l'alba del sesto sole

**21/24GIUGNO** L’ACQUA DEL SOLSTIZIO E LA GUAZZA DI SAN GIOVANNI*

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I giorni dei festeggiamenti del Solstizio d’Estate duravano dai 4 ai 7 giorni e tutte le antiche tradizioni rurali erano a conoscenza dei rituali. Come nel Solstizio d’inverno, Yule o più comunque chiamato Natale si attraversano due “mistiche” porte, passaggi che rappresentano l’uno la grande del sole, la sua nascita, e il secondo la fine della luce che diminuendo cala nelle profondità della Terra.

I due Solstizi erano rappresentati da una figura particolare Giano Bifronte, custode sia dell’inverno che dell’estate. Le due porte servivano per accedere in due dimensioni ultraterrene, Giano Bifronte, riusciva a vedere nell’una e nell’altra dimensione, passato e futuro.
Con l’arrivo del Cristianesimo, la figura del Dio agreste venne soppiantata da due santi della religione cristiana, Giovanni Evangelista che viene celebrato al solstizio d’inverno, e Giovanni Battista che viene onorato il 24 Giugno, in molte città italiane ne diventa anche il patrono. (vedi Firenze).

Giovanni Battista fu un personaggio molto particolare nella storia della religione cristiana, anche se tutt’oggi la sua identità fu occultata o dimenticata. Era chiamato al tempo di Gesù, Giovanni colui che immergeva nelle acque, legato sicuramente ai culti femminili della Dea Madre, l’acqua, il grembo, l’utero, era il sacerdote più vicino al concetto di fecondità, di rinascita che venivano usati nei culti dell’antico Egitto, culti nei quali si avevo uno stretto legame con la regina dell’acque, con colei che governa nei grandi fiumi, Iside. In diverse raffigurazione, Giovanni versa l’acqua sulla testa del salvatore con l’aiuto di un conchiglia, simbolo della femminilità creatrice, legata poi in seguito alla nascita di Venere, utero primordiale da cui tutto nasce e dove tutto fa ritorno. Numerosi sono gli scenari in cui Il Giovanni Battista viene legato ai culti femminili dell Dea Madre, dove l’acqua primordiale era legata all’inconscio, si moriva e si rinasceva secondo le antiche tradizioni sacre e occulte della Dea Iside.
La Notte di San Giovanni è da sempre collegata al Noce, dai cui frutti si ricava una bevanda dalle proprietà magiche ed esoteriche. Nel Medioevo si pensava che in questa notte tutte le streghe volassero in cielo per radunarsi sotto il grande noce di Benevento. L’albero di noce ricorda il grande albero sacro per i Druidi, la quercia che rappresenta l’apertura divina la cielo e terre. Yggdrasil, l’albero cosmico è il ponte tra le varie dimensioni ed è un connessione con il divino dell’universo e il divino terreno. Le noci rappresentano piccole uova alchemiche che daranno poi vita alla pietra filosofale. La forma ovale è la spiritualità, il contenuto liquido è la vita, nei misteri Orfici l’uovo d’argento simbolo lunare, rappresenta la vittoria sul caos da cui nasce la vita stessa.

I culti antichi celebravano la potenza maschile, in connessione a quella femminile, poiché il due poteri interconnessi tra di loro avevano due espressioni diverse. L’uno era l’utero che custodiva, come calderone “teneva dentro” l’energia maschile, ” il seme” e insieme nella spirale del movimento creavano la vita. Era per questo che le popolazioni antiche celebrano sia l’energia Solare che l’energia Lunare. Mano mano che andiamo avanti nel tempo i culti femminili vennero completamente soppiantati da quelli maschili, come nel caso delle Festa di San Giovanni.
La raccolta dell’erbe nella notte di San Giovanni, sono un chiaro esempio di come la grande macchina della religione cristiana cercasse di soppiantare e reprimere una tradizione tramandata oralmente dalle Herbane. Donne alle quali veniva dato il potere spirituale di curare le famiglie dei villaggi, proprio in questa notte gli antichi riti vedeva queste donne protagoniste di fantastiche storie,ma la realtà è ben diversa. Ieri, come oggi, la raccolta delle erbe veniva fatta nelle notti del solstizio perché il potere femminile e il potere maschile erano entrambi nella stessa direzione. Raggiungevano il perfetto equilibrio.

“La Guazza di San Giovanni” é la rugiada che doveva essere raccolta nella notte in cui veniva celebrato il guardiano della porte, doveva essere raccolta con un panno bianco, puro, mai usato, prima che il sole spuntasse sui campi, la rugiada raccolta aveva potenti virtù curative, tra cui fecondità, salute e benessere.
Giovanni Battista rimane dunque l’ultimo guardiano alla porte dei culti femminili della Dea Madre, la sua acqua, i suoi misteri avvolti da candidi teli bianchi, da fiori e da fuochi che celebrano il grande Astro nel cielo. Una porta alchemica, una porta che oltrepassava i sogni e l’avvera come raccontava il nostro amico Shakespeare nel suo ” sogno di una notte di mezza-estate” dove i confini si spaccano e mostrano a noi fate e folletti dispettosi dove tutto diventa reale e irreale nello stesso tempo. Non è un illusione è solo una notte i cui viene celebrata la bellezza della luce, la sua conchiglia divina che s’immerge nel grande utero del cosmo.

Possiate essere sempre benedetti

La soffitta delle Streghe

Fonte : http://www.lasoffittadellestreghe.it/shoponline/2124giugno-lacqua-del-solstizio-e-la-guazza-di-san-giovanni/

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