l'alba del sesto sole

SFRUTTA AL MEGLIO LA FREQUENZA IN ARRIVO – I 10 GIORNI PORTALI DI ATTIVAZIONE GALATTICA, KIN 145/155 (03/12.07.2018)

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Sto ricevendo molte segnalazioni di stati dell’essere particolari in questi ultimi due giorni. Emozioni tanto intense, comprensioni che arrivano fulminee mettendo a posto situazioni interiori sospese,  sbilanciamento tra poli opposti con enormi difficoltà a mantenere una posizione stabile. Soprattutto necessità di fare ordine perché la mente più che mai ha bisogno di punti fermi.

Utilizzerò le mappe dell’Astrologia Galattica per spiegare il movimento attuale perché il passaggio riguarda proprio il Modulo Armonico Tzolkin, arrivato alla sua dodicesima Onda Incantata (ciclo di 13 giorni) dall’inizio dell’attuale Spin Galattico (ciclo di 260 giorni – 13×20, la totale manifestazione delle tonalità musicali galattiche quando si interfacciano con la frequenza terrestre prendendo una forma: 13 Toni Galattici e 20 Glifi Solari).

La prima cosa da tenere in conto è che non è possibile creare ora punti fermi. Siamo appena entrati nell’ultima serie di Giorni Portali, come già avevo scritto in questo Post recente. Quando ci troviamo dentro questa sorta di tunnel del Tempo/Non-Tempo non possiamo muoverci come se fossimo comunque in una realtà di terza dimensione di causa/effetto.
Immaginiamo di dover imparare dei passi di una danza nuova, grazie alle quale acquisire grazia ed eleganza, armonizzando i gesti e prendendo consapevolezza dello spazio che occupiamo con il corpo. Inizialmente dobbiamo fare i conti con i gesti che magari non abbiamo mai compiuto. Forse dobbiamo muovere il bacino, e magari lì c’è un po’ di rigidità – del resto lì si somatizzano le castrazioni subite, i no che hanno causato insicurezza, paura e senso di impotenza. Poi è necessario entrare in comunione con il ritmo, permettergli di entrare nel profondo, fino a diventare quel ritmo.   A volte esso può essere troppo veloce per come siamo abituati e causa affanno. E altre sintomatologie.
Eppure dopo aver ballato ci sentiamo bene, il corpo è leggero e la mente libera. Ci sentiamo vivi.
Ecco, questo è quello che sta accadendo in questo piccolo ciclo. Veniamo sollecitati da un ritmo di vita diverso dal solito, una cadenza affascinante, che ci trascina. Riconosciamo la sua bellezza, siamo attratti dalla sua grazia e dalla promessa implicita di poter respirare sempre meglio. Però….
La difficoltà è che questo, come tanti altri passaggi planetari di questo momento, è un movimento che ci chiede di essere, non di fare. Non ci sono azioni che possano essere compiute con responsabilità e consapevolezza se esse non corrispondono alla verità di quello che sentiamo dentro.
Non chiediamoci cosa dobbiamo fare.
O meglio, poniamo la domanda, ma perdendo interesse nel ricevere un’eventuale risposta. Diamo possibilità che la risposta arrivi solo quando saremo più che pronti a riceverla, senza affannarci. Magari la domanda non è neanche la migliore da porsi. Per cui formuliamola con un senso di sospensione, lasciando che il flusso di energia prenda la forma più adatta possibile nel corso delle giornate.
Lasciamo che la mente iper-sollecitata come sarà ora, si perda ancora un po’. Tanto non riesce a tenere l’attenzione, per cui inventiamoci modi creativi per farla lavorare. Che ne so, cucinare con intenzione, oppure mettere in ordine la collezione di fumetti, o attività del genere. Assecondiamo il movimento di sospensione.
Imparare a stare nell’Essere, anziché continuare ad identificarsi con il fare è un punto molto delicato, difficoltoso, perché richiede di riconoscere il proprio stato di nudità. Quante parole inutili, sprecate, questa benedetta mente scimmia ci fa dire per non sentire; quante azioni compiamo continuamente per non fermarci a guardare quella nudità. Tuttavia essa rappresenta la Purezza, uno stato interiore vergine e innocente. E soprattutto libero da sovrastrutture di giudizio, senso di separazione, rigidità e assenza di possibilità creative/immaginative.
Seguendo lo Tzolkin possiamo fare questo viaggio in modo consapevole in maniera ciclica ogni 260 giorni, che corrispondono a circa 9 mesi, una gestazione umana. Ciclo dopo ciclo impareremo pure qualcosa!
In lak’ech! (Io Sono un Altro Te Stesso)
Stefania Gyan Salila
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