Cos’è veramente un percorso spirituale?

Sarà la pioggia battente, sarà il periodo strano, ma sono in vena di considerazioni più che di proclami.

Oggi ho voglia di parlare con il cuore, con la parte sofferente di me, che si chiede “perché” fin da piccola.

Una cosa ha animato la mia ricerca spirituale fin dai miei primi passi: il perché la cattiveria esista nel Mondo.

Mia madre mi portava in Chiesa dove sentivo parlare di un Dio buono che ci amava tutti ma lo trovavo un po’ incoerente con quello che vedevo e vivevo.

La realtà dei fatti è che l’umano quando soffre reagisce in due modi: o si ammorbidisce o si incattivisce.

Parto prima con la seconda ipotesi, quella che mi ha spinto a leggere un numero altissimo di libri su come si distorce la psiche di chi soffre,  fino a convincere la persona che è un mostro, fino ad autorizzarsi ad esserlo e a cominciare ad esercitare una cosa terribile ma eccitante allo stesso tempo: il potere personale sugli altri, in particolar modo su chi si mostra debole.

La più grande illusione della vittima è che piangere o mostrare il dolore possa fermare il carnefice, invece no, lo stimola. Ho letto da poco il resoconto di alcuni psichiatri che hanno redatto una perizia psichiatrica eseguita su un ragazzino ricco che pagava adulti per far fare del male a ragazzini di fronte a lui. Più la vittima urlava e più lui provava piacere.

Mi sono sempre chiesta il perché di questo aspetto estremamente malsano e soprattutto mi sono sempre chiesta se c’è un NOI e un LORO, un io buono e un lui cattivo.

Ho osservato con molta attenzione tutte le persone che ho incontrato in questi anni, soprattutto chi veniva da me in consulenza, e sono arrivata ad una conclusione: la cattiveria è in tutti noi, anche nella persona dalla faccia più pulita e sorridente, che parla di amore Universale e che manda luce a tutti.

Quello che fa la differenza tra chi decide di alimentarla e chi cerca di trasformarla è solo il giudizio. Per il resto siamo tutti ugualmente vittime della cattiveria altrui, spesso non voluta,  e carnefici della cattiveria non voluta nostra.

Andiamo ancora un gradino ancora più giù: come nasce la cattiveria?

Nasce dal dolore sordo, quello che colpisce la parte più sensibile e fragile di noi: il bisogno di amore.

Perché psicologi, costellatori e operatori del benessere come prima cosa vanno sempre a guardare la tematica dei genitori? Perché è la prima vera grande ferita.

Però ho notato una cosa negli anni di osservazione: alcune persone con genitori tutto sommato bravi hanno sviluppato odio e violenza, altri con genitori tremendi hanno sviluppato amore e gratitudine per la vita.

Perché?

Qual è stata la differenza fra gli uni e gli altri?

Il giudice interiore. La vera differenza la fa il giudice interiore ed è quello il motivo per cui nella società si arriva alle dittature: quando gran parte della popolazione ha sviluppato un giudice interiore spropositato l’odio e la violenza diventa tollerabile e giustificabile da regole.

Odio e violenza non è solo ciò che si esibisce con l’aggressività, quella è la parte ignorante di queste emozioni. Spesso si mascherano dietro belle macchine e buone maniere, salvo poi permettersi di calpestare il prossimo con il cinico prendere senza dare, come se l’altro fosse una dispensa da cui si ha diritto di prendere senza chiedere il permesso. Questo è l’aspetto che genera più danni in assoluto in questa società: la mancanza di empatia, la non capacità di mettersi nei panni dell’altro e l’abitudine di agire solo per ottenere ciò di cui si ha BISOGNO, anche solo per un momento estemporaneo.

Dite la verità, quante volte avete avuto la sensazione di essere stati derubati? Che chi avrebbe dovuto darvi vi ha tolto?

Qui scatta il giudice, ognuno lo alimenta a modo suo ma il meccanismo è sempre lo stesso: giudico l’altro e giudico me stesso alla decima. Ma dato che non posso sopportare di giudicare me stesso alla decima, allora giudico l’altro alla centesima e lo punisco perché più lui soffrirà, più io sarò salvo, non sarò stato visto.

Questo sarà il tema dei prossimi due mesi di lavoro col metodo 9talenti: il bisogno e il punto debole (il giudice interiore) .

Adesso passiamo alla parte di persone che anziché incattivirsi, si ammorbidiscono. Vi aspetterete che vi decanti questi amorevoli essere umani che salvano l’umanità. Invece no. Questi sono coloro che per paura di incattivirsi, o perché in altre vite lo hanno fatto e ne portano i segni, rinunciano a lottare e CONSEGNANO IL LORO POTERE PERSONALE nelle mani dell’altro.

Sono le vittime, che se le prendono di sana pianta senza mai alzare la testa, abituati al dolore e con un giudice interiore che li segue silenzioso.

In genere sono questi elementi che seguono il percorso spirituale, non i primi. Sono questi che avendo già sperimentato cosa vuol dire esercitare la cattiveria stanno cercando la via della Pace.

Spesso sono stanchiabbattuti, parlano di fede mancando di fiducia nella Vita loro stessi. Non vuol dire che non stiano cercando con il cuore sincero, non vuol dire che sono truffatori (qualcuno sì, ma non tutti), non vuol dire che siamo (mi ci metto dentro) arrivati.

Queste persone, a differenza dei primi, sanno che devono rivivere il dolore che li ha fatti diventare carnefici e poi vittime; devono riviverlo di nuovo per riacquisire quel potere personale della quale prima hanno abusato e poi sono stati abusati.

Il Cammino Spirituale non è nient’altro che un rivivere le sofferenze per trasformarle in amore attraverso il perdono, ma il perdono non nei confronti di qualcuno, neanche di noi stessi…nei confronti della Vita.

A lei abbiamo falsamente delegato il compito di renderci felici mentre probabilmente essa ha lo scopo contrario: renderci talmente insopportabilmente infelici da obbligarci a scoprire la felicità, che non è scontata né tantomeno un nostro diritto, come erroneamente pensano tanti buonisti. E’ una missione, è la missione!

Non siamo neanche qui a salvare il mondo, men che meno le persone che amiamo: siamo qui a scoprire, a vivere esperienze per abbandonare strade e attaccamenti.

Siamo qui ad arrancare finchè un giorno scopriamo la magia della Vita e a quel punto, solo a quel punto, potremmo pensare di gioire dal profondo, perché ne avremo colto il segreto che solo l’esperienza ci poteva donare.

Siamo qui ora, ma anche in altro spazio e altro tempo e l’insieme del tutto crea l’alchimia della nostra esistenza.

Se volete prepararvi al lavoro che svolgeremo su questi due fortissimi temi, vi invito a cominciare già a lavorare con un codice.

Dei codici parlerò nel prossimo articolo, ma se volete potete guardare questo video: https://youtu.be/JMzq3rqXj-s

Il link per i codici è questo:

https://9talenti.it/prodotto/codice-personalizzato/

Per  seguire le dirette e i webinar iscrivetevi al canale telegram:

https://t.me/alessandrabarbiericommunity

Vi aspetto per continuare a crescere assieme

Alessandra Barbieri

www.9talenti.it

Fonte : https://9talenti.it/cose-veramente-un-percorso-spirituale/?fbclid=IwAR2Ctn3rtylJ-55r84GeXLAKoQhr-5qsn8ycJ5EIGetDezd-kU78uB5jxq4

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