l'alba del sesto sole

NELL’OCCHIO DEL CICLONE -L’ ECLISSI DI SOLE DEL 14 DICEMBRE 2020 di Alessandra Barbieri

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Stiamo per entrare nell’occhio del Ciclone

Il 14 dicembre un’Eclissi di Sole con congiunzione Luna, Mercurio e Sole, fa un quinconce con Urano congiunto a Luna Nera in Toro. La formazione dell’Eclissi che quadra un Nettuno tornato diretto.

L’impotenza, la sensazione di essere talmente insignificanti di fronte a tutto che la domanda spontanea è perché sono qui? Che senso ha se tanto la mia volontà è inascoltata, se non valgo niente, se tutti i miei sforzi sono vani?

Parto da un fatto successo a me. Ieri è stata una giornata stranissima è come se la mattina si fosse svegliata l’Alessandra vittimista di vent’anni fa. Una prima parola storta della mattina ha risvegliato la bestia. La paura ha due forme: il drago e il cagnolino. Il primo sputa fuoco, il secondo si nasconde. Ma è solo la faccia della stessa medaglia.  La forma con la quale la vivo io è quella del drago. Sono vent’anni che lo tengo a bada lavorando soprattutto con il corpo. L’uomo moderno non ha ancora capito che gli istinti più radicati e ancestrali vanno lavorati con il corpo. A volte però il drago si sveglia lo stesso e qualche micro danno riesce a farlo ancora, non più come una volta perché sono danni riparabili, ma pur sempre danni.

Ieri si è svegliato con una violenza che non capivo: l’unica persona che lo ha visto nei miei occhi è la povera Anima di mia figlia. Ho avuto un paio d’attimi dove stava per partire ma in qualche modo sono riuscita a trattenerlo. Il contraccolpo è stato però pesante, tanto che mi sono dovuta ranicchiare sul divano e rimanere immobile praticamente tutto il giorno.

Il mio silenzio immobile, in assenza di pensiero, ha prodotto immagini. Imamgini relative alla mia famiglia, alla famiglia di mio padre in particolar modo. A ciò che io dentro mi sono sempre detta che non avrei MAI vissuto, costi quel che costi! Ho lottato tutta la vita per uscire da uno schema ancestrale, incuneato nelle memorie cellulari dei membri della famiglia di mio padre: senza accusare nessuno, tutte brave persone, ma una famiglia sfortunata; eppure ho trascorso la prima parte della vita a capire la matrice di quella sfortuna e quando l’ho capita ho iniziato il percorso che mi ha portato ad assumere un atteggiamento di enorme rottura rispetto quello schema.

Ma, ho compreso solo in un secondo momento, che uscire da uno schema familiare significa tradire un patto, un accordo per la quale tutti interpretiamo quel ruolo lì.

Io sono la traditrice, io sono colei che non ha accettato e che ha detto no. Dopo la mia decisione l’Universo (ovvero l’Egregora della quale fa parte la mia famiglia, ve lo spiegherò meglio nel libro che uscirà più avanti) ha cercato in tutti i modi di farmi rientrare nei ranghi. Si è scagliata su di me un’ira che solo chi ha vissuto una cosa del genere può capire. Quando vieni colpita e ributtata a terra ogni volta che cerchi di rialzarti.

Ho tenuto duro nonostante tutto, sono rimasta viva e anche vivace, alla faccia dell’Egregora, e ogni caduta ha prodotto l’effetto contrario: sono diventata sempre più forte. In un crescendo che mi porta ad avere dei micro momenti di rabbia (quella c’è sempre) ma che gestisco in tempi decenti e…non ho più ucciso (moralmente) nessuno J, mordicchio, ma non ammazzo…è già qualcosa, ve l’assicuro.

Fino a ieri quando sembrava che la vecchia Alessandra, quel cadavere che non si è mai del tutto decomposto, fosse risalito dalla melma della palude che c’è ancora in un angolo della mia Anima.

Ieri è emersa e ha cominciato a dirmi:

“Hai visto, saputella, credevi di poter fuggire dall’Egregora di appartenenza, di poterti liberare dal Destino che noi abbiamo tracciato per te, di poterti ribellare perché non ti piace il ruolo che ti abbiamo assegnato. Alessandra, sono quindici anni che ti ributtiamo per terra. Vuoi capire che non hai nessuna possibilità di creare una nuova Egregora dove potrai vivere in modo armonico. Non vedi che le persone non ce la fanno? Gli schemi riemergono sempre e non riuscite a fare veramente quel passo in avanti. Perché vi abbiamo inserito un drive potentissimo: IL VITTIMISMO e ogni volta che si attiva, tu sei fregata. Ogni volta che si attiva in una delle tue collaboratrici il tuo progetto E’ SPACCIATO, ogni volta che si attiva nelle tue storie d’amore, l’amore lascia spazio al narcisismo.

Alessandra! Torna a casa! Ti riaccoglieremo, non ti faremo pagare tutta la fatica che ci hai fatto fare per convincerti…Torna a casa…

E volete sapere la verità? Ieri ci sono stati momenti in cui volevo mollare…in cui volevo lasciar andare e lasciarmi andare nell’oblio, mandare tutto a quel paese e chi se ne frega! Ma cosa ci posso fare io se il Mondo è fatto così! STavo per cedere alla voglia di tornare l’Alessandra vittimista, che la Vita ce l’ha con lei…

Poi questa notte il mio Maestro mi ha dato una svegliata accademica e mi ha fatto rivivere tutte le volte che il mio talento non è stato riconosciuto. Tutteeeeeeee!!! Anche quelle che avevo dimenticato. Mi sono svegliata con il drago sano attivo. Con la rabbia sana! Con la passione per quello che faccio.

Ho un compito: creeare una nuova Egregora che ospiterà tutti coloro che vogliono far fiorire e riconoscere i propri talenti. E così sarà! Ho trovato il modo, ho capito come riscrivere i codici!

Questa eclissi di obbliga a fare un tuffo nella nostra vecchia melma ma lo fa diversamente da prima. Siamo pronti al nuovo, dobbiamo staccarci definitivamente dalla nostra vecchia storia. Solo chi avrà coraggio riuscirà a fare il salto e sarà libero di ricostruire la propria esistenza.

Io ci sono e ti invito a venire a sentire cos’ho da dirti il 9 dicembre alle 21.00 in un webinar gratuito sul senso di impotenza di fronte al destino alla quale ti puoi iscrivere cliccando su questo link:

Ti aspetto!

Alessandra Barbieri

Fonte : https://alessandrabarbieri.com/eclissi-del-14-dicembre-2020-nellocchio-del-ciclone/

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