l'alba del sesto sole

LUNA PIENA IN SAGITTARIO, 17 GIUGNO 2019: LA MANIFESTAZIONE DELL’ANIMA di Anna Elisa Albanese

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Avremo il fenomeno di Luna Piena la mattina del 17 giugno 2019 alle ore 10.31 italiane nel segno del Sagittario a 25.32°.

Questo Plenilunio arriva qualche giorno prima del Solstizio d’estate del 21 giugno e prima del ciclo di Eclissi che avremo a partire dalla prossima Luna Nuova del 2 luglio. Un cielo movimentato e in pieno divenire in un ricco dialogo tra segni Cardinali e Mobili. Dialogo dinamico, conflittuale, appassionato, proprio come quando ci occupiamo di questioni scottanti o nei litigi degli innamorati: vado o rimango fermo? Resisto o mando tutto all’aria?

I valori Fuoco del Sagittario stimolano l’impazienza, l’urgenza e la naturale spinta a espanderci, fiduciosi di trovare in luoghi mai esplorati qualcosa di più bello e appassionante rispetto a quello che abbiamo già. Conquistare nuovi territori (nel senso metaforico del termine – e purtroppo a volte non solo), imparare e conoscere ciò che è oltre i confini sicuri, impelle in tutta la sua irruenza, come quando da ragazzi progettavamo il viaggio in Interrail per l’Europa, o elettrizzanti percorsi di studio che aprivano scenari illimitati. In qualche modo ora ciò che abbiamo sembra non bastarci.

Per chi negli anni giovanili del progetto, era già nella morsa Saturnina dell’adultità e non ha potuto concedersi troppi spazi d’immaginazione, potrà vedere dove risiede – se c’è o è dimenticata – quella parte di sé che volge ancora lo sguardo al possibile e al divenire. Indipendentemente dall’età biologica, potremo durante il corso di tutto questo anno che abbraccio il ciclo di Giove in Sagittario, interrogarci sul cosa ci fa ardere o sul dove abbiamo perso speranza nel futuro.

La Luna piena sarà congiunta a Giove in Sagittario che formerà la sua seconda quadratura dell’anno con Nettuno in Pesci (la prima è stata a gennaio e l’ultima sarà a settembre 2019). Un passaggio che dà colore a livello collettivo, sulle priorità affettive, lavorative, progettuali ed esistenziali da ristabilire nella nostra vita, perché essa sia più aderente a ciò che siamo e stiamo diventando. Questo quadratura, è una naturale e necessaria contrattura, che ci aiuta a non scappare fuori di noi, o almeno non solamente.Il viaggiare è inteso come viaggio di ricerca come agli artisti e ai pionieri di tutte le epoche nei viaggi d’esplorazione, e se dovesse divenire viaggio di fuga solamente, perderebbe il suo vero significato di espansore di coscienza (non che non possiamo più fare semplici viaggi turistici ci mancherebbe, ma non è questo il “viaggio” inteso simbolicamente da Giove – Sagittario. Spesso dico a persone con tanti valori in Sagittario, che conoscono e spaziano in luoghi lontani per il mondo, e poco nel loro quartiere, che si può viaggiare anche stando fermi in biblioteca (prima che chiudano sostituite dal mondo tecnologico).

Il mondo che ricerca il Sagittario, è il mondo della conoscenza, i segreti del vivere e del morire, il senso arcano dietro le cose, per poter divenire maestro e insegnante – a livello interiore – e mostrare ad altri, con la sua naturale fiducia, lo sguardo oltre il Qui e Ora. Quando stiamo male, soffriamo, entriamo nella dimensione del dolore che crediamo non passi più, siamo nel Qui e Ora, e fatichiamo a credere in un domani migliore – Fuoco elemento vitale per eccellenza – ci insegna ad acquisire abbastanza esperienza di vita, per poter creare, raccontare, indicare con la freccia dell’icona simbolica del centauro, la stella polare da seguire, il lumino oltre il tunnel, la strada che ci traghetterà fuori dal buio. Le basi del centauro toccano la terra della materia limitante dell’adesso, del nostro corpo fisico e dei nostri limiti umani,  ma la freccia indica il cielo lassù a cui volgere la speranza.

L’asse Gemelli (Sole) – Sagittario (Lune e Giove) illumina l’eterno dilemma umano mente – cuore, realtà – immaginazione – presente – futuro, razionale – irrazionalecorpo – spirito, aperto nel Novilunio in Gemelli del 3 giugno portandoci, seppur confusi e ancora in cammino, a chiederci un focus di scelta più consapevole della direzione di senso. Un senso che funzioni per noi, senza dover essere spiegato o giustificato: come vogliamo vivere la nostra vita è affar nostro, il punto però è riunire i membri interni del nostro condominio interiore, e farli lavorare all’unisono a un progetto comune.

Stiamo investendo il tempo qui nella materia umana della nostra vita, per ciò che crediamo o stiamo proseguendo per inerzia e paura di cambiare, impossibilità di crederlo possibile, e più di tutto, confusione di ciò che desideriamo?

 

Il tema del cosa fare da grandi, è quello che io definirei il nodo cruciale di questa lunazione e del ciclo annuale collettivo messo in moto dalla quadratura  Giove – NettunoNettuno in Pesci alimenta la nostra parte d’insofferenza, predisposizione al sogno e fuga dalla realtà, ma anche la creatività, e l’ispirazione, e per contr’altare l’indolenza, la nostalgia, la pigrizia. Tutte cose necessarie di cui l’Ego necessita, per contrastare il potere della mente imperante. Questa oscillazione Giove – Nettuno, rappresenta molto bene il dibatterci, soprattutto al livello collettivo, in una visione più chiara che ancora non c’è, un modello esterno di riferimento per quanto riguarda la religiosità, i sistemi di pensiero, per giungere a una vera Spiritualità, più libera, autentica e meno dogmatica.

Il mondo sta cambiando, ma non ha ancora acquisito gli strumenti per essere il Maestro di se stesso. Questo non accontentarci ancora di quello che abbiamo conduce a quello stridore interno che porta il nome di insofferenza. Non è ancora la forza della ribellione, ma non è nemmeno pace e resa. E’ un tempo lento di marea, con onde che sciacquano ricoprono tutta la sabbia e poi si ritirano indietro, lasciando ogni volta scoperte alla vista nuove conchiglie. Questo movimento dell’acqua che scava nei meandri del nostro inconscio fa emergere ciò che siamo in grado di vedere ma a piccoli tratti e nel continuo ritmo dell’andare e venire.

Abbiamo nel cielo anche un’altra fondamentale e precisa opposizione tra Cancro (Mercurio, Marte e Nodo Lunare Nord) e Capricorno, (Saturno, Plutone e Nodo Lunare Sud) che crea uno spazio energetico meno fluido, una possibile compressione, resistenza, stanchezza, soprattutto per i 4 segni Cardinali Ariete, Bilancia, Cancro e Capricorno (pianeti o segno tra i 16° e 23 gradi°), in virtù di un riposizionamento e calibratura che potrà definirsi meglio e nuovamente nei primi mesi del 2020. Cancro e Capricorno ci riconducono all’asse portante della nostra vita – affettività e realizzazione – e alla necessità di conciliare questi due mondi, a seconda della priorità che noi vogliamo dare ai due aspetti. Ci è richiesto coraggio e il saper prendere piena responsabilità e onestà con ciò a cui diamo importanza nella nostra vita.

L’oppozizione Marte (Cancro) e Saturno (Capricorno) ci sta chiedendo ancora degli sforzi e degli affinamenti per quanto riguarda il tema della responsabilità, dell’autonomia emotiva e delle dipendenze: dipendenze affettive e tutte quelle che sembra diano definizione al nostro ego, sicurezza e continuità, ma che forse sono divenute obsolete e vincolanti. Per questo il Plenilunio in Sagittario ci agita, scuote, solletica a spostarci da ciò che è noto, da ciò che la mente conosce. Ci chiede di ascoltarci più profondamente e andare a contattare lo straniero che risiedere in noi, senza andarlo necessariamente a cercare fuori di noi. 

” La mente è decisamente altro dall’anima, che costituisce la sua principale concorrente al rango di sovrana della nostra vita interiore, non visibile. L’anima, da cui sgorgano le nostre passioni, i nostri sentimenti e le nostre emozioni, è un vortice più o meno caotico di eventi che noi non mettiamo in atto, ma patiamo e che in circostanze di forte intensità possono travolgerci, come avviene con il dolore o il piacere; l’invisibilità dell’anima assomiglia a quella degli organi interni del corpo, di cui avvertiamo il funzionamento o la disfunzione senza essere in grado di controllarli. La vita della mente, al contrario, è pura attività, un’attività che, alla stregua delle altre, può essere avviata o interrotta a volontà. Per di più, quantunque la loro sede sia invisibile, le passioni posseggono una propria espressività: si arrossisce per la vergogna o l’imbarazzo, si impallidisce di paura o di rabbia, si può essere raggianti di felicità o aver l’aria abbattuta, ed è necessario un notevole esercizio di auto-controllo per impedire alle passioni di mostrarsi. La sola manifestazione esteriore della mente è la distrazione, un’evidente noncuranza del mondo circostante, qualcosa di completamente negativo che non accenna in alcun modo a ciò che sta realmente accadendo dentro di noi.” (1)

Siamo in un tempo in movimento in cui gli spiragli offertoci dalla “mente che vacilla” aprono interstizi all’anima che può manifestarsi.

 

 

Questo Plenilunio ci apre la porta alla sperimentazione di nuove strade la focalizzazione d’intento sul significato di “missione” della nostra esistenza. Basterà un Plenilunio? Certo che no.“ Un ritmo che somiglia al ritmo respiratorio che prende e lascia, che accoglie e restituisce. Il respiro è in relazione alla possibilità di dialogare e ascoltare gli altri. Quando ispiro dovrei ascoltare e non parlare compromettendo la parola poetica e soprattutto il dialogo. Dentro queste spinte centripete e centrifughe si costituisce l’immagine del corpo e dei nostri gesti corporei, dei limiti e della possibilità di trascenderli per accedere al simbolo.” (2)

Queste parole raccontano molto bene il dualismo mostrato dall’Asse Gemelli – Sagittario: la comunicazione, il respiro, ciò che esso può aprire e disvelare. Il pieno e il vuoto, la marea che travalica, sommerge, scopre e disvela. Non è un caso che tutte le grandi tradizioni meditative partano dal respiro. E’ in questo gesto che noi compiamo in automatico, che potremo trovare lo spazio aperto ed espanso che tanto ci manca. Nello spazio infinito e minuscolo di un respiro. Del qui e ora. Se noi sapremo trovare lì nuovi territori inesplorati, non avremo più bisogno di cercare la libertà lontano. 

Non è necessario metterci per forza a gambe incrociate e meditare in modo sistemico, siamo tutti diversi e possiamo scegliere la nostra modalità di focalizzazione, camminando, correndo, dipingendo, prendendoci uno spazio nostro per contattare il grande silenzio da cui provengono tutte le cose. Il grande silenzio attraverso il quale la nostra anima ci parla, tanto temuto e anelato.

L’asse Gemelli – Sagittario è il ponte tra due mondi – l’Ora e l’Adesso del tempo lineare  logico casuale dei Gemelli – e il futuro della visione, del simbolo immaginativo e del tempo analogico che ci mostra il Sagittario. Tra questi due mondi tutti noi abbiamo un ponte e un collegamento, attraverso il quale misuriamo, valutiamo, pensiamo il nostro tempo e spazio.

 

Il ponte può collegarsi al tempo del cuore solo se la mente tace. Le immagini spontanee da dentro di noi, possono giungere autentiche solo se gli creiamo vuoto. 

Sento di tanti cambiamenti di vita, avvenuti a molti di noi rapidamente negli ultimi anni, è mancato il tempo di assimilazione perché tutto corre velocemente e noi non siamo in grado di stare nell’apparente vuoto di senso. Il tempo per assimilare un nuovo contenuto è ben rappresentato dallafunzione di Giove, che sintetizza, dona senso e significato prospettico. La prospettiva è qualcosa che avviene non nel presente ma in seguito, permettendoci di “digerire” l’esperienza e acquisire distanza da essa. Come quando in aereo ci sono i vuoti d’aria: stiamo volando alti .. molto alti a livello energetico, anche se non ce ne accorgiamo in modo cosciente la nostra più profonda visione di vita sta cambiando, diamoci modo, tempo, cura e attenzione, per ricalibrarci.

La freccia del Sagittario punta il cielo, e il cielo riflette nei suoi simboli e racconti, ciò che il cuore umano ricerca, come uno specchio la volta stellata ci ridona senso e prova a lenire un poco il nostro essere qui in balia del caos senza certezze né approdi che possano farci sentire protetti. Come una bussola in mezzo al mare in tempesta, sarà la direzione e le stelle che luccicano in cielo e a mostrare la via, a tenere in vita l’umore e la vitalità dell’equipaggio che la abita. 

Giove (Io credo) è il grande anticipatore di Nettuno (Io sento), e se il primo ci mette in contatto con ciò che è possibile ma ancora non presente, il secondo dilata gli spazi a ciò che la coscienza può sono cogliere a tratti – la presenza spirituale. Scriviamo su un foglio per questa luna di Fuoco, portatrice di luce e fiducia nella vita, tutti gli intenti e i desideri che non osiamo rivelare nemmeno a noi stessi, e poi lasciamoli brillare nella notte di luna piena. Vedremo tra circa sei mesi, all’avvicinarci del Solstizio d’inverno, nel mese del Sagittario, cosa sarà mutato.

Abbandoniamoci poi ai mesi estivi delle eclissi con la mente sgombra iil cuore aperto, ci faranno contattare parti lontane di noi, proviamo a fluire e non temere troppo il cambiamento e tutta la vita che ci aspetta, dall’altro lato del fiume del nostro “no io non ci credo andrà male”.

 

Buon Plenilunio a tutti voi,

Anna Elisa Albanese

Fonte : https://www.sentieroastrologico.it/luna-piena-in-sagittario-17-giugno-2019-la-manifestazione-dellanima

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