l'alba del sesto sole

IL CIELO ASTROLOGICO DI FINE 2018 – LA DESTRUTTURAZIONE DELLE PARTI PIU’ ANTICHE FA AFFIORARE LA VERA LUCE

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Siamo arrivati quasi a fine corsa per il 2018, un anno denso, difficoltoso, lento, ma estremamente benefico nel suo aprire spazi sconosciuti di esplorazione interiore. Abbiamo attraversato tante regioni ignote del Sé, abbiamo fatto conoscenza con le parti più scomode, lasciandole emergere in modo consapevole ed acquisendo nuovi colori.
Ora ci avviciniamo a quei giorni in cui si assiste normalmente ad un’accelerazione del vortice energetico. Almeno questa è la mia personale esperienza. Da anni avverto dicembre come un tempospazio in cui si attiva uno scarico energetico dentro una sorta di vuoto in cui tutto ciò che è accaduto si attorciglia intorno a se stesso e crea una spirale in discesa per passare dall’altra parte, nel nuovo anno.
Se state avendo l’impressione che tutto stia accadendo ora, è normale. Sempre in questo punto dell’anno molte cose risalgono alla superficie. Il fatto che culturalmente ci ritroviamo a contatto con genitori, parenti, figli, nonni, zii, cioè le nostre radici, riattiva tutte le dinamiche che dormono durante il resto dell’anno. Il riposo delle feste ci mette al di fuori del fare e lascia posto alla riflessione, per molti alla noia. Così viene fuori il nostro meglio, anche se lo reputiamo peggio. Il nostro meglio che corrisponde alla manifestazione di quelle parti che normalmente sono nascoste dalle varie attività.
Tra il 2019 ed il 2020 ci viene chiesto di abituarci a questo tipo di atmosfera che si espande per tutto il periodo, perchè la presenza di tre pianeti in Capricorno, per ora fino alla fine di gennaio, poi per tutto il tempo,  stimola a questo tipo di contatto – un bello specchio su cui veder riflesso la nostra parte più cupa. E’ molto importante vederla e farci i conti se vogliamo essere quanto più possibile liberi da noi stessi, quanto più lontani dal continuare ad essere vittime delle nostre stesse ombre.
Sole, Saturno, Plutone ed anche il Nodo Lunare Sud (la Coppa dell’Acqua della Memoria da lasciar andare) in Capricorno attivano un’atmosfera in cui fare i conti – come ci siamo arrivati fin qui? Cosa stiamo cercando? Come sta il nuovo cuore? Cosa contiene? Che relazione abbiamo con lo spazio interiore? Riusciamo ad ammettere le nostre fragilità? Sentiamo freddo dentro? Cosa stiamo cercando? (la ripetizione di questa domanda è voluta). La ricerca di risposte a queste domande crea varchi dentro le nostre più antiche strutture (rappresentate da Saturno, Plutone e Nodo Sud) – siamo in un punto del tempo molto sacro, in cui gli umani hanno creato spazio in sé per poter rimanere centrati in questo tipo di processo. Riconosciamoci la capacità di farlo. Se poi ancora non fosse, non importa. Il tempo sta arrivando in cui tutti possono trovare quello spazio in sè.
Nel 2020 anche Giove si unisce a Saturno, Plutone ed al Nodo Sud. Momento di ristrutturare ciò che stiamo distrutturando ora. Per cui nessuna paura, molta centratura e spazio in cui accogliere ciò che vorrà emergere. Stiamo facendo un’esperienza profonda di noi stessi. E’ ora ormai.
Oltre a ciò, in questo periodo Marte transita in Pesci (26°) e si sta congiungendo a Chirone fino al 01 gennaio – questo attiva una forte sensibilità, che potrebbe sconfinare in senso di solitudine, oppure dare fiato a vecchi rancori e lamentele, ma anche risvegliare sete di ricerca, desiderio di immergersi nell’ascesi, nel silenzio, nel misticismo e nel rapimento estatico.
In ogni caso siamo immersi in potenti onde emozionali, tendendo tra la freddezza e la più languida arrendevolezza. Il punto più importante di questo momento è mantenere la centratura. Per farlo al meglio, come avrete notato, mi sono ritirata nel silenzio, riposandomi quanto più possibile.
Presto il blog chiuderà per le vacanze, ci risentiremo a gennaio, ma forse ogni tanto una post potrei inserirlo – se la connessione che troverò sarà buona.
Intanto buon passaggio a tutti!
Stefania Gyan Salila
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