo paragonarli a mini-capsule del tempo, in cui sono conservati momenti dolorosi, quando il bambino ha deciso che essere vulnerabile gli causava sofferenza e ha bloccato il naturale sentire, elaborando una strategia di autodifesa. I dolori accumulati sono energie stagnanti che occupano sia il corpo fisico sia quello sottile e, a causa delle nostre incapacità d’espressione, rischiamo di vivere in una specie di limbo emozionale dove non esiste né piacere né avversione.

 

Soltanto quando le distorsioni del secondo corpo sottile cominciano a risanarsi, è possibile muoversi in un ritmo di respiro normale che rafforza le relazioni con un senso di reale intimità, armonia e soddisfazione. In quanto adulti non abbiamo più bisogno dell’approvazione dei genitori, ora possiamo scegliere, è un nostro diritto. Tuttavia sarà un diritto che accoglieremmo solo quando porteremmo la consapevolezza nel respiro emozionale del secondo corpo sottile.

 

Diventare grandi

 

Per vivere un rapporto funzionale, il respiro del secondo corpo sottile ha bisogno di essere portato in equilibrio nell’individuo, come accade per il corpo fisico: nessuno può respirare per noi. Senza un respiro ritmico e naturale nel secondo corpo sottile, si innescano comportamenti emozionali piuttosto complicati e limitanti. Nella fase del respiro dentro, dell’inspirazione, le persone possono diventare veri e propri “ vampiri”, poiché la paura di essere abbandonate a sé stesse innesca il pensiero che non è possibile sopravvivere da soli a che, quindi, sì ha bisogna della presenza dell’altra. Questa paura può scatenare una vasta gamma di reazioni, che vanno dal sacrificio ai ricatti emotivi. Nella polarità del respiro fuori, l’espirazione, la persona potrebbe negare di avere bisogno di tempo per sé, mossa da sensi di colpa, oppure crearsi una vita lavorativa talmente impegnativa da non essere presente nelle relazioni. In altre parole, ognuno complicherà a modo proprio la sua vita sentimentale se non è consapevole ed equilibrato. Esiste però una scelta. Individuare quale dei due respiri prevalgono nelle nostre relazioni significa aprirsi a un’introspezione che ci porterà, consapevolmente, a usare anche la modalità di respiro meno utilizzata.

Purtroppo le persone credono che siano gli altri i responsabili, quando invece, molto più semplicemente, per maturare emotivamente il bambino interiore deve crescere, e un mezzo per farlo è quello di imparare a respirare consapevolmente anche nella dimensione delle emozioni.

 

Brano tratto  dal libro “ Radicarsi nel Corpo – la via verso un campo energetico equilibrato”  Capitolo 3 – Il centro del Sentire di Caroline Mary Moore

Il  sito di Caroline Mary Moore : http://www.rivoluzioneinteriore.com/

Pagina FB : https://www.facebook.com/radicarsinelcorpo/


%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: