Il più potente rituale di ogni tempo per ricevere dall’Invisibile (Grande Spirito, Dio, Intelligenza Superiore, Universo, Mistero o come più risuona in voi) è avere fede.

Tutto qui? Potreste dire magari storcendo il naso perché la parola “fede” vi richiama a dettami religiosi o a noiose lezioni di catechismo. Se così fosse, non avreste tutti i torti. Infatti, non è alla fede dogmatica che il suono del divino invisibile risponde, bensì alla vibrazione più sincera e umile di un cuore aperto.

Dunque, ricordiamoci che non basta avere fede.

Una fede concepita intellettualmente può fare più danni che altro. Pertanto, niente più lamentele del tipo: “Non funziona, a me non succede mai niente, io non ricevo segnali, nessuna grazia, nessuna risposta alle mie preghiere e via dicendo”.

Credere di avere fede non equivale ad avere fede e avere fede non equivale a essere fedeli.

Ma non c’è da scoraggiarsi perché l’Universo non punisce nessuno, le energie che si muovono nell’ottica del grande piano divino d’esistenza sono sempre neutre e neutrali, collaborative ai fini di un massimo bene per tutti, quantunque possano a volte apparire distruttive, terrificanti, ingiuste.

Avere fede quando le cose vanno sempre bene (dal nostro punto di vista personale) in fondo, è facile no? Che atto di fede è quello di ringraziare la vita solo quando ci sembra aderire maggiormente alla nostra idea di felicità, giustezza, armonia!?

Riflettiamo su questo. C’è già tutta la soluzione dentro a tale interrogativo.

Tornando alla fede di differente qualità, una qualità più profonda che emerge dallo schiudersi della coscienza.  Ogni cosa ha una sua “qualità superiore” da far emergere, la famosa “ottava superiore” del linguaggio musicale che è anche il linguaggio divino, universale. Utilizzo l’aggettivo superiore non nel senso morale-giudicante di “migliore”, ma nel senso energetico di “più elevato”.

La fede che sgorga spontanea da un cuore umile, puro, disponibile, aperto, amorevolmente abbandonato, affidato, proteso a piene mani verso l’insondabile che lo permea e sostiene, ovvero connesso con la parte più intima ed essenziale della incarnazione umana, ecco… questa è la qualità di fede che “fa miracoli”.

Questa non è la fede cieca che commette crimini oltraggiando qualsiasi legge di armonia cosmica in nome di “qualcosa a cui credere”…  No, qui non si tratta di avere “qualcosa o qualcuno a cui credere”, ma di aprirsi al mistero che ci abita e che vive attraverso di noi.

I grandi maestri di tutti i tempi – per lo più fraintesi e mai davvero profondamente accolti nell’originalità del loro messaggio rivoluzionario – hanno sempre posto l’accento sull’aspetto di responsabilità personale nel rendersi complici o meno dei piani divini dell’esistenza. E a voler riassumere, la responsabilità forse maggiore è quella del Surrender, la resa al Divino quale direzione costante da dare alla nostra vita.

Con il senso della direzione ben radicato nel cuore, ci si può smarrire ma ci si ritrova sempre. La direzione è un verso, il linguaggio del grande spirito è sempre poetico!

Tenendoci saldi in questa direzione, prendendo la mira su ciò che è la visuale per incarnare una vita più ampia che include dimensioni fisiche ma anche extrasensoriali, contatto con l’anima e con l’invisibilità che ci nutre, saremo sempre in compagnia della fede.

La vera fede non è affatto “cieca”, vede con gli occhi del cuore, più che un vedere è un sentire, un vedere tattile e, dunque, diventa certezza, saggezza.

Chi sa non ha più bisogno di credere, incarna la fede e i “miracoli” si compiono attraverso di lui.

La tua fede ti ha salvato.

Questo usciva sempre dalla bocca di Gesù ogni qual volta veniva ringraziato per una guarigione data. La vera guarigione accadeva attraverso la fede di chi l’aveva cercato, l’energia più potente che consente di sintonizzarsi con le frequenze divine, cosmiche, compassionevoli e amorevoli che sono il serbatoio potenzialmente infinito per l’accadere delle singolarità.

Singolarità è il nome scientifico di “miracolo”…

Pertanto, siate fedeli nel vero senso della parola. Siatelo!

Non abbiate fede, ma siate fedeli alla verità che scegliete di incarnare!

Ciò che si incarna è infinitamente più potente di ciò che semplicemente si dice, si proclama, si pensa.

Anche il Figlio di Dio si è incarnato per manifestare questa verità e renderla più visibile agli occhi di tutti. Ma non tutti l’hanno visto nè riconosciuto.

Allora, apriamoci alla nostra meravigliosa padronanza di essere umani, fedeli e innamorati del mistero che ci alita dentro rendendo possibile la nostra esperienza terrena prima del ritorno alla casa delle Origini, la sorgente d’amore da cui ogni particella ha preso forma e da cui ogni nostro intento può diventare preghiera, poesia, celebrazione….

Chiudo questo scritto con una “Invocazione” giuntami dall’invisibile affinché possa condividerne l’incanto rendendola

disponibile a chiunque voglia prenderla a cuore per sé stesso e per chi ama.

Mi è giunta nella forma più congeniale alla lingua dei misteri e del mio cuore, la Poesia.

 

INVOCAZIONE ALL’INVISIBILE

Grande Invisibile che tutto permei,
consentimi di vederti nelle piccole cose di sempre.
Se non ti vedo, consentimi di udirti nei richiami della natura e nel nome delle persone che amo.
Se non ti sento, consentimi di toccarti nelle boccate d’aria dei miei respiri quotidiani.
Se non riesco a toccarti, consentimi di cogliere il tuo profumo, tra i giardini fioriti o la melma del fango, indistintamente.
Se non riesco a cogliere il tuo profumo, consentimi di assaporarti nel nutrimento costante che dai alla vita, nel pane appena sfornato e nelle parole di benevolenza.
Se non riesco a cogliere il tuo sapore, consentimi di sentirti in ogni cellula del mio corpo, vibrante energia che accarezza tutto il mio essere come un’arcana sorgente che placa ogni sete.
Se non riesco a sentirti, consentimi di fidarmi di te, di amarti così tanto da non avere più bisogno di volerti afferrare.
Donami la grazia riposante di realizzare di essere nel mondo ma non del mondo,
e di riscoprire nella mia più nobile Umanità il segreto per entrare in contatto con te e in intima comunione con tutto ciò che è.

(Cecilia Martino)

Fonte: https://ilmestieredeldare.blogspot.com/2021/10/ricevere-dallinvisibile-la-grande.html

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