l'alba del sesto sole

2009/2023 IL PERCORSO DI PLUTONE IN CAPRICORNO – 14 ANNI PER SVELARE LA MATRICE di Stefania Marinelli

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Stavo facendo un’altra riflessione, visto che questo Tempo induce tanto all’auto-osservazione. Stavo pensando al super Stellium in Capricorno, guidato da Plutone, signore della morte e della vita, del processo alchemico di trasmutazione cellulare, simbolo del potere psichico umano, della forza creativa della mente, del potere della focalizzazione finalizzato alla creazione.
Questo Archetipo potente è incontrollabile da parte dell’animo umano, che lo subisce con la paura. In realtà esso rappresenta il nostro potere interiore, la capacità di creare benessere o malessere sulla base dei contenuti inconsci. Esso spinge ad elaborare le nostre ombre, per dar loro un posto e acquisire un equilibrio interiore tra i due opposti luce/buio. In caso contrario, il rischio è di soccombere a se stessi, rifiutando il potere interiore, arrivando a sopravvivere nascosti dietro mura di protezione dalla paura che abbiamo della vita. Il potere interiore è la manifestazione delle nostre risorse, è la fioritura della nostra umanità, è la realizzazione del nostro programma esistenziale.
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Plutone, trovandosi molto lontano dal Sole, si muove lentamente, rimane circa 14 anni in un Segno Zodiacale, entrando a far parte dei pianeti generazionali. Dal 2009 è entrato in Capricorno ed ha aperto la strada alla fine del ciclo del Kali Yuga nel 2012 e al salto nel Vuoto che da lì in avanti l’umanità avrebbe compiuto. Tra il 2011 ed il 2016 Plutone ha incrociato più volte l’altro destrutturatore, Urano, che in quegli anni viaggiava in Ariete. Urano è come un fulmine a ciel sereno che vuole togliere stampelle e strutture fragili costruite dalla mente per proteggersi dalla paura dell’amore.

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In quegli anni Plutone e Urano insieme hanno danzato sui nostri cuori, strappando via tutte le sicurezze che avevano chiuso il cuore in una cassaforte, lacerando le pareti della zona confort in cui ci eravamo rifugiati per sopravvivere. Chi ha rischiato ad uscire, ha trovato una versione più libera di sé, cambiando vita. Perché questo è il proposito di Plutone, il cambiamento che avviene attraverso la macerazione delle resistenze, che aprono un nuovo Tempospazio di coscienza.

Nel 2020 Plutone sta giocando un ruolo fondamentale. In questo periodo esso è supportato da tanti altri Archetipi, Marte, Giove, Saturno, Nodo Lunare Sud, che spingono ad andare oltre, lasciandosi tutti i vecchi modi di pensare alle spalle. Plutone ha avuto il grande merito di scavare a fondo dentro di noi, dentro le frequenze energetiche della Terra, per svelare ciò che la realtà è. La grande paura che si sta diffondendo non è niente di nuovo. Noi tutti viviamo continuamente dentro ad essa, che avvolge il collettivo, che è parte del collettivo, tanto che non ce ne accorgiamo neanche. Adesso però è visibile, tangibile, ne stiamo subendo le conseguenze fin dentro le nostre case. Rendiamoci conto di come stiamo vivendo, di quanto potere continuiamo a dare fuori, nello sperare che sia sempre qualcun altro a risolverci la vita. Rendiamoci conto che diventa imprescindibile essere in grado di notare ciò che la realtà è, è Tempo di uscire dallo stato di ipnosi e di auto-consolazione.
Stiamo entrando negli ultimi 3 anni del transito di Plutone in Capricorno, che si concluderà a marzo 2023. Possiamo attingere consapevolmente a questo Archetipo, la capacità di scavare a fondo in noi, per contattare ciò che si trova là, zone di difficile accesso perché nascoste dalla paura, che contengono i nostri sé dimenticati. Ma la paura è come un chip, che va disattivato conoscendola, sperimentandola consapevolmente, cioè facendo come se non ci fosse, agendo con la paura, con quella forza che ci rimane nonostante la paura. In questo modo si possono sfondare le barriere ed andare oltre. Nessuno può regalarci la libertà se non noi stessi. Perché se non vediamo la paura come una modalità di controllo, non sappiamo neanche vedere la libertà. Non vediamo neanche l’amore. Non vediamo neanche la vita.
In lak’ech!
Stefania Marinelli
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