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MARTE E VENERE CONGIUNTI IN VERGINE – 5 OTTOBRE 2017 di Paolo Quagliarella

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Marte Venere si congiungono il 5 ottobre in Vergine. Mercurio governatore del segno è in Bilancia e si oppone alla Luna in Ariete, il tradimento potrebbe essere scoperto prima che si compia, può essere un tradimento solo di pensiero e non di azione, Apollo il Sole è anch’egli in Bilancia congiunto a Mercurio e in opposizione alla Luna, la parte femminile può apparire schiacciata simbolicamente dal maschile, da Marte che ha poca voglia di parlare. Bisogna prestare attenzione a non emettere giudizi affrettati, a non cercare il pelo nell’uovo, a non essere troppo critici, questi sono i messaggi che sembrano pervenire da questa congiunzione; è importante non vivere le passioni come se fossero guardata al microscopio, dunque, tutta intellettualizzate. Urano (Efesto) è opposto a Giove non bisogna far apparire i problemi più grandi di quanto non siano, Nettuno è in Pesci, ma non forma aspetti importanti. In base alla casa del vostro tema natale che ospiterà la congiunzione potrete trarre delle possibili interpretazioni usando i suggerimenti evidenziati in grassetto.

Ad esempio, qualora la congiunzione cadesse nella seconda casa zodiacale, dovrete non preoccuparvi troppo di eventuali momenti di scoraggiamento o di stanchezza in cui, magari, non riuscite a trovare le risorse personali necessarie per affrontare delle situazioni.

Di seguito spiego il perché mitologico dell’analisi precedente.

 

Esistono due racconti sul matrimonio di Afrodite (Venere), in uno di questi lei è la moglie di Ares (Marte), in un altro è la consorte di Efesto (Vulcano – Urano/Mercurio), in questo secondo caso Omero narra del tradimento della dea dell’amore ai danni del marito con il bel Marte. Di Efesto scrive Kerényi “Egli fabbricava con l’oro vergini che si muovevano, pensavano e lavoravano come persone vive. Ed egli creò la prima donna, Pandora. Questa non ebbe Efesto per marito, ma esseri che gli erano tuttavia molto affini. Tanto per Omero, nell’Iliade, quanto per Esiodo, sposa di Efesto era una Carite: per quest’ultimo, la Charis più giovane, Aglaia, «l’ornamento». Si voleva intendere negli antichi racconti, noti ancora a quei poeti, un’opera d’arte vivente – poiché charis significa anche il fascino dell’arte – oppure si intendeva dare come sposa al dio fabbro un’Afrodite minore, in luogo di quella grande?” Con Efesto dunque troviamo sempre come compagna una donna splendida, un’opera d’Arte, da un certo punto di vista ci ricorda quasi Eva nata da Adamo grazie all’intervento divino. Le Cariti erano tre: Aglaia, «l’ornamento», Eufrosine, «la gioia» e Talia, «l’abbondanza», ciascuna identificabile con delle qualità di Afrodite.

Afrodite-Venere è domiciliata in Bilancia, possiamo pensare ad Aglaia, “l’ornamento”, il segno della Bilancia è quello che in effetti è più vicino all’estetismo, al disporre ordinatamente, al coprire le parti del corpo più esposte, alla moda, all’abbigliamento.

Afrodite-Venere nel suo domicilio in Toro è in relazione con Talia, “abbondanza”. La cornucopia simbolo di prosperità ci fa pensare alla dialettica Venere – Plutone e alla necessità di accumulare le risorse del segno del Toro.

Afrodite-Venere, in esaltazione in Pesci, può essere associata a Eufrosine la gioia.

Dunque, Efesto, era sposato con Aglaia, rappresentante di Venere in Bilancia, in maniera circolare, ritroviamo anche Urano (l’inventore) da cui Afrodite è nata. Si può ipotizzare che Afrodite possegga questa trinità di sfaccettature di significato.

 

Kerényi ricorda che le Cariti “Nel loro antico tempio nella beotica Orcomeno esse erano presenti nella forma di tre pietre che si affermava fossero cadute dal cielo al re Eteocle.” Anche Afrodite, in qualche modo, è caduta dal cielo (il padre Urano) troviamo un’altra somiglianza tra i racconti mitologici.

Non dobbiamo dimenticare che Ares ed Efesto erano fratelli in quanto figli di Zeus ed Era, ma l’artigiano degli dei era stato abbandonato prima della nascita da sua madre, era stato abortito e scagliato in mare poiché i genitori non erano ancora marito e moglie, pubblicamente riconosciuti. Efesto venne accudito e cresciuto da due divinità marine. La nascita dall’acqua è un elemento comune con la nascita di Afrodite, infatti ella sorse dalla spuma marina creata dalla caduta dello sperma del padre, Urano, evirato.

Dopo aver analizzato, brevemente, le relazioni che passano fra Efesto, Venere, le Cariti, e la genealogia di Efesto, scopriamo cosa accade nel racconto omerico del tradimento della moglie consumato con Marte.

Marte aveva conquistato Afrodite, avevano consumato la loro passione nel letto nuziale che condivideva con Efesto. Di questo tradimento si accorse Apollo che avvertì il malcapitato. L’inventore adirato costruì una rete d’oro invisibile che applicò sul proprio talamo e avrebbe incatenato i due amanti. Informò la moglie del fatto che non sarebbe stato in casa per diversi giorni, cosa non vera, affinché i due amanti potessero rivivere una nuova tresca e cadere nella trappola di Efesto, così, accade. Ares e Afrodite si accorsero di non poter più allontanarsi dal letto, allora Efesto chiamò le altre divinità affinché vedessero l’accaduto e i due fossero pubblicamente svergognati e lui ripagato del danno subito. Poseidone che era presente, anche lui, pregò Efesto di liberarli e si fece garante del fatto che avrebbe avuto l’ammenda in relazione al tradimento da cui era stato colpito. Nel racconto abbiamo cinque divinità “attive”: Ares (Marte), Afrodite (Venere), Efesto (Urano), Apollo (Sole) e Poseidone (Nettuno).

Partendo da questi elementi possiamo ipotizzare, quando nel tema natale o in cielo Venere e Marte sono congiunti o comunque in aspetto, come il racconto, l’interpretazione di questa combinazione si possa evolvere. E’ fondamentale anche guardare i governatori del segno che ospitano i due pianeti amanti.

Paolo Quagliarella

Fonte : https://www.astrologiajunghiana.it/astrologia-junghiana/mitologia-fiaba/venere-marte-efesto/

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