Cammina Nel Sole

l'alba del sesto sole

QUELLO CHE NON SAI RIGUARDO AGLI INDACO…

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Ecco un altro messaggio molto forte e veritiero che ho ricevuto da una giovane anima indaco…Un grido di dolore ma allo stesso tempo una richiesta di amore e di aiuto…per queste meravigliose anime ancora poco comprese…Purtroppo molti Indaco vivono alcuni dei disagi  elencati in questo messaggio…per loro  non sempre è tutto idilliaco… Ringrazio Merj Tauro per avermi fatto partecipe di questo suo sentire e di averlo messo a disposizione di noi tutti…che possa essere di monito e di aiuto per quei genitori che hanno problemi a relazionarsi con queste giovani anime…
Cammina nel Sole
Qui troverete la bacheca FB di Merj: https://www.facebook.com/merj.shalla?fref=ts
QUELLO CHE NON SAI RIGUARDO GLI INDACO
Ho letto molto al riguardo ma non mi sono mai ritrovata nelle parole dei presunti esperti. Trovare in rete quei 15 punti per capire se sei o meno un indaco mi ha lasciata senza parole, fa molto test per ragazzine.
La verità è che un indaco impiega tempo nel trovare se stesso. Non sa chi è. La sensazione che lo accompagna dall’infanzia all’adolescenza è che l’hanno abbandonato qui su questo pianeta. L’hanno scaraventato qui da chissà dove. La solitudine  l’avvolge e non sente nessun senso di appartenenza. Vuole solo tornare a casa. Allora si ritrova a guardare il cielo e a piangere perché troppo spesso è incompreso e lui non comprende quello che lo circonda. Non ricorda che è stato lui stesso a decidere di incarnarsi, questa è la prima profonda ferita.
È difficile esprimersi con le parole, lui comunica con gli occhi e con il cuore e spesso si chiede perché gli altri non sentono i suoi pensieri. Visto che con le parole fallisce si tiene tutto dentro e questa è la seconda ferita.
Un indaco sente il bisogno di avvicinarsi a qualcosa di spirituale ma i culti terrestri non colmano la sua sete di sapere, non rispondono alle sue domande. Inoltre soffocano le sue doti innate allontandolo ancora di più da se stesso. È la terza ferita.
L’indaco non accetta che per vivere bisogna lavorare: è pazzia! Non riesce a capacitarsi che tanti intorno a lui abbiano accettato questa falsa verità. Lui la rifiuta! Non può adeguarsi e se è costretto sente di tradire se stesso: la sua Anima ha grandi progetti da realizzare e glielo ricorda costantemente. Quarta ferita.
È la stessa famiglia terrena che ha scelto a essere fonte di dolore. I genitori tentano di educarlo affinché sia un buon cittadino e si inserisca nella società con successo ma lui rifiuta tutti gli insegnamenti. Non ci sta! Inizia allora a ribellarsi perché le sue ferite sanguinano più che mai e così inizia una delle sue missioni da indaco: la distruzione. Le fondamenta della società devono cadere. Può essere violenta o pacifica, ogni indaco è unico e agisce in un modo diverso ma lo scopo ultimo è il medesimo per tutti.
Agli occhi dei terrestri sono dei disadattati: spesso non terminano gli studi o vengono bocciati, non accettano la fede religiosa del popolo, rifiutano di inserirsi e far parte della comunità. Le persone non lo capiscono, lo giudicano e lui soffre e si domanda perché non può essere accettato per  quello che è. Perché è necessario adeguarsi per ricevere un po’ di sana considerazione?
Quello che più desidera è essere amato. Si sforza di capire questo pazzo mondo ma non ci riesce. Il dolore è soffocante e finisce per voler evadere anche da quella condizione: quali sono le alternative per non pensare? Cosa può fare per mettere in pausa la sua mente?Droga, alcol, disturbi alimentari… magari riuscirà ad uscire dalla sua stessa prigione o magari no.
Ecco, queste mie righe sono rivolte in particolare a quelle donne e a quegli uomini che hanno deciso prima di incarnarsi di mettere al mondo un indaco.
Se il vostro è un figlio “problematico” vi prego di abbracciarlo e di dire loro che lo amate per ciò che è. Solo un’anima affine a un indaco può capire quanta sofferenza puo portare dentro e quanto sia assetato di amore. Certo il vostro ruolo non è semplice ma sforzatevi di Vedere oltre le apparenze. I vecchi medoti educativi non possono funzionare, non proiettate su di loro le vostre idee e pretese. Ascoltatelo!
E voi, miei Compagni, lavorate sulle vostre ferite e trasmutatele. Solo così possiamo realizzare le nostre Missioni. So che la vostra Anima scalpita di realizzarle tanto quanto la mia. È giunto il momento di essere Integri.
Un abbraccio,
Merj Tauro

 

L'Avventura Indaco-Cristallo

Voto medio su 15 recensioni: Buono

I Bambini Indaco

Voto medio su 21 recensioni: Buono

28 commenti

  1. Madre indaco (forse)
    Di figli indaco (chissà)
    Ho riconosciuto tanto di noi..
    Grazie!

  2. Senza parole….
    Esattamente ciò che provo da sempre.

  3. Una sola parola: grazie!
    Mi sono commossa, da sempre sento una voce che mi ripete: voglio tornare a casa!
    ….ma prima sento di avere un compito in questa vita terrena e lo sto scoprendo…

  4. Ho letto attentamente, ho 52 anni e mi sento vestita di tutte queste ferite!!!
    Vissute da bambina e ora da adulta!
    Mi chiedo e scusate l’ignoranza è possibile nascere indaco e poi perderlo x poi riacquistare? Oppure non nascere indaco e diventarlo?
    Mi era stato detto che ero arcobaleno, ma le ferite descritte le ho provate tutte da bambina e purtroppo ancora adesso!!!!
    Grazie

  5. Infinite grazie Merj Tauro, hai spiegato benissimo situazioni che anch’io ho vissuto. Teniamoci per mano ed andiAmo avanti.
    Renzo

  6. sono io…è la mia storia!
    e la cosa assurda è che sto ancora a farmi domande su chi sono, se lo sono davvero, se non sono solo mie convinzioni per darmi un posto che non trovo in questo inospitale mondo…
    ma non so che cosa fare…

  7. Ho quasi 46 anni. Forse sono nata Indaco. Forse lo sono diventata negli anni. Non lo so. Alla fine di novembre del 2013 ho fatto un corso sugli adulti Indaco Cristallo e Arcobaleno e già lì mi ero riconosciuta in molti dei sintomi caratteristici degli Indaco. Da allora le caratteristiche degli Indaco sembrano essersi accentuate ulteriormente in me. Anch’io mi sento addosso tutte le ferite descritte nell’articolo. Anch’io mi sento incompresa e desidero tornare a casa. La mia unica valvola di sfogo è la scrittura. Una mia amica naturopata che lavora sull’equilibrio emozionale mi ha detto che anche dal mio modo di scrivere si capisce che sono una creatura Indaco. Ho una disabilità visiva congenita e da poco ho compreso qual è la missione della mia anima. Sto cercando pian piano di realizzarla. Ma non è facile in un mondo e in una società soffocanti e opprimenti come questi. Grazie Maria Rosaria per aver condiviso questo articolo con noi.

    • Ciao,ho letto il tuo commento è da indaco comete, sono ancora la ricerca di capire qual’è la mia missione qui, come hai fatto tu a capirlo?

    • Michela! hai provato a mirare il Sole per molti minuti al mattino presto?, se non puoi vederlo perché viene nascosto alla Nostra vista, lo puoi visualizzare mentalmente con lo stesso risultato se ne sei convinta e con ringraziamento.
      Provaci, io leggevo con 2.5 diottrie, ora da 0.5 a niente e non l’ho fatto tutti i giorni.
      Devi solo esserne convinta e ringraziarlo, dimentica le attuali convinzioni e fallo, qualcosa succederà in meglio.
      Con affetto.
      Renzo

  8. fin da bambino mi sono sempre sentito diverso incompreso distante le ferite che sono descritte sono esattamente cio che mi e successo nella vita …. e continuano…

  9. Chi sono io?? me lo chiedo spesso sai darmi una risposta?? Grazie

  10. non ricordo chi sono..puoi aiutarmi?

  11. Mi ha toccato da subito.. sembrano mie parole… ma non è completo.. chi come me.. nn sa che cosa deve fare.. quale sia la missione tramutabile in “lavoro” ..in “guadagno” per me e per aiutare gli altri? Non vorrei proprio pormi la domanda dei soldi ma qui funziona così e sono furiosa. Mi sta distruggendo l esistenza l idea di dover scavare i me per trovare un ruolo in una società che ripudia o eleva gli artisti secondo canoni assurdi! Aiutatemi se avete consigli o similarita non fatemi sentire l unica pazza esaurita in questo mondo..che non smetto di amare e di odiare tutta la sofferenza che sento dentro e fuori..sono stanca.. chiedo al Padre mio di aiutarmi.. in abbraccio a tutti voi.

  12. Grazie, nell’adolescenza mi è stato detto che ero indaco.. Ora sono sulla trentina e non so quanti colori sono e quanta roba sono. Ma di sicuro mi ritrovo in ciò che hai scritto dall’asilo in poi,dacché ho memoria di esistere con questo corpo. Le ferite sono grandi quanto il mondo e più grande ancora è l’amore che ci attraversa senza ombra di dubbio ce la possiamo fare ho fiducia! 🙂 Un abbraccio grande
    Grazie

  13. Sono a casa …. nel mezzo il vuoto, e tutt’intorno. Ma io mi sono trovata, e spero di finire presto la mia missione e ricongiurgermi col mio gruppo animico.
    Buona vita fratelli e sorelle indaco!

  14. Eccomi, madre indaco di figlia forse indaco. Non è una pagina fb o un blog dover trovarci e confrontarci? Finalmente meno sola!

  15. Grazie..grazie di cuore!!!
    Io ho appena scoperto di esserlo, e tu in poche righe hai descritto i miei 35 anni di vita…il disagio,la tristezza,la solitudine..il non essere in linea con chi ti circonda,il sentire il bisogno di far parte di qualcosa anche se dentro senti che tu sei qui per qualcosa di molto più grande…e ora ho un piccolo indaco che cresce e il rivivere con lui tutti i disagi che ho vissuto io, mi ferisce perché attraverso lui io guarisco, ma lui soffre nel vivere ogni giorno situazioni che non sente sue!!!
    Comunque grazie ancora per quello che hai condiviso…
    Un abbraccio
    Valentina

  16. Ragazzi perché tutta questa tristezza, è vero, il mondo fa un po’ pena,L’uomo fa un po’ pena, ma di risposte nel campo spirituale ne è pieno, non le religioni , il campo spirituale è piu’ vasto, basta cercarle, avere il desiderio di trovarle, internet ne è pieno, io ne ho trovate a tonnellate. C’è un pò da fare, ma siamo qui per questo, per dare una opportunità. E’ probabile che non riusciremo , ma possiamo provarci. siamo qui per provarci, chissà , nulla è scontato. Qualcuno un giorno disse” cercate e troverete.

  17. Noi siamo un esperienza, siamo amore, amore che non nasce dai piedi, dalle unghie, dai capelli o il naso, amore che viene dal petto? dal cuore ? dal plesso? quando arriva non ci sono più domande, ma risposte, quando arriva non diciamo” ancora qui ? Che barba , mi hai stancato? Quando arriva è ancora una novità , profuma di nuovo, di fresco e speriamo che non ci lasci mai, lo riconosciamo, ecco cosa siamo, siamo pace, comprensione, gioia, ma dobbiamo fare un piccolo sforzo, cercarla con dolcezza per non farla scappare , come quando osserviamo un uccellino e sappiamo che se faremo un movimento brusco scapperà.
    Cercarlo con rispetto, con cuore aperto, senza preconcetti. Non centra un fidanzato, una donna, un animale, ma può essere dovunque, pur che’ accada.

  18. Eccomi qui, anch io come voi. Tutto quello che avete scritto è quello che sento dentro. A Valentina Lucchese vorrei dire che anchio rivivo nei miei figli cio che ho vissuto io, a differenza tua però, io vedo loro sono SERENI! vivono la loro diversità di visione con leggerezza, appoggiati al 100% da me. L unica a subire violenza psicologica sono ancora io… finché ero sola mi pesava meno…ma ora mi confronto pure con….i genitori!! Grrrrrrrr.
    Per quanto riguarda la missione per cui siamo qui….bo… io ancora non ne sono molto certa…ho solo un sacco di visioni che mi portano a supporre delle cose….
    Ciao a tutti e… WOW SAPERE CHE SIAMO IN TANTI MI….RASSICURA!!!!
    GRAZIE

  19. Oddio….scusate… scrivo dal tablet e…. sembro analfabeta…. scusateeee aaaahhaahha

  20. Mi sono sentita come se queste parole fossero le mie….grazie.

  21. E’ tutto il giorno che mi sento strano in questo Equinozio di Autunno. Una sorta di malinconia. E mi capita per caso di trovarmi la storia della mia vita riassunta da Merj Tauro. Sono molto amico di una bambina Indaco (o forse Cristallo) che in questi anni mi ha aiutato tantissimo a capire me stesso. Sono contento di avervi trovato. Sento che stanno arrivando dei cambiamenti positivi importanti nella mia vita in questo periodo. Un caro saluto

  22. Pingback: Lettera di una figlia ai genitori del mondo - Spiragli di Luce

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