l'alba del sesto sole

LUNA PIENA IN SCORPIONE, 18 MAGGIO 2019: LA CORRENTE DEL DESIDERIO di Anna Elisa Albanese

| 0 commenti

Avremo il Plenilunio nel segno dello Scorpione a 27° nella sera del 18 maggio 2019 alle ore 23.11 italiane.

Eccoci nel ciclo lunare più intenso dell’anno che tocca l’Asse Toro (Sole) – Scorpione (Luna), la così detta Luna del Wesak, una festa sacra durante la quale si celebra la nascita, l’illuminazione e il distacco dal corpo come essere liberato del Buddha, è una festività mobile che viene celebrata nel periodo del plenilunio mentre Il sole si trova nel segno del Toro, periodo che va dal 20 aprile al 21 maggio, ma il periodo esatto varia di anno in anno.

A proposito di quello che mette in luce questo ciclo lunare iniziato con la Luna Nuova in Toro del 5 maggio 2019, vorrei farvi un piccolo racconto. Nel film “Il meraviglioso mondo di Amelie” vediamo un bambino vincere una gara di biglie con i compagni di classe e avere come premio tutte le biglie degli altri bambini. Con grandissima gioia inizia a riscuotere il suo abbondante premio spalancando le mani per raccogliere tutte le biglie da terra, ma le sue piccole mani non bastano perché le biglie sono troppe. Allora con eccitazione sempre più febbrile il bambino comincia a infilarsi più biglie che può nelle tasche della giacchetta, ma le biglie sono sono davvero tante e divengono pesanti tutte insieme, le tasche sono piccole ma lui non demorde. Biglie bellissime colorate e luccicanti che vuole tutte per sé, non vuole lasciarne nessuna a terra, così si riempie le tasche più che può, ancora e ancora, così tanto dal creare uno squarcio nelle stoffa e voilà: in un secondo tutte le biglie rotolano a terra! Rotolano lontanissimo da lui finendo nelle griglie di un tombino, oltre il cortile della scuola, tra i rivoli di terra, e lui non riuscirà più a prenderne nemmeno una, da migliardi di biglie vinte non se ne ritrova più nessuna. Quella vincita trionfante si è tramutata in un attimo in una perdita graffiante memorabile, trauma che lui definirà in seguito come il giorno peggiore della sua vita.

D’altronde il detto “Chi troppo vuole nulla stringe”, ben si adatta all’opposizione Toro – Io ho – Scorpione – Io lascio andare. Se credo di non avere avuto abbastanza, come potrò lasciare andare qualcosa, se credo di non avere avuto abbastanza (amore – valore di me), come potrò credere di avere abbastanza risorse interiori per poter donare, condividere amore, se sto ancora accaparrando per terra tutte le biglie?

Vedere oltre lo Spazio-Tempo
Dall’era della logica all’era della sapienza
€ 14,00

Cosa vuole insegnarci dunque il Plenilunio nello Scorpione, considerata come una delle lune più magnetiche, purificatrici e profonde di tutto il ciclo lunare? Insegnarci ad attraversare le correnti fortissime del desiderio e non solo sopravvivervi, ma uscirne mutati e consapevoli di avere quella base sicura dentro di noi (Casa II – Toro), che non ci faccia ogni volta sbilanciare così tanto nel potere dell’altro da noi (Casa VIII – Scorpione) – permeati da dentro di un nuovo anelito desiderante, che non sia più solo rovescio della medaglia della perdita, ma desiderio permanente di vita, amore e valore intrinseco d’essere che rimane nel tempo perché ci appartiene e niente e nessuno potrà portarcelo via, nonostante tutto fuori tutto il mondo cada.

l’Eros – Desiderio inteso come ardore desiderante, forza tellurica che ci spinge e ci possiede ma che attraversata, incanalata e contenuta diviene forza creativa e generatrice di vita.

Desiderio: L’origine della parola desiderio è una delle più belle e affascinanti che si possa incontrare attraverso lo studio della meravigliosa disciplina che è l’etimologia. Questo termine deriva dal latino e risulta composto dalla preposizione de- che in latino ha sempre un’accezione negativa e dal termine sidus che significa, letteralmente, stella.

Desiderare significa, quindi, letteralmente, “mancanza di stelle”, nel senso di “avvertire la mancanza delle stelle”, di quei buoni presagi, dei buoni auspici e quindi per estensione questo verbo ha assunto anche l’accezione corrente, intesa come percezione di una mancanza e, di conseguenza, come sentimento di ricerca appassionata.

Il desiderio è cosa ben diversa dal bisogno, ed è un confine così sottile, che troppo spesso ci perdiamo in esso fino a smarrire i pilastri fondamentali della nostra vita (valori, stima di sé stessi, appartenenza). L’autodistruzione per “amore dell’altro” è uno dei superamenti del valico e confine tra noi e l’altro, in cui almeno una volta nella vita ci siamo imbattuti (chi più chi meno), come insegnamento per riprendere l’amore per noi stessi e il nostro senso di valore, con cui non eravamo in contatto. Forse in quella zona oscura (rappresentata così bene dal viaggio di Plutone VIII casa), abbiamo dovuto rischiare di perderci, di smarrire la nostra anima, per far contattare il nostro Daimon – Anima – che ha potuto trasformarsi facendo un salto evolutivo e rinascere a nuova vita, se non voleva soccombere.

Uno dei misteri racchiusi dietro l’appagamento del desiderio è il semplice fatto, che per vedere esaudito il nostro sogno, c’è sempre un qualcosa che noi dovremo mettere sul piatto. Per intenderci, il flusso della vita non è una corrente a senso unico, ma è un flusso dinamico tra dare ricevere; quando non otteniamo ciò che vogliamo ardentemente (o che ci pare di volere), dovremo chiederci quanto davvero abbiamo investito fino in fondo, quanto e cosa abbiamo offerto. Quanto davvero ci siamo denudati. Quanto abbiamo chiesto apertamente e soprattutto di noi cosa abbiamo mostrato. Se io voglio ottenere 1000, e in campo investo 2, l’Universo – vita mi restituirà 2. Questa è una verità molto dura da scoprire, perché il nostro bambino interiore è ancora lì in attesa di quel 1000 – che è l’amore incondizionato – che è l’amore che giunge senza che io debba meritarlo: è amore e basta. Perché da grandi non dovrebbe essere così? Noi crediamo troppo spesso – ombra inconscia poco visibile anche a noi stessi – di aver diritto di ottenere tutto, ma non ci accorgiamo di cosa diamo. L’ombra del desiderio d’Onnipotenza infantile va trasformato in un nostro contributo consapevole attivo nel produrre il cambiamento che desideriamo. E’ il momento di andare a osservare quel bambino interiore ferito che ha un credito antico e crede di dover meritare sempre e comunque la ricompensa ai suoi sforzi antichi.

Qui è il nodo di tutte le relazioni disfunzionali, di tutti i nostri vuoti interiori, i vuoti mal riempiti e i pieni riempiti alla bell’e meglio, i sotterfugi che noi attuiamo inconsciamente per ottenere con tutte le forze ciò che esigiamo di meritare senza fare nulla di veramente attivo per collaborare a quell’amore. 

 

Guru di Me Stesso
Manuale di alpinismo interiore
€ 14,00

Vedrò di spiegarmi meglio in un tema così ampio e ricco di sfaccettature e fraintendimenti; come sempre mi sono andata a ficcare con le mie stesse mani in un discorso delicatissimo come l’Amore Incondizionato e l’Amore Condizionato. E sento già le vostre parole “Vuoi per caso dire che da grandi dobbiamo scordarci l’amore incondizionato e dovremo sempre fare qualcosa in cambio di qualcos’altro per essere amati? No. Ovviamente no. Cambia, o almeno così dovrebbe, il paradigma interno: Ho bisogno di te perché altrimenti muoio e farò ogni cosa in mio potere per non perderti (come immolarmi, sacrificarmi, distruggermi, distruggerti, temerti, difendermi da te, controllarti ecc) –  retaggio di paura antico stato del nostro bambino interiore – che dovrà invece giungere a Ho bisogno di te perché ti amo, ma posso comunque vivere senza di te anche se sarei molto infelice. 

Noi da adulti dovremo poter scegliere di rinunciare a un nostro desiderio – amore – amato, se ciò mette in pericolo la nostra vita, i nostri principi e i nostri valori, pur soffrendo da pazzi, dovremo poter riuscire ad attivare quel principio di autoconservazione e vita che da piccoli, abbiamo totalmente delegato al potere di qualcun altro che si prendeva cura di noi. Da bambini non abbiamo potuto lasciare un amore sbagliato – i genitori sono la nostra fonte di vita e sopravvivenza primaria –  perché non avevamo scelta: ora ce l’abbiamo, faticosamente, ma l’abbiamo.

Se una persona ci tratta male, ci fa soffrire (con tutto il tempo necessario che ci prepari alla rinuncia – separazione – lutto), noi potremo allontanarci da costui/costei. L’amore maturo e sano è quindi condizionato dal comportamento dell’altro da noi, e di conseguenza dal nostro che per primo dovrà essere d’esempio di rettitudine interna e di coerenza a ciò che chiediamo. L’amore incondizionato di una madre per un figlio permane, anche se quest’ultimo diventasse un ladro, un assassino ecc. La chiave, seppur sembrerebbe togliere romanticismo alle storie d’amore e passione più estreme della nostra vita, risiede proprio lì: sono ancora nell’amor bisogno o posso anche imparare a scendere nelle terre scomode delle mie pulsioni e farle crescere con amore e rispetto? Se io coltiverò questo stato di amore pulito potrò anche portarlo fuori di me nelle cose che amo, a cui mi dedico e nelle relazioni.

Lo Scorpione ha molto a che fare con l’entrare a fondo nel tema del potere, il limite e l’imparare a lasciare andare – che equivale a perdere – invece che auodistruggersi pur di perdere. Cosa in verità perdiamo se non quel rancore antico o quelle poche biglie in più che non ci servono davvero.

La sfida dell’ombra dello Scorpione è portare alle estreme conseguenze quell’amore primario di cui forse non ha potuto fidarsi allora, per poter inconsciamente giungere alla conclusione che tanto vale, non mettere niente in quel piatto di fiducia e condivisione. Invece è proprio lì che dovremo, attraverso questo Plenilunio che scava nelle ombre delle nostre passioni, andare a vedere dove risiede la nostra zona emotiva di non fiducia. 

 

 

Il desiderio passionale affettivo ed erotico, rappresenta la parte più scottante, delicata e spesso sofferente della nostra esistenza, ma noi siamo chiamati a “erotizzare” e attuare la stessa trasformazione del desiderio a tutti campi della vita: essa stessa pulsione, vita, morte e rigenerazione. Accorgerci che dove non attuiamo le trasformazioni e i cambiamenti necessari, le cose finiscono per morire o andare in putrefazione perché non ricevo nuova linfa vitale. Dove non lasciamo che sia e avvenga il  natura flusso del mutamento, creiamo paure e rigidità che finiscono con mutare di colpo in modo distruttivo e irreversibile.

Si narra che nel Plenilunio di maggio il Buddha raggiunse il Nirvana, la pace del non attaccamento e la pacificazione della brama dell’Ego. Noi anime occidentali, anche se stiamo integrando sempre di più visioni differenti offertaci dall’Oriente e insegnamenti teosofici preziosi, dovremo non scordare l’inconscio collettivo di cui abbiamo ancora una grande appartenenza culturale, ed è una bella presa di coscienza fare umilmente i conti anche con le ombre personali. Arrivare alla rinuncia del desiderio, non equivale sempre all’averlo sviscerato e padroneggiato. Anzi. Sappiamo quanto i dualismi e i nostri fallaci spostamenti nell’estremo opposto, non facciano altro che dilatare l’ombra. In parole semplici; se io mi privo di un dolce che desiderio da morire con una dieta forzata, non oso immaginare cosa accadrà, quando improvvisamente scardinerò tutte le regole e il bisogno prenderà il sopravvento!

In questo Plenilunio Plutone, governatore dello Scorpione, si trova in Capricorno congiunto a Saturno, entrambi in moto retrogrado, e formano un trigono di Terra con il Sole e Mercurio nel Toro – opposti entrambi alla Luna nello Scorpione. Abbiamo la possibilità di contattare il luogo antico della nostra mancanza interiore per porvi riparo e coscienza nuova. Questo Trigono nell’elemento Terra è una grandissima risorsa per trovare parte dell’equilibrio psichico e fisico, uscire dalle ferite di privazione del passato che si riverberano ancora negli schemi comportamentali del nostro presente.

Ora possiamo venire a patti con il desiderio – bisogno, qualsiasi esso sia, da una passione amorosa che ci divora, alla brama di successo, ricerca di  sicurezza, qualsiasi cosa che pare avere un potere così enorme su di noi, potremo provare a osservarla con amore, riconoscerne la bellezza e poi lasciarla andare nella sua direzione libera, per ritornare al centro – a noi stessi. Non rinneghiamo il suo luccichio che ci rende vivi e vibranti e ingordi come il bimbo con le biglie, ma proviamo a lasciarne andare qualcuna, aprendo piano piano le mani per non trattenere più ciò che ci sembra vitale e necessario ma non lo è più.

 

Imparare  a convogliare “passioni che ci possiedono”, in “passioni che ci animano” è la vera missione della nostra vita e non solo in questa Luna che ne mette in luce ogni anno la possibilità. 

 

Abbiamo bisogno di uscire da tutti i meccanismi di potere, non solo in questa luna piena, ma in questi mesi con un gran numero di pianeti retrogradi, sarà occasione per guardarci dentro e purificare ogni nostra azione velata.

Ho aperto temi complessi e domande aperte in questa Luna me ne rendo conto, è stato uno scritto faticoso anche per me, perché sono temi che mi toccano da vicino e si disvelano e sfuggono alla luce, proprio come il misterioso Plutone che non può essere visto che al buio di noi stessi. Quando siamo a tu per tu con lo specchio della nostra Anima. Al buio delle nostre reazioni incontrollate, al buio del nostro sentirci fragili come quando vogliamo qualcosa ardentemente e abbiamo tanta paura di perderlo, è in quel bellissimo e fragilissimo filo sospeso sul nulla, che corrono le nostre più alte sfide e dove dovremo imparare a stare senza scappare.

Così meravigliosamente e completamente esposti come quando amiamo e non avremo mai la certezza che sia per sempre: è lì che si cela la nostra forza interiore, nel sapere che abbiamo paura. Se mostreremo apertamente la nostra ferita e vulnerabilità, se renderemo l’altro degno del nostro cuore, se sapremo donare all’altro tutta l’onestà, se sapremo aprire la mani non per stringere e trattenere ma per lasciare che l’altro sia come sia, saremo davvero salvi. E saremo amati nella stessa maniera.

Buon Plenilunio di rinascita a tutti voi,

Anna Elisa Albanese

 

“Forse fa male eppure mi va

Di stare collegato

Di vivere di un fiato

Di stendermi sopra al burrone

Di guardare giù

La vertigine non è

Paura di cadere

Ma voglia di volare

Mi fido di te … 

Cosa sei disposto a perdere..”

(Jovanotti)

 

 

Aperte ISCRIZIONI per Vacanza Astrologica a Ischia! CLicca qui!

    

Segui la Pagina Facebook Sentiero Astrologico   

Fonte : https://www.sentieroastrologico.it/luna-piena-in-scorpione-18-maggio-2019-la-corrente-del-desiderio

Se il mio sito per te è fonte di
crescita ed evoluzione
sostienilo con una donazione



Grazie

Loading…

Grazie...

Condividi

Lascia un commento

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.