Il bisogno che svuota.

 

Siamo arrivati al quarto gradino del metodo 9talenti e in questo punto della mappa dei talenti troviamo il Bisogno.

Il bisogno è quel senso di vuoto che nasce necessariamente con noi per il solo fatto che ci siamo separati dalla fonte della nostra Vita (la madre) che poi rappresenta la fonte della Vita in senso spirituale.

La Vita terrena richiede capacità di imparare a rimanere separati da una qualunque fonte di appagamento emotivo che richiami quell’ancestrale unione, per poter esprimere la nostra unicità e tornare all’Uno colmi di doni.

Ma questa società che ha fondato le sue basi e il suo valore sul colmare il bisogno con cose e riconoscimento, ha portato le persone verso l’opposto di ciò che dovrebbero aver acquisito come capacità interna, spingendole all’acquisto compulsivo, al bisogno di cibo compulsivo, al bisogno di riconoscimento compulsivo con il risultato che il senso di vuoto aumenta anziché diminuire.

Una antica pratica zen insegna fin dalla prima infanzia ad abituare il bambino a sopportare delle piccole frustrazioni che cresceranno via via che il bambino cresce. Lo si allena a stare un po’ da solo, alla noia, a saper stare staccato da mamma e papà, a non essere sempre al centro dell’attenzione.

Questa pratica allena nella morbidezza quello che poi l’età adulta sbatterà in faccia senza chiedere: la necessità di saper rinunciare.

Non solo a cose per mancanza di soldi, ma anche a situazioni dannose alla quale l’adulto della società occidentale moderna non sa rinunciare perché ha troppo BISOGNO di colmare il suo vuoto.

Il bisogno è forse uno dei temi più subdoli che ci fa mettere in atto meccanismi ricattatori della quale non ci rendiamo neanche conto.

La spinta a colmare quella INTOLLERABILE sensazione di frustrazione interna spinge a cercare gratificazioni in tutti i modi, anche rubando all’altro. Sì, rubando, perché quando non chiediamo il permesso, quando cerchiamo di ottenere in modo persuasivo portando a casa senza “pagare” il conto di ciò che chiediamo creiamo un debito e questo debito aumenta via via che reiteriamo questa modalità di azione.

L’assunzione di responsabilità anche del proprio bisogno ci permette di vedere con chiarezza le dimensioni di questo buco, mettendoci di fronte alla verità nuda e cruda di come le tante, piccole “insignificanti” scelte, hanno invece generato un grande problema energetico che poi tenderà a concretizzarsi in qualcosa di grande, che ci lascerà senza fiato o che bloccherà per molto tempo la nostra vita.


Vedete, il karma si genera tutti i giorni in funzione di come usiamo il libero arbitrio ma la cosa fantastica è che se stiamo dentro alla ripetizione, la liberazione è lunga, dolorosa e il conto da pagare è enorme; se usciamo dalla ripetizione imparando a gestire ogni singola scelta con discernimento il conto calerà di colpo e in breve tempo saremo liberi. Il primo passo da fare è chiederci se stiamo solo cercando di colmare un bisogno o se quell’azione è veramente dettata dal cuore. Se stiamo accettando il corteggiamento di quella persona che intuiamo non avere nulla da portarci per colmare un effimero bisogno per paura di non trovare altro.

Se stiamo chiedendo amore manipolando con la nostra bontà o se siamo capaci di accettare che la persona possa non amarci più o che il rapporto sia cambiato. Stiamo creando contrasti nel lavoro per BISOGNO di essere visti o perché c’è veramente qualcosa da rimediare, ma soprattutto è quello il modo giusto di chiedere di rimediare?

E infine, ma non infine, cerchiamo gratificazione nel dolce perché è buono o perché non sopportiamo la sensazione di solitudine?

Tanti, sono veramente tanti gli argomenti che tocca questo tema: cercherò di aiutarvi ad approfondirlo con video e podcast che posterò sul mio canale telegram:

https://t.me/alessandrabarbiericommunity

Ma soprattutto al webinar gratuito di mercoledì 21 aprile alle ore 21.00 alla quale ti invito ad iscriverti subito a questo link:

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Ti aspetto

Alessandra Barbieri

www.9talenti.it

Fonte : https://9talenti.it/il-bisogno-che-svuota/?

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