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SOLSTIZIO D’ESTATE 2016 – PARTE III – LA PURIFICAZIONE SVELA IL TALENTO NASCOSTO – LUNA IN SESTILE ALLA LUNA NERA IN TRIGONO A VENERE

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Proseguendo la mini serie di post sugli intensi aspetti planetari del Solstizio d’Estate 2016, approfondisco qui il significato del Sestile tra la Luna a 5° del Capricorno e Lilith, la Luna Nera, a 3° dello Scorpione, a sua volta sollecitata dal Trigono con Venere a 3° del Cancro.
La Luna Nera, come ho già scritto in precedenza, non è un corpo celeste. E’ l’ombra della Luna. Quindi al Solstizio d’Estate la Luna entra in aspetto con la propria Ombra e grazie ad essa ci mostra un sentiero rimasto finora nascosto. E che potrebbe continuare a rimanere nascosto se non adottiamo la vista intuitiva.
Per comprendere a fondo il dono elargito da questo singolare binomio è necessario smontare il predominio dalla razionalità per entrare nella visione aperta dello spazio del cuore e aprirsi a voler superare le barriere della paura. In effetti il dono principale è proprio questa capacità di unificare punti estremi raggiungendo un buon senso di unità tra gli aspetti interiori che sembrano essere opposti. Il Capricorno è un granitico Segno di Terra e lo Scorpione un paludoso Segno di Acqua. Avvertire in noi la presenza della razionalità materiale e analitica e contemporaneamente farla convivere con una parte sciamanica, oscura, superstiziosa e mistica, senza che le due si neghino a vicenda, è una grande vittoria per diventare esseri multidimensionali consapevoli.
Dare a se stessi il permesso di non negarsi, di ammettere di essere dentro diametralmente opposti ed esserne felici, perché si percepisce la grandezza di prospettiva che una visione a 360° può donare, è un traguardo enorme sulla via dell’amore incondizionato per sé.
E’ da qui che sgorga spontaneo ciò che possiamo definire talento. Quando ci si dà ogni tipo di possibilità, possiamo immaginare di avere le giuste qualità per cogliere le occasioni al volo. Così, di fronte ad una decisione, ci sentiamo in grado di dirigerci dove ci sia il Sì, dove sia possibile la manifestazione di ciò che ci viene facile.
Questo accade quando non combattiamo più la nostra ombra ma la vediamo come una parte complementare, fondamentale per essere noi stessi. Acquistiamo spessore e consistenza. E questo è un dono potente del Solstizio d’Estate 2016.
Un altro aspetto da prendere in considerazione relativo al Sestile tra la Luna e Lilith è quello della purificazione in atto nelle nostre vite a partire dalla scorsa primavera. La purificazione è un processo di pulizia profonda che nasce solitamente a livello inconsapevole quando ci sentiamo particolarmente tesi ed il corpo comincia a sviluppare vari disturbi. Ciò avviene perché non essendo spesso centrati su di noi, il corpo ci rende il servizio di sorbirsi tutte le emozioni che noi non vogliamo guardarci perché ci costa fatica e dolore. Il corpo però non mente mai e soprattutto è diretto, per cui diventa difficile ignorarlo. Ci fermiamo e siamo così costretti a riflettere. Non stiamo bene e questo significa a volte non avere appetito, e anche questo è un aspetto positivo. Con la temporanea astensione dai gesti quotidiani e dall’assunzione di cibo, noi siamo messi di fronte a noi stessi. Così ci ritroviamo. Diventiamo più puliti, meno strutturati, forse più spontanei e leggeri. A volte il processo di purificazione si svolge a fasi alterne, con delle pause, e poi riprende più intensamente e profondamente.
Tutto questo è un passaggio necessario per eliminare le tossine emozionali della paura che ci hanno immobilizzato. Il 2016, come spesso scrivo, è un momento cosmico potente per fare i conti con quello che siamo venuti a fare sulla Terra. Per scoprirlo abbiamo bisogno di cambiare coscienza, per poter guardare oltre ciò che abbiamo sempre pensato di essere. La purificazione serve a questo. L’aspetto che lega le tre Dee – Luna, Lilith e Venere – in questo Solstizio d’Estate rende sacro il Vuoto che si è creato nelle nostre vite in questi ultimi mesi, e lo rende un contenitore per tutto ciò che è stato liberato dal profondo, dove era incastrato dalle paure e dai divieti subiti. Lo sforzo di questa azione è stato immane perché ci ha messo in contatto con antichi drammi racchiusi dentro i nostri liquidi interstiziali, nella memoria delle cellule. Molte volte abbiamo perso la vita per difendere il nostro talento, oppure a causa sua, quindi lo abbiamo nascosto bene per non rischiare più di morire. E’ arrivato il tempo di cambiare i ricordi, di resettare, per diventare consapevoli che ora non corriamo più rischi nell’essere noi stessi. Anzi, possiamo manifestare il talento, di qualunque tipo, genere, modalità esso sia. Non ci sono più scuse. Se non ora, quando? Se non noi, chi?
Stefania Gyan Salila
FONTE: http://ashtalan.blogspot.it/2016/06/solstizio-destate-2016-parte-iii-la.html
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