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SINESTESIA: COS’È, LE CAUSE E COME SI RICONOSCE

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di Francesca Biagioli
Avete mai sentito parlare di sinestesia? Non ci riferiamo alla figura retorica presente in alcune poesie e testi letterari ma ad una condizione neurologica molto particolare e ancora poco compresa dalla scienza.

 Sinestesia, cos’è e tipologie

La sinestesia è una condizione in cui il cervello è in grado di elaborare in una sola volta dati provenienti da diversi sensi. Questo avviene perché si verifica un’attivazione incrociata di aree del cervello vicine che producono un’esperienza di percezione simultanea. Ad esempio una persona sinestetica può avvertire dei suoni mentre contemporaneamente vede delle luci colorate o ancora numeri proiettati nello spazio circostante. La musica diventa di conseguenza un’esperienza non solo uditiva ma anche visiva mentre determinate parole possono essere dotate di un sapore e le lettere e i numeri vengono associati sempre a determinati colori. Difficile da immaginare per chi non prova queste sensazioni. La parola “sinestesia” deriva dal greco e significa “percepire insieme”. Sono stati segnalati oltre 60 tipi di sinestesia tra cui:

  • sinestesia grafema-colore: in cui lettere o numeri sembrano essere colorati sulla pagina scritta o visualizzati colorati nella mente. Questa è la tipologia di sinestesia più diffusa
  • sinestesia tattile: alla vista si associano sensazioni fisiche in alcune parti del corpo
  • sinestesia lessicale-gustativa:quando si leggono alcune parole si percepiscono specifici gusti
  • sinestesia musicale colorata: in cui si percepisce la musica come colori nell’aria
  • sinestesia concettuale: la persona percepisce concetti astratti, ad esempio operazioni matematiche o unità di tempo, come forme proiettate internamente o nello spazio circostante.

Gli aspetti di questa condizione non sono ancora del tutto compresi ma si pensa che la sinestesia sia genetica e più frequente nelle donne. Si tratta comunque di una eventualità rara che si manifesta, secondo l’American Psychological Association (APA), solo su 1 persona ogni 2000 circa. Prevalentemente si riscontra in artisti, scrittori e musicisti.

Sinestesia, cause

La sinestesia è stata studiata per la prima volta nell’800 ma la vera e propria condizione è stata analizzata a partire dal 1970. Da allora, molti neuroscienziati ne hanno approfondito le caratteristiche proponendo diverse teorie sulle possibili cause.

C’è ad esempio la ricerca di Simon Baron-Cohen, che studiando la sinestesia presso l’Università di Cambridge, ha suggerito che la condizione deriva da una sovrabbondanza di connessioni neurali. Di solito, a ciascuno dei sensi sono assegnati moduli separati nel cervello con limitata comunicazione incrociata. Nel cervello delle persone con sinestesia, invece, ci sarebbe più comunicazione tra le varie parti.

Peter Grossenbacher, uno psicologo dell’Università Naropa in Colorado, è convinto invece che il fenomeno psicologico si verifichi non per la conformazione del cervello ma perché alcune aree sensitive del cervello ricevono un feedback dalle aree multisensoriali. Solitamente le informazioni provenienti da aree multisensoriali restituiscono solo all’area che si occupa di uno specifico senso, nel caso delle persone sinestetiche invece questo non avviene e le percezioni si sovrappongono.

Un’altra teoria, proposta da Daphne Maurer psicologa della McMaster University in Ontario, è che ognuno di noi ha in realtà queste connessioni ma non tutti le utilizzano.

Un piccolo studio di 17 partecipanti pubblicato sul Journal of Neuroscience nel 2016 ha scoperto che le persone che soffrono di sinestesia possono avere associazioni mentali più forti tra suoni particolari e forme arrotondate o angolari. Mentre in un sondaggio condotto su 11mila studenti universitari si è visto che i bambini che sono cresciuti ascoltando e parlando due lingue a partire da un’età molto giovane hanno più probabilità di accusare i sintomi della sinestesia rispetto a coloro che non hanno parlato due lingue già a partire dalla giovane età.

Sinestesia, diagnosi

Non esiste in realtà alcun metodo ufficiale per diagnosticare la sinestesia. Ci sono comunque linee guida che sono state sviluppate dal principale ricercatore in questo campo il dottor Richard Cytowic.

Solitamente per individuare le persone con sintestesia si considera se:

  • vivono le loro percezioni in maniera involontaria
  • proiettano sensazioni al di fuori della mente, ad esempio vedono colori che galleggiano nell’aria nel momento in cui ascoltano alcuni suoni
  • hanno una percezione che è la stessa ogni volta
  • hanno una percezione generica, ad esempio in risposta ad un certo odore vedono una forma ma non qualcosa di più complesso
  • ricordano meglio la percezione sinestetica secondaria piuttosto che la percezione primaria
  • hanno reazioni emotive, ad esempio sensazioni piacevoli, legate alle loro percezioni

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Indubbiamente si tratta di una condizione affascinante di cui in realtà sappiamo davvero poco. Qualcuno di voi si riconosce nella descrizione di persone sinestetiche?

Francesca Biagioli

fonte : https://www.greenme.it/vivere/mente-emozioni/25433-sinestesia-cause

 

 


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