AVREMO IL PICCO MASSIMO DI LUNA PIENA IL 28 MARZO 2021 ALLE ORE 20.50 ITALIANE NEL SEGNO DELLA BILANCIA A 8.18°.

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Infiammazione Emotiva
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Luna che giunge al suo compimento dal Novilunio in Pesci del 13 marzo, e di poco successiva all’Equinozio di primavera del 20 marzo che ha dato l’ingresso del Sole in Ariete, come inizio dell’anno solare astrologico. Il focus di questa luna, il cui pianeta governatore è Venere, è sul nostro sistema – relazioni, e parlo coscientemente di sistema come concatenazione di rapporti che si srotolano su più piani della nostra esistenza mettendoci di fronte qualcosa di noi stessi e il punto in cui siamo con il nostro baricentro. Siamo troppo sbilanciati nel non dispiacere l’altro? O siamo troppo centrati nel nostro individualismo da non vedere l’altro? L’asse aperto dal Plenilunio è quello Ariete – Bilancia – io, Individualità e l’altro da me, Relazione – che apre la fatidica domanda esistenziale dell’uomo: l’espressione della mia individualità e ciò che voglio, come può non entrare in collisione con ciò che l’altro desidera e vuole?

 

Come posso sentirmi totalmente me stesso senza perdere l’altro/a, e come posso sentire i desideri dell’altro/a senza perdere completamente me stesso?

 

In verità questi due principi non sono opposti – Individualità/affermazione (Ariete, domicilio Marte) e Cooperazione/scambio (Bilancia, domicilio Venere) – ma noi facciamo fatica a trovare “la giusta misura”, perché vacilliamo nel nostro senso d’identità e temiamo di venire sopraffatti. Abbiamo fortemente bisogno di essere riconosciuti e approvati, sopratutto se da piccoli questo “senso d’essere di esistere e valere” non è giunto in maniera fluida. Era fondamentale allora essere approvati – voluti bene – dalle prime figure affettive, per fortificare il senso di autostima e costruire i confini saldi del nostro essere, così da non sentirci minacciati da grandi, nel cammino a due con qualcun altro. In qualsiasi modo sia andato allora, ora il nostro compito è evolvere attraverso lo specchio relazionale.

Sole congiunto a Chirone e Venere in Ariete opposti a Luna in Bilancia e in sestile a Marte in Acquario e Saturno in Acquario, compongono un tema ad aquilone la cui punta è proprio la Luna. (grafico alla fine dell’articolo). E’ giunto il tempo di andare a vedere nel mondo dei sentimenti, dopo che abbiamo in qualche modo provato a lasciare andare il controllo mentale e la pretesa di capire tutto con la ragione grazie alla Luna Nuova nei Pesci e alla presenza ancora decisa di Mercurio in Pesci congiunto a Nettuno. Comprendere con il cuore – e non con il giudizio e la condanna – dove ci sono sbilanciamenti troppo forti in questo delicato e intricato sistema di relazioni – specchi – che ci definiscono, ma allo stesso tempo, a volte sembra ( e sottolineo sembra), non ci facciano sentire liberi di essere veramente noi stessi o amati come vorremmo.

Fino a qualche decennio fa, le definizioni come “dipendenza affettiva”, “narciso patologico”o “relazione tossica”, non si sentivano così frequentemente come adesso. Se ne parlava meno, i canali di comunicazioni erano differenti, internet era appena sorto. Gli psicologi facevano gli psicologi, gli avvocati gli avvocati, insomma, non era ancora un mondo di tuttologi, o perlomeno non era fatto in una maniera così esposta a livello virtuale, i social network non esistevano nemmeno. Noto ultimamente che quasi ogni relazione disfunzionale e ogni mal d’amore prolungato, viene definito come una relazione da dipendenza patologica, e ogni individuo minimamente concentrato su di sé, è un narcisista seriale. Questo ci sta sicuramente aiutando a capire molte cose sul nostro funzionamento come esseri umani, ma un tempo quella era raccontata come la classica sofferenza d’amore, e il “narcisista” del caso, era semplicemente uno stronzo. Forse le parole della saggia “nonna” o dell’anziana del paese, o della nonnina del “Tempo delle mele”, erano l’unico balsamo sulle ferite che ora non sappiamo più come lenire. Chissà se eravamo più semplici o solo beatamente inconsapevoli, la cosa certa, è che alcuni di noi, nell’istintività meno ragionata, sono riusciti a salvarsi comunque senza correre ai ripari con una definizione che pare aiuti sul momento, ma non guarisce dalla sofferenza e sopratutto spesso spinge il centro del problema fuori da noi e lo etichetta come “un morbo” da guarire nei più brevi tempi possibili. (esclusi ovviamente i percorsi psicologici o di aiuto seri e continuativi e non il manualetto letto per sentito dire o la notizia letta in rete). La vita ha accellerato fin troppo i suoi tempi naturali, e il tempo del “mal d’amore” ha urgenza di essere subito sedato, perché non c’è più spazio per lui; questa fretta ha fatto perdere molti di noi all’interno del loro senso di inadeguatezza da standard “vincenti” troppo alti e irraggiungibili.

Avete mai letto gli antichi romanzi di formazione?

Avete mai visto un’eroina della storia – di una qualsiasi storia sentimentale – innamorarsi della persona che gli rende la vita facile? Del “soggetto senza pecche”? Dove starebbe il romanticismo se tutto partisse facile da principio, e se non ci fosse un qualche viaggio interiore da compiere.

L’amore “sbagliato” ha un preciso scopo, e se noi lo sediamo, lo demonizziamo e non lo comprendiamo, ne arriverà uno successivo ancora più “sbagliato” perché forse non abbiamo capito niente delle lezione precedente, e proprio perché è in questo che si farà strada la nostra formazione sentimentale.

 

Quando andavo in analisi, la mia prima meravigliosa psicoanalista Junghiana, mentre piangevo lacrime e lacrime sulla sua poltroncina, maledicendo il male che mi faceva al cuore l’essermi innamorata perdutamente di una persona che non ricambiava come io avrei voluto i miei sentimenti, e di cui mi sentivo assolutamente “posseduta”, mi sorrideva amorevole dicendo “Ma teniamolo questo amore sbagliato… culliamolo.. svisceriamolo insieme fino a non poterne più. Se noi ora lo demonizzassimo, una parte di te ci si attaccherebbe ancora di più tenendolo stretto e attaccato come la cosa più preziosa da difendere… Sarai grata un giorno a questo amore, grazie a lui hai messo in discussione tutta la tua vita e diventerai la donna adulta di domani”. Allora avrei pagato oro per avere una pozione magica che lo annullasse dalla mia testa, ma adesso capisco quelle parole e quel percorso lungo e sofferente dentro di me che solo grazie a questo “amore sbagliato” ho potuto compiere.. dipendenza? Si, può essere, ma il fatto che non mi sia mai stata nominata questa parola – DIPENDENZA – ha permesso che io la attraversassi completamente senza esserne spaventata, fino poi a lasciarla andare. Se avessi saputo davvero di esserne dipendente – (Da cosa poi? Da lui? Dall’amore? Dall’ideale dell’amore?) – e di avere una voragine affettiva incolmabile, forse mi sarei divincolata ancora di più, lottando con tutte le mie forze per eliminarla, e la presa, paradossalmente mi avrebbe stretto ancora di più nella sua morsa infernale.

Credo che questa Luna Piena parli di ferite aperte da accettare perché possano guarire ed essere poi liberate, qualsiasi esse siano non è necessario dare loro una definizione, la loro guarigione passerà da un non lottare più contro di esse, ma abbracciandole come parte di noi in cammino. Certo non è un lavoro da fare dalla sera alla mattina, ma possiamo provare a chiedere all’Universo, alla nostra Anima e al nostro Sè superiore, di farci giungere la risposta. Solo a quel punto,  potremo congedarci da quella ferita o quegli abbandoni o ricordi, o visioni sbagliate di noi stessi, e iniziare il cammino di risalita. Se non possiamo mutare una situazione nell’immediato, per forza dovremo mutare il nostro sguardo verso di essa, è l’unico potere che abbiamo ed è il più grande.

Nettuno in Pesci si trova congiunto a Mercurio in una quadratura a Marte in Gemelli (molto precisa a Nettuno tra il 6 e 10 aprile poco prima della Luna Nuova in Ariete), ci invita a compiere una pulizia emozionale e di tutte le nostre visioni e rabbie bloccate, prima dell’inizio del nuovo calendario lunare dell’anno.

 

E’ con questa ultima Luna che ho deciso di comunicarvi che non scriverò più dei cicli lunari. Ho bisogno di far tacere parole e trovare forse immagini, canzoni, suoni differenti per raccontare i cieli.

 

Ogni cosa ha un termine qui nella nostra vita terrena, (nell’infinto dei cieli invece finisce e ricomincia nel grande tempo rotondo e circolare), ho iniziato a scrivere di Noviluni e Pleniluni a fine 2014 (qui sul sito le trovate tutte: lune dal 2014 fino ad ora.), due al mese per tutti questi anni. Fino a ieri non avrei mai pensato di poter smettere una ritualità così consolidata, costruita, sudata e maturata per così tanto tempo anche grazie a voi che mi leggete e accompagnate nel sentiero. Poi però in un attimo, come il vento di aria tersa e limpida che arriva d’improvviso, mi sono ascoltata nel profondo ed è scattato un click. E’ tempo di mutare ancora qualcosa. E’ tempo di rinnovare anche per me con questo Saturno e Giove in Acquario e la loro quadratura a Urano in Toro e uscire da ciò che non sento più aderente al mio cammino.

Ho bisogno di passare a un altro tipo di comunicazione meno lunga e da un lavoro meno “obbligato” da date e regolarità fisse, perché le mie intuizioni ho visto, ormai giungono improvvise e senza calcolo, in tempi diversi dalle lunazioni ed è di questo che vorrei riprendere a scrivere in maniera più fluida e sentita. Scrivere dei pianeti quando mi risuonano per la mia storia personale che vi narro, o scrivere quando mi si accende la lampadina per un cambio di testimone nel cielo. La luna ha esaurito il suo compito.

Anche voi in questa Luna Piena in Bilancia, che parla di scelte e bilanci da fare, cosa vi vorrete portare con voi e cosa no? Potrebbe essere che in questo tempo degli inizi in cui si sta per aprire la prossima Luna Nuova in Ariete di aprile, si possa attraversare una scelta autentica, onesta e vera e si debba chiudere qualcosa che non vive più, in nome di qualcosa d’altro da far germogliare nei fiori nuovi di primavera.

Buon Plenilunio a tutti voi,

grazie per avermi seguito in questo viaggio insieme,

Anna Elisa Albanese

 

TEMA DI LUNA PIENA, 28 MARZO 2021, ALLE ORE 20.50 ITALIANE

 

 

Sole, Venere e Chirone congiunti in Ariete opposti a Luna in Bilancia e in sestile a Marte in Gemelli e Saturno in Acquario.

Mercurio in Pesci congiunto a Nettuno in quadratura a Marte in Gemelli.

Plutone dominante sul Fondo Cielo, governa Casa II – valori e sicurezze da trasformare e ricalibrare.

Un Plenilunio che nella sua Asse di Casa VI e Casa XII ancora ci parla di valutazioni ed equilibri da sanare. Equilibrio del corpo/salute, ma non solo. Anche la nostra parte impulsiva e impaziente che troverà una nuova forma di “resistenza passiva” che potrà portarci fuori da questa ancora costrizione e limitazione. Attendiamo l’ingresso di Giove in Pesci – domicilio benefico – a metà maggio, per un respiro di delicatezza e fiducia che si spera non tardino oltre. Intanto però valutiamo e setacciamo i nostri valori, le scelte affettive e il nostro centro.

Anna Elisa

 

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