l'alba del sesto sole

LUNA NUOVA E URANO IN TORO, 15 MAGGIO 2018: LA SCOPERTA DELLA NOSTRA VERA NATURA

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Avremo il fenomeno di Luna Nuova, il giorno 15 maggio 2018 alle ore 13.49, nel segno del Toro a 24.36°, lo stesso giorno alle ore 17.16 italiane, anche Urano entrerà nel segno del Toro, dopo i suoi 7 anni nel segno dell’Ariete (se si conta dell’entrata definitiva del 2011). Urano, pur non congiungendosi ora alla Luna Nuova (Il Sole e la Luna sono agli ultimi gradi del segno – 24.36° – mentre Urano sarà all’inizio, da 0 a 3° fino a novembre 2018), amplificherà la simbologia legata al segno del Toro che sarà molto significativa nei prossimi anni. Iniziamo a vederne alcuni dei significati. 

In questo Novilunio, Sole e Luna in Toro, compiono un trigono con Plutone e Marte in Capricorno e formano un opposizione con Giove in ScorpioneVenere nei Gemelli a 25°, governatore del segno, forma una quadratura larga con Nettuno nei Pesci, e un sestile con Urano a 29° Ariete, poco prima del suo passaggio nel Toro. 

A cosa ci aprirà questo nuovo ciclo lunare? In primo luogo a contattare le nostre zone di paura di perdere la “terra sotto i piedi”, per iniziare a nutrire quella paura profonda, accoglierla e sviluppare la solidità, le fondamenta e le risorse, prima di tutto dentro di noi. Ma partiamo dal principio: Il Toro è un segno di elemento Femminile Terra, appartiene a quella che Jung definisce la funzione psicologica Sensazione, funzione atta a metterci in contatto con i bisogni basilari della nostra vita come il nutrimento, l’accudimento, la sicurezza emotiva attraverso l’uso immediato e consapevole dei nostri sensi e organi percettivi corporei. Per condividere qualsiasi cosa con qualcuno, che sia un progetto, una relazione, o un sogno, c’è bisogno prima di tutto di fondamenta solide su cui poggiare, un sano senso di realtà a cui poter fare affidamento, altrimenti si vivrà o nella troppa immaginazione o nella troppa fatica di non aver ponderato bene le proprie forze.

Il segno del Toro è in un rapporto di Quadratura con l’Acquario, Elemento maschile Aria e con il suo signore Urano, per questo è così interessante ora la fusione di questi due simboli con l’ingresso di Urano nel segno femminile del Toro, perchè è come se si miscelassero due tempi diversi: quello femminile della Terra e dei suoi cicli naturali di attesa e gestazione e quello dell’Aria, del pensiero e delle idee in movimento, un tempo più rapido e volitivo. Il Toro dovrà mutare il suo modo di percepire il tempo, sentirà un tempo accellerato come qualcosa lo spingesse a correre in avanti. Sarà spinto a mutare qualcosa di molto radicato della sua modalità di acquisire sicurezze, potrà essere scosso nelle sue modalità più passivamente femminili ricettive, in favore di qualcosa di più attivo e rapido. Per esempio, potrà imparare che suoi bisogni primari non dovranno più essere soddisfatti da qualcuno – o qualcosa d’altro al di fuori di lui stesso, – dovrà inoltre uscire e muoversi più lontano dal suo spazio – territorio sicuro –  per aprirsi alla nuova libertà mostratagli da Urano, in vista di una maggiore condivisione di risorse e beni materiali (tema questo che va ad allargarsi a tutto il nostro sistema di vita economico come grande mutamento collettivo).

Questo è chiaramente valido non solo per chi appartiene al segno del Toro, ma per tutti quanti, sia perché tutti noi abbiamo attraversato una cosiddetta fase Toro – che descriverò qui in seguito – sia perché nel Tema Natale, abbiamo una Casa astrologica occupata dal segno. E’ lì che si verificherà il Novilunio aprendo la possibilità di creare qualcosa per noi costruttivo in questo ciclo lunare fino alla Luna Piena del 29 maggio 2018, sia per tutti i 7 anni in cui sosterà Urano nel segno.

A cosa mi riferisco con la fase Toro?

E’ quel luogo temporale nel nostro archivio di memoria antica e sepolta, dove si nasconde la percezione del nostro avere o non avere valore personale. Se noi sentiamo di averlo ci fidiamo di noi stessi e di conseguenza degli altri, se dentro invece avvertiamo un “buco”, temiamo inconsciamente l’essere visti, come se avessimo un segreto di cui ci vergogniamo, temiamo le zone di profonda intimità con l’altro che potrebbe non amarci e riaprire questa ferita. Quella di non essere degni d’amore. Una paura profondissima che non sveliamo nemmeno a noi stessi.

Qual’è la prima cosa che noi abbiamo sentito di avere e possedere nella nostra percezione del mondo? Il nostro primo confine e la cosa che prima di tutto ci appartiene? Senza ombra di dubbio è stato il nostro corpo. Un bimbo quando è molto piccolo inizia da lì la sua prima esplorazione; avete mai visto un neonato quando si mette in bocca i piedini e inizia a percepire ciò che è suo, rispetto a ciò che non è suo (come gli oggetti che inizia ad assaggiare intorno a lui)? Sta esplorando il suo territorio e la sua essenza stessa, tramite le sue percezioni sensoriali di gusto, tatto, olfatto, vista e udito, comprenderà di avere un corpo fisico che lo separa dagli altri, e sentirà, a seconda di com’è andata questa sua prima esperienza, di essere amato e degno di piacere e amore. Tramite il modalità della madre o chi per essa, di toccare quel corpo, di nutrire quel corpo, di amare quel corpo, abbiamo acquisito il nostro senso di valore personale. Valore di essere amati, non di saper fare, saper dire, essere bravo in qualcosa o meno: valore d’essere in quanto tale. Questo primo vissuto soggettivo, essendo legato a una percezione – la percezione nostra di come siamo stati amati, appartiene a quel territorio istintuale profondo che poi scordiamo e che traccia il primo modello istintuale di paure e schemi comportamentali radicati (che è possibile lavorare solo andando molto in profondità con noi stessi in un lavoro a ritroso). Allo stesso tempo nella Fase  Toro, ci si preparerà a un’altra importantissima scoperta: il nostro corpo è fisicamente separato da quello di nostra madre – nutrimento, vita, amore. Da lei dipende tutta la nostra sopravvivenza. Questa prima consapevolezza di separazione primaria, segna l’Asse Toro – Scorpione e l’Asse Casa II opposta alla Casa VIII. (fase 6 mesi un anno e mezzo corrispondente allo svezzamento e alla prima autonomia nel nutrirsi e ingoiare cibi più solidi).

Il Novilunio in Toro e l’ingresso di Urano nel Toro del 15 maggio 2018 (e della sua sosta nel segno per i prossimi circa 7 anni), apre una tematica di mutamento per quanto riguarda quelle sicurezze antiche e primordiali, la percezione del nostro corpo fisico, il sostentamento, e la vita – l’amore per noi stessi e il riconoscimento del nostro autentico valore. Non importa più come sia andata allora, anche in qualsiasi modo sia stata ora non abbiamo più sei mesi, ed è venuto il momento di divenire adulti, divenendo in grado di amarci e a prenderci cura di noi stessi. La ricerca di gratificazione e di “nutrimento” non dovrà più passare da qualcuno (come ai tempi fu la madre), che provvede a noi, ma da un sano occuparsi di noi stessi per poter pensare, “sazi” sereni, e con meno paura di essere di nuovo privati, di poter mettere le basi solide per l’amore di condivisione e scambio. Sembrano parole vacue, o scontate, ma non lo sono, se dentro mi porto vuoti e voragini mai colmate, antiche richieste di amore insaziato, è chiaro che io investirò di aspettativa tutti i miei rapporti del presente, e non darò nulla, ma prenderò, e pretenderò. Chi sente costantemente ilvuoto d’anima, si sente in credito e in diritto continuo di avere, (ombra del possesso Taurino), me è lì che dovrà passare ogni volta per trasformare quel vuoto in un pieno di significato e di amore adulto e paritetico.

Riscontro spesso un grande senso di perdita e del non avere avuto abbastanza nei primi anni di infanzia, che accompagna sia molti nati del Toro che Scorpione. A volte vissuti di perdite concrete, sia materiali che affettive, molti non allattamenti da seno materno nei nativi Toro, e sentimenti ambivalenti nei famigliari degli Scorpione. In modalità differenti ma complementari, entrambi i segni a livello evolutivo, è come se avessero dovuto passare da una mancanza di “riempimento” verso ciò che più hanno desiderato da bambini: la sicurezza affettiva, la presenza, il contenimento e la chiarezza di sentimenti. Questa instabilità, o io sono solita a chiamare – voragine e buco nero – ha formato nella personalità Toro adulta non consapevole, una forsennata ricerca di “oggetti” d’amore che colmino la sua paura di ripassare di privazione e nelle personalità Scorpione, una controllo emotivo attuato su tutti gli “oggetti” d’amore, per la stessa paura sottostante: la perdita e l’abbandono. 

Qual’è allora il motivo di questo cattivo scherzo giocato ai due segni più viscerali dello zodiaco? Perché la fame del Toro è destinata a rimanere incolmata e la paura di essere tradito dello Scorpione, viene poi ogni volta confermata?

 

 

Si dice che un uomo riveli la sua natura autentica solo di fronte alle grandi catastrofi. Tutti abbiamo immaginato, e sappiamo cosa è successo quando è affondato il Titanic o quando ci sono le guerra o le grandi tragedie, l’uomo, pur di sopravvivere, sopraffà l’altro e compie i peggiori abomini. Solo alcuni spiriti davvero evoluti, in quei momenti riescono a non mettere in primo piano la loro sopravvivenza e fanno grandi gesti verso il prossimo. Ecco la risposta: i Toro e gli Scorpione, i più celebri per i loro appetiti, saranno proprio loro, ad averli ogni volta frustrati, per imparare una grande lezione sulla vita: niente sarà mai stabile e permanente nel mondo fuori, se non risolve la fiducia e lo guardo con cui ogni volta ci si pone nei confronti del mondo. Non potremo avere nessun controllo su nessuna casa (si vedano i terremoti per l’appunto scatenati da madre terra), nessun affetto, o stabilità esterna, perché nessuna di queste cose potrà sostituirsi al senso di valore interno, alla fiducia in se stessi da imparare, che è quello che si dovrà costruire come centro solido e fermo.

Solo partendo dal centro del proprio essere, radice calda e sicura, terra, corpo, anima a cui attingere, potremo recuperare la fiducia necessaria per aprirci al mondo senza chiedere, o aspettarsi delusioni, senza desiderare nessun potere sull’altro. Sarà possibile in questo modo, costruire le nuova fondamenta sane per la nostra vita che a quel punto partiranno da dentro di noi e saranno autentiche. Sarà allora vivibile una vita più Acquariana e Uraniana, visto che siamo nell’Era dell’Acquario, poter davvero aiutare l’altro essere in maniera disinteressata ma anche gratificante e concreta: perchè io non avrò bisogno di lui, ma donerò quello che per me è già solido in me. Facendo così, permetterò all’altro – partner, marito, amico, di amarmi (perchè non pretenderò più che mi colmi o nutra il mio vuoto antico) e solo così io spezzerò la catena del dare e avere e la paura di perdere qualcosa – solo così potrò ogni volta non venire riabbandonato e ritradito.

Io sono già sazio e sono amato, potrebbe essere il mantra e la frase per questo Novilunio.

 

Novilunio in Toro, opposto a Giove in Scorpione, ci insegna proprio questa fiducia nelle nostre risorse innate, nel nostro valore d’essere, e la bellezza anche di poter contare sul corpo fisico che è il mezzo della nostra anima, per costruire in modo tangibile e veder manifestato nella materia il sogno a cui diamo valore. Questa è la vera magia a cui potremo dare vita con le energie del Novilunio: progettare in modo concreto (Luna e Urano in Toro) qualcosa che per noi ha immenso valore (Venere) portarlo avanti con costanza e perseveranza (Marte e Plutone in Capricorno).

Urano nel Toro ci accompagnerà in questi anni fino al 2026 e sarà un bel cambiamento che in questi prossimi anni lavorerà su tanti pregiudizi antichi e ancora attuali, in questa Era così rivolta allo sviluppo spirituale, si tralascia il significato e l’importanze del nostro primo tempio corporeo, considerandolo come un interesse non rivolto alle alte mete dello spirito, astratte ed elevate. Secoli di fraintendimenti culturali hanno associato il corpo a qualcosa di sporco e peccaminoso, bestiale e intriso degli istinti più bassi, rispetto alle mete dello sviluppo spirituale, e il corpo ha finito per scindersi dall’anima. L’unione di Urano, il Dio dei cieli e Gea, madre terra, che adesso Urano nel Toro, potrà compiere, è il passaggio trasformato di questa unione ritrovata. Aiutarci a non dimenticare il valore sano e l’amore per quello che è l’involucro fisico con cui noi siamo qui in cammino sulla terra. Il segno del Toro non ha mancato di essere frainteso in descrizioni semplicistiche che lo rendevano un pigro indolente possessivo e ingordo segno, lento e poco progredito, rispetto ad altri suoi compagni di viaggio più scaltri e mobili, e per certi versi, vi è una verità, il lato ombra di un Toro che non realizza la sua missione, si tramuta, in un buco nero di appetiti non colmati e in una fame di sicurezze insaziabile, che passa per possesso e ristrettezza di vedute. Ora con l’ingresso di Urano nel Toro, è venuto il momento di riscattare anche questa zona d’ombra, e provare a capire dove andare a costruire quella solida certezza interiore, che possa dare stabilità e sicurezza alle nostre ataviche paure. Per ognuno di noi Urano nel Toro, andrà ad attivare un mutamento nell’area dove più abbiamo bisogno di sicurezza, proviamo a contattare e capire come colmare in modo differente quel pezzo di vuoto, che ancora si sbilancia o pesa sugli altri.

Dove abbiamo paura di perdere qualcosa? Dove chiediamo di essere nutriti a livello affettivo, a livello materiale e di sicurezza emotiva?

 

Lì, in quella porzione di paura, che si nasconde la nostra vera natura, e sta noi a scoprirla, per comprendere dove ancora stiamo cercando, come il bambino piccolo, di pensare solo alla nostra soddisfazione e dove ancora stiamo cercando – scusate la metafora – la tetta materna a cui attaccarci. Dove quando quando c’è uno stato di allarme, attiviamo i nostri sistemi di sicurezza e non ci buttiamo di corsa nelle scialuppe di salvataggio del Titanic, senza guardare in faccia nessuno. Facciamo un gran bel respiro… non dobbiamo più scappare in nessun riparo, siamo immensamente saturi di bellezza a disposizione, possiamo condividerla, non essere soli e indifesi, possiamo essere noi quella terra fertile, calda, tenera e meravigliosa su cui poggiare per sempre i nostri piedini senza più paura di essere lasciati soli.

Buon Novilunio a tutti,

Anna Elisa Albanese

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Fonte : https://www.sentieroastrologico.it/luna-nuova-in-toro-15-maggio-2018-la-scoperta-della-vera-natura/

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