Energie e aria pesanti.
Sulla Terra c’è come una cappa che rende difficoltoso accedere a connessioni con dimensioni più elevate ed è difficile anche riportare la pace nel cuore.
Pensieri nebulosi, confusione, agitazione, stanchezza, dolori fisici sembrano in questo tempo dominare sull’essere umano.
Anche il tempo asseconda questo strano movimento. Manca il sole, la nostra luce, il pianeta da cui attingere per ricaricarsi. Il nostro faro, colui che ci guida all’elevazione.
Il risveglio della natura tarda e noi con lei.
Ho avuto difficoltà a connettermi per avere risposte su cosa stia accadendo e oggi finalmente la risposta mi è stata donata.
L’essere umano è chiamato a ricordare la sua natura umana. E con essa tutta la fragilità che lo contraddistingue.
Dobbiamo stare qui. Con tutta la fatica della gravità. Non siamo soli e le guide ci accompagnano sempre ma stanno chiedendo che il risveglio parta dal riconoscimento di questa esperienza terrena e nella sua totale accettazione.
Non possiamo elevarci dimenticandoci del perché siamo qui, delle esperienze che siamo chiamati a fare e della dualità che regge il nostro pianeta.
Se non accogli questo, non puoi pensare di raggiungere le alte vette della luce.
Ricordati che ogni cosa è mossa è generata dall’amore. Anche il dolore, anche la fatica, anche le nuvole.
Se integri in te queste parti la luce si offrirà a te senza resistenza.
Tu puoi assecondare questi movimenti arrendendoti. E questo vuol dire smettere di combatterli e fare tutto ciò che è in tuo possesso come essere umano per contenere ciò che stai attraversando.
L’amore per te deve partire da te.
Riposati più che puoi, spegnendo  l’esterno.
Nutriti poco affinché il tuo corpo possa avere energie per rigenerarsi.
Stai in mezzo alla natura per ricordarti chi sei.
Fermati e osserva come stai senza giudicare ma semplicemente ascoltandoti.
Fidati del tuo corpo.
Fidati della vita.
Monica Grando
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