l'alba del sesto sole

NETTUNO CONGIUNTO A LILITH IN PESCI (16°) – DARSI IL DIRITTO DI ESISTERE

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Interessante passaggio questo di Nettuno, l’Archetipo della Grande Madre Compassionevole. Esso è collegato con la parte umana che si sta risvegliando, nel notare come il mondo potrebbe essere diverso, più amorevole, nobile, pulito. Sembra un grosso controsenso, visto gli attuali accadimenti. Stavo riflettendo che Nettuno è stato scoperto alla fine dell’800, in un’epoca di enorme transizione tra l’era antica e quella che oggi definiamo moderna, transizione che allora è passata attraverso la destrutturazione di modalità di vita millenarie (vedi la caduta degli Imperi Russo, Austro-ungarico e Ottomano) e lo sviluppo di società più libertarie, per così dire.
Da allora Nettuno ha viaggiato nello Zodiaco (nel 1900 si trovava in Gemelli), arrivando nel suo Segno di Governo, i Pesci, solo nel 2012. Sincronico che quello fosse l’anno in cui la Terra è uscita dal raggio di frequenza dissonante, dentro cui era imprigionata da 5000 anni. Per questo ora siamo in un caos apparente. Nettuno, la Grande Madre Compassionevole, ci sta guidando fuori dalla cecità spirituale, fuori dall’illusione, e ci aiuta a comprendere profondamente, a livello cellulare, che non esiste separazione. Questa è lo stato di coscienza a cui poter avere accesso ora, ed è necessario più che mai, proprio perché il mondo sta correndo all’interno di un flusso totalmente schizofrenico. Potrei definirlo una grande prova, a verificare quanto coesi e a nostra volta sincronici siamo diventati. Mentre tutto pare cadere a rotoli, riusciamo noi a respirare, a stare in serenità e a lasciare che sia?
Dal 24 settembre al 02 ottobre la Grande Madre si congiunge con Lilith, che transita nei Pesci da maggio 2019 a fine gennaio 2020. Lilith è l’Ombra della Luna, per cui considero una sua congiunzione con un pianeta solo quando è precisa al grado, in questo caso 16° Pesci.

Lilith è tutt’altro che compassionevole; è la nera rabbiosità maturata a causa di un’enorme frustrazione, una violazione subita, una mancanza di amore totale e agghiacciante. Nulla di facile da vedere. Ogni umano nasconde questo lato, solitamente ben in profondità. Lì dove Lilith si trova nella mappa di nascita, la persona diventa cieca a qualunque tipo di bellezza che emana da quel settore della vita.

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Non vede, non si vede, non si rende conto della reale situazione e si muove reattivamente difendendosi. Il “problema” è che la personalità non accetta questo lato così scomodo, lo reprime e lo giudica, spesso proiettandolo sugli altri. Ci castriamo per non lasciar emergere quell’urgenza fatale e ci obblighiamo a non respirare, a non sentire, finendo quasi per non vivere, non avere una relazione, non metterci in gioco fino in fondo.

In questo abbraccio da parte della Madre Compassionevole, la parte rimasta oscurata si può arrendere, cioè possiamo tendere a lasciarla esprimere, senza aver paura di essere “cattivi” o troppo scomodi per gli altri. Possiamo in quei giorni di transito congiunto arrenderci a noi stessi, per essere un po’ più veri, arrivando ad integrare quel lato scomodo, sì, ma che racchiude una grande forza, l’assertività. Possiamo cominciare a vivere in tutto lo spazio possibile, prendendoci lo spazio, accorgendoci di avere un volume, di poter essere visti e magari anche amati. Ci permettiamo di esistere e di mettere dei confini senza lasciar sconfinare gli altri. Possiamo dire di no, sicuri che non soffriremo più se gli altri rimangono fuori dal nostro giardino. Concedersi questa libertà è un gesto di amore immenso. Non possiamo amare veramente nessuno se prima non passiamo dentro questo tipo di abbandono totale a sé. Il transito si attiva subito dopo l’Equinozio d’Autunno per stimolarci a guardare tutto quello che non siamo ancora riusciti a vedere. Quando il Sole entra in questo periodo dell’anno, la sua luce va dentro e invita la coscienza a fare altrettanto. Gli Archetipi Planetari ci stanno guidando in modo preciso: nulla può essere lasciato indietro. Anche se pensiamo di non riuscire, non importa. Il punto non è risolvere. Il punto è intanto accettare e lasciare che sia, così il respiro si libera, il cuore si solleva ed aumenta lo spazio per includere. Basta separazioni.
In lak’ech!
Stefania Marinelli
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